MotoGP Sepang test, "the day after": Ducati, vicolo cieco?

Dopo il primo attesissimo test MotoGP di tre giorni a Sepang è la Ducati ad uscire con le orecchie basse. Non tanto e non solo per il duro responso del cronometro che inchioda le due “rosse” ufficiali quali fanalini di coda della top ten con gap di oltre i due secondi dal miglior tempo di Pedrosa (Honda), ma perché a Borgo Panigale hanno iniziato la stagione senza bussola e, quel che è ancor peggio, non sanno ancora dove puntare il timone.

Bisogna chiamare le cose per nome: la Ducati in MotoGP resta nel buco nero di una crisi generale di strategia e di gestione. Non è dietrologia ricordare che tale crisi è generata da una scelta di fondo sbagliata, cioè quella del dopo-Stoner e di due anni addietro, con l’ingaggio di Valentino Rossi (e del suo staff), ritenuto non solo star catalizzatore di sponsoring (cioè capace di portare soldi indispensabili per mandare avanti la vorace baracca del reparto corse della Casa bolognese), e non solo fuoriclasse col “secondo” in più nel manico, ma anche unico pilota-tecnico in grado di sviluppare e rendere competitiva la moto, poi di fatto giapponizzata.

Dopo la debacle di due stagioni da dimenticare, scelta per il 2013 la linea dell’evoluzione e non della rivoluzione, ci si poteva aspettare di più? Evidentemente si raccoglie ciò che si semina e oggi, a dirla tutta, il raccolto è assai gramo e ancor più cupo si presenta l’inizio del campionato 2013. A una Casa dalla storia gloriosa come la Ducati non può bastare il vernissage del marketing invernale sui ghiacci alpini di Madonna di Campiglio. E’ giunto il tempo che la nuova proprietà tedesca chieda conto dei sorrisi stereotipati all’Ad Gabriele Del Torchio, il responsabile primo di scelte totalmente negative sul piano strategico e gestionale della Ducati in MotoGP.

Anche i regolamenti (dettati dalla Dorna ma imposti dalla Honda) – a cominciare dai limiti dei regimi di rotazione dei motori fino alla monogomma - sono punitivi per la Ducati, unica Casa italiana ed unica Casa europea in lizza nel mondiale MotoGP. Cosa ha fatto e cosa fa Del Torchio per contrastare la “dittatura” delle Case del Sol Levante avallata dalla Dorna interessata solo al proprio business?

Oggi, anche dopo i test di Sepang, non si possono addossare colpe ai piloti del Team ufficiale, Hayden e Dovizioso. Il rischio di scoramento e di tirare i remi in barca è reale. La Ducati deve ritrovare identità e motivazioni capaci di farla risorgere. La proprietà tedesca non può limitarsi a rispolverare l’insegna della bottega di Borgo Panigale: ci vuole il bisturi. Come suggerisce Nicky Hayden, “c’è bisogno di una svolta tecnica molto più importante”, cioè, fuori dai denti: bisogna ripartire da zero. Con modestia, ma anche con la certezza di tornare ai vertici. Le “rosse” non possono alzare bandiera “bianca”!

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