WSBK Phillip Island, Checa (Ducati) firma la prima "super" Superpole.


La prima elettrizzante superpole stagionale (1’30.234) porta la firma di uno straordinario e inossidabile Carlos Checa, capace di smaltire la brutta botta subita in prova e di sfruttare magnificamente l’equilibrio complessivo della nuova Ducati Panigale, meno veloce e meno potente delle moto avversarie, ma indubbiamente super efficace.

L’emozione esultante del rientrante Battà per la performance del campione spagnolo e della bicilindrica italiana lascia ben sperare rispetto alla corsa rovente di domani, in previsione di un campionato avvincente.

Il forte vento, contrario sulla parte veloce del magnifico tracciato australiano, non ha consentito di abbattere il muro dell’1 e 30, ma, fastidi a parte, non ha condizionato il risultato. Se Checa ha sparato la sua bomba, Laverty (1’30.429), Fabrizio (1’30.581) hanno lanciato fuochi d’artificio guadagnandosi la prima fila e relegando in seconda gente come Sykes (1’30.615), Melandri (1’30.615), Guintoli (1’30.683) poi, in terza Camier (1’30.991). Haslam (1’30.998) e Rea (1′31.742).

Otto piloti nel fazzoletto dell’1 e 30 e una Ducati, due Aprilia, una Kawasaki in prima fila la dicono lunga su quale corsa ci aspetta domani. A parte Checa, la conferma di Laverty e Sykes (ci si aspettava di più?), soddisfazione per Fabrizio, davvero a proprio agio qui in Australia al debutto con la quattro cilindri di Noale.

Melandri ha oggi risparmiato la “spalla”, ma è in grado di giocare in corsa le carte di cui dispone. Nei piani alti anche la Suzuki con Camier, capace di lasciarsi alle spalle due mastini come Haslam e Rea sulle Honda ancora in difesa. Peccato Giugliano, solo decimo tempo, anche per una sbandata nell’ultima curva del giro lanciato per una bolla sulla gomma dietro.

Ottimo l’esordio televisivo di Max Biaggi. Domani, spettacolo assicurato.

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