MotoGP verso l’abolizione dei test privati nel 2014

Dopo le polemiche per i recenti ‘test privati’ di Honda e Yamaha in Texas, IRTA e Dorna puntano all’abolizione di tutti i test non ufficiali dal 2014: leggi il report.


In futuro, le sessioni di test privati MotoGP come quella a cui Honda e Yamaha hanno recentemente partecipato sul nuovo ‘Circuito Delle Americhe’ di Austin, in Texas, saranno vietate. La ‘tre-giorni’ di Austin era stata organizzata da HRC per permettere a Dani Pedrosa e Marc Marquez di conoscere in anteprima sul resto del paddock il nuovo tracciato statunitense (che ospiterà il 2° round del Motomondiale il 19-21 Aprile), ma questa mossa è stata aspramente criticata da alcuni ambienti per l’evidente contrasto con la ‘nuova filosofia’ del Campionato, incentrata sulla riduzione dei costi.

Quando Honda aveva annuciato di aver prenotato il tracciato per il test, l’associazione dei team IRTA aveva imposto ad HRC di estendere a tutti i team l’invito a partecipare, invito che – visti gli alti costi della trasferta – era stato raccolto solo dal team ‘satellite’ LCR Honda e da Yamaha, che comunque vi aveva preso parte con una sola moto ciascuno per Valentino Rossi e Jorge Lorenzo ed una crew ridotta all’osso per risparmiare sui costi (non partecipando comunque alla terza giornata).

Secondo quanto riportato dal britannico MCN, la questione è stata nuovamente affrontata ‘dietro le quinte‘ del recente test di Jerez, con forti pressioni giunte da più parti per uno stop definitivo ai test privati.

Sempre secondo quanto riportato dall’influente magazine d’oltre Manica, l’ipotesi più accreditata al momento per il programma di test invernali pre-stagione 2014 prevederebbe solo tre tornate di test ufficiali, anche se l’effettivo calendario di questi test sarà discusso nelle prossime settimane.

Le proposte per l’effettiva ‘messa al bando’ dei test privati saranno nuovamente dibattute in occasione del primo round del Motomondiale 2013 – il GP del Qatar, che avrà luogo a Losail nel fine settimana del 5-7 Aprile – come confermato da Herve Poncharal, Presidente IRTA e boss del team Yamaha Tech3:

“Nessuno ha fatto niente di sbagliato per quanto riguarda il test in Texas, non era contro le regole, ma non è questa la strada da percorrere. A Jerez abbiamo avuto un incontro dove tutti, compresi quelli che sono andati ad Austin, hanno convenuto che questo è un qualcosa che va bloccato. In futuro ci atterremo alle tre tornate di test ufficiali.”

“C’è stato un consenso unanime sul continuare nello stesso modo che abbiamo usato in passato. La stagione si conclude a Valencia nella notte di Domenica, ed il primo test è sempre stato a Valencia. Ma per il momento chiamiamolo ‘test spagnolo’, perche potremmo decidere di spostarlo su un altro circuito in Spagna.”

“La proposta sarebbe quella di avere un test subito dopo la fine della stagione in Spagna, non necessariamente a Valencia, poi scatterebbe il divieto invernale di test, e dopo ci sarebbero i tre test ufficiali. Potrebbe essere Sepang e poi di nuovo Sepang e Jerez. Oppure Sepang due volte e Qatar, Argentina, Texas o Australia.”

“Abbiamo bisogno di discutere su questo aspetto, ma ci saranno solo tre test ufficiali. Inoltre ci saranno tre test post-gara nel 2014, su circuiti ancora da decidere.”

Tra coloro che hanno partecipato a queste discussioni c’è stato anche Paolo Ciabatti di Ducati, che ha così commentato:

“Ero presente alla riunione, e anche se non posso rivelare i dettagli, posso dire che uno dei punti che abbiamo discusso è stato quello di rivedere un regolamento il cui scopo era quello di tenere sotto controllo i costi e mantenere una situazione di parità tra le squadre. Le norme attuali non soddisfano tale obiettivo: nessuno può dare la colpa a Honda per essere andati ad Austin perché non ha infranto nessuna regola, ma ovviamente i team che hanno potuto parteciparvi avranno un vantaggio e non credo che questo sia quello che vuole il promoter.”

“Il promoter vuole mantenere la competizione serrata, e se si dà un vantaggio a qualcuno su una pista molto difficile come Austin, ci si può aspettare che questi piloti avranno un vantaggio anche in gara e questo probabilmente non aiuta ad avere una gara spettacolare, con più piloti in grado di lottare per la prima posizione. C’è stato un accordo generale sul fatto che questo deve essere cambiato.”

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