
Un problema alla spalla “rallenta” anche Dani Pedrosa. Rientrato da Losail, dove domenica si è corso la prima gara del Mondiale MotoGP, si è sottoposto ad accertamenti medici per cercare una risposta al problema verificatosi al braccio sinistro durante il Gran Premio del Qatar. Il pilota spagnolo, che nonostante il dolore è riuscito a conquistare il terzo posto sulla pista di Losail, aveva avuto un calo di forza e sensibilità al braccio sinistro nella seconda parte di gara.
Pedrosa si è sottoposto a visite mediche specialistiche per scongiurare il sospetto che la lesione provocata dalla caduta in Giappone lo scorso ottobre non fosse del tutto risolta. I risultati della TAC a contrasto e della risonanza magnetica hanno escluso compressioni vascolari o ai nervi della spalla, evidenziando uno piccolo stiramento nel plesso, comunque in via di risoluzione, anche se necessita ancora di un po’ di tempo per guarire completamente.
“Onestamente non mi aspettavo che in gara il braccio reagisse in questo modo, - ha detto Dani Pedrosa - perché nei test invernali non mi aveva procurato alcun fastidio così pensavo che il problema fosse definitivamente risolto. Ho sofferto molto e ho realizzato che la lesione non era risolta completamente. Un vero peccato perché in Qatar avevo un ottimo feeling con la moto e fino alla seconda parte di gara – quando il dolore si è acuito – mi sentivo bene ed era molto concreta la possibilità di lottare per la vittoria. Mentirei se dicessi che non sono deluso perché quest’anno la moto è molto competitiva e io sono preparato fisicamente, ma sfortunatamente di fronte a questa complicazione non posso fare altro che continuare a dare il massimo, finché non guarirò completamente”.
La Gallery delle prove libere e quella relativa alle immagini dai box e dal paddock non è nulla in confronto alla Mega Gallery delle immagini del week end di gara di Losail.
Continua a leggere: MotoGP: Gallery week end di gara di Losail

Gli occhi di tutti, ovviamente, sono stati attirati dalla bella lotta per la vittoria. Fino a 2/3 di gara era incerto il vincitore, e la zampata finale di Casey Stoner non ha rovinato il divertimento perchè alle sue spalle qualcuno se le dava di santa ragione. Oltre questo, oltre i riflettori puntati sui primi, c’è l’altra Losail, quella dei delusi e dei deludenti. Al top di questa classifica c’è di sicuro il team Pramac.
Ci sono voluti meno di 10km per vedere le due ducati verdastre fuori competizione. Alla partenza Randy De Puniet smanaccia il gas come se fosse un pivello, a moto quasi dritta, e l’highside è stato inevitabile. Per completare il pasticcio, la moto ruzzolante va a finire proprio sulla mano di Loris Capirossi, che lamentando un forte dolore si è ritirato ai box, temeva la frattura.
Randy fa il mea culpa: “Mi spiace per la caduta e per la sfortuna di aver colpito il mio compagno di box. Il pneumatico posteriore era probabilmente ancora freddo nel lato sinistro e appena ho aperto l’acceleratore la moto è partita in aria e io mi sono trovato con il muso sull’asfalto. E’ davvero un peccato perché eravamo molto fiduciosi dopo il buon warm che avevamo svolto. Non ci rimane che pensare a Jerez dove tra due settimane cercheremo di riscattare questo sfortunato fine settimana.”
La grinta e la cattiveria agonistica non sono bastate a Valentino Rossi ad andare oltre il settimo posto. Nella tappa d’esordio della MotoGP 2011 in Qatar, il fuoriclasse di Tavullia ha accusato gli ormai consueti problemi alla spalla, duellando a lungo con Ben Spies, ma non riuscendo a tagliare il traguado davanti al centauro di Memphis.
“Sicuramente non siamo qui per fare dei settimi posti, ma ci sono anche cose positive in questa gara, a partire dai tempi perché abbiamo girato abbastanza forte.” - ha dichiarato Valentino Rossi - “Ho fatto una gran partenza ed è stata una bella sensazione, perché questa moto ha i cavalli che servono per scattare bene.”
“Poi ho fatto un errorino alla prima curva ed è un peccato perché sono rimasto bloccato dietro a Barbera per alcuni giri, altrimenti avrei potuto stare più vicino a Simoncelli e Dovizioso dato che comunque c’è stata una fase in cui giravo come loro. Non li avrei battuti, perché a fine gara non riesco più a guidare come si deve, e non parlo solo della Ducati perché anche l’anno scorso, dopo l’incidente, nella seconda parte di gara avevo gli stessi problemi, ed essendo le due moto abbastanza diverse significa che sono proprio io a non essere ancora fisicamente a posto.”
Adesso, dopo Losail, Rossi e la Ducati hanno due strade davanti. La prima è quella di non guardare in faccia la realtà, “accontentarsi” perché più veloci in gara con gomma dura, che in prova, aggrapparsi al rosario dei “se” e dei “ma”. La seconda è quella di prendere atto degli attuali livelli di competitività, cosa vale davvero questo settimo posto e cosa pesano realmente 16 secondi e passa di scarto dal vincitore Casey Stoner. Il tutto in una MotoGP con 16 partenti e 13 piloti a fine gara, con l’ottavo classificato (Edwards a – 26 secondi) e con gli altri dietro, sopra al mezzo minuto di gap!
Sarebbe davvero il caso di ricordarsi cos’era la 500 (non solo quella delle due tempi), vera classe regina, per schiarirsi le idee. Tornando a Losail, la Ducati, al di là delle dichiarazioni di prammatica, esce alquanto stordita dal primo verdetto stagionale. Poteva andare (addirittura) peggio? Enzo Ferrari, quando una sua Rossa arrivava seconda, parlava di sconfitta (primi dei perdenti…), e quando non raggiungeva neppure il podio, rigirava come un calzino il reparto corsa di Maranello e il progetto della macchina del momento. Altri tempi, altri uomini. Ogni sconfitta portava a una svolta. E, quando dopo la scomparsa del Drake, anche in Ferrari spuntò la logica dei “se” e dei “ma”, le Rosse passarono da protagoniste a comprimarie.
Idem nel motociclismo, con grandi Case italiane (Guzzi, Gilera, Mondial, MV Agusta, Benelli, Bianchi, Morini, Garelli ecc.) che passarono dagli altari alla polvere per essersi adagiate, in modi e tempi diversi, alla logica dello struzzo. Molti dei bla bla odierni derivano non dal fatto di non aver vissuto quelle epoche ma dal fatto di non avere né modestia né voglia di guardare indietro per trarne lezioni, oggi. Così è. Anzi, così era.
Buona prestazione del team Yamaha nella gara di apertura del Campionato MotoGP 2011 sotto i riflettori del circuito di Losail, in Qatar. Il campione del mondo Jorge Lorenzo è partito bene e facendo da apripista nei primi giri. Stabilizzatosi al terzo posto dietro Stoner e Pedrosa, ad otto giri dalla fine il giovane maiorchino ha rotto gli indugi superando il connazionale e riducendo il gap dal vincitore a soli 3″440. Il suo team-mate, Ben Spies, dopo un avvio infelice che lo ha costretto dietro al duello tra Barbera e Rossi, è riuscito ad avere la meglio (nonostante un lungo nel primo tentativo) sul pesarese nella staccata in fondo al rettilineo.
Jorge Lorenzo - 2° - “Forse questo podio conta più di una vittoria qui, può sembrar strano ma per me stasera è così. Sono molto orgoglioso di me e della mia squadra che non ha mai mollato e ha lavorato incessantemente per darmi la miglior moto migliore possibile. In pista ho dato tutto quello che avevo dentro, dall’inizio alla fine e ad ogni giro ero al limite. Ho rischiato di cadere in una curva, ma sono riuscito a rimanere in sella e ho chiuso in seconda posizione, il miglior risultato che ho potuto fare“.
Ben Spies - 6°- “Questa è stata la prima gara dell’anno e andava fatta un rispolverata, la mia non è stata una partenza felice e nei primi giri sono rimasto intrappolato dietro Barbera e Rossi. Stavano lottando fra loro e così ho perso contatto col gruppo di testa. A parte questo è stata una buona gara, ho lottato per un pò con Valentino, vi assicuro che non è un tipo facile da sorpassare! Una volta che siamo stati in grado di superare abbiamo fissato i tempi sul giro veloce e la moto era bella sensazione. Corriamo di nuovo tra due settimane, sono felice di tornare di ritornare a Jerez. Non ho chiuso tra i primi cinque, ma abbiamo ottenuto punti, posso ritenermi soddisfatto“.
Il team Repsol Honda chiude il Gran Premio del Qatar, primo round del Campionato 2011, con una bellissima gara che ha visto Casey Stoner sul primo gradino del podio davanti a Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa, con Andrea Dovizioso quarto. Con questa vittoria, l’australiano ha coronato un weekend perfetto sul circuito internazionale di Losail che lo ha visto protagonista assoluto con la conquista della pole position, del giro più veloce in gara (1’55.366 al 13esimo giro) e della vittoria. Sul podio anche il Presidente di HRC Tetsuo Suzuki che, insieme ai suoi due alfieri, ha portato la bandiera nipponica in segno di vicinanza al popolo giapponese.
Casey Stoner - 1° - “Dopo un ottimo precampionato, siamo arrivati forti al primo weekend di gara e tutto è stato un crescendo. Nel warm up ho faticato a trovare un buon feeling con la moto con il serbatoio pieno. Questo problema ha condizionato anche la prima parte di gara, ma sapevamo che con meno benzina e le gomme un po’ usurate, avremmo ripreso la piena confidenza che avevamo in prova. Dani mi ha ripassato al sesto giro ed ho deciso di seguirlo per capire dove era più forte e in quali punti più debole. Quando mi sono sentito più sicuro con la moto, avevo più grip e una migliore agilità in curva, ho deciso di spingere e prendere un vantaggio. Stasera la mia moto era fantastica, come lo è stata in ogni sessione di prove. Sono orgoglioso di correre per il team Repsol Honda e di aver conquistato la mia prima vittoria con questi colori al debutto. È un modo perfetto per iniziare la stagione. Sono molto contento di come sono andate le cose e del lavoro del team. Grazie a Honda e un pensiero al Giappone che sta attraversando un periodo difficile.”
Dani Pedrosa - 3° - “Sono deluso non per la gara, ma per i problemi che ho avuto nuovamente al braccio sinistro. Già in prova avevo sentito qualcosa, ma non credevo che potesse essere così grave: alla fine non riuscivo a stringere con forza i semimanubri, negli ultimi 7-8 giri non potevo usare la frizione e soffrivo molto. La moto è stata perfetta per tutta la durata della gara, avevo la possibilità di vincere ma ho faticato molto, è stata una delle gare più dure della mia vita. Non so cosa posso fare perché dopo il periodo di riposo di questo inverno doveva essere tutto risolto. Ho fatto gli esami e tutto andava bene, così adesso non so cosa devo fare. Mi dispiace per il team perché la moto andava molto bene, veloce e perfetta anche in curva. Sono orgoglioso di come ho guidato, ho combattuto con Casey su questa pista come nessuno ha mai fatto prima, ma sono preoccupato per quanto riguarda il futuro. Tra due settimane saremo in Jerez con una moto molto veloce e su una pista dove sono molto forte, ma non so cosa succederà”.

La corsa: positiva. Voto 8. Pronostici rispettati con gara d’apertura stagionale senza storia per la vittoria ma piacevole per le bagarre dietro. MotoGP sguarnita con “quattro gatti” in pista.
La TV: buona. Voto 8+. Riprese e immagini di alto livello anche se la regia lascia a volte a desiderare. Buono il commento, attento ed equilibrato, spalmato su tutti i protagonisti.
Stoner: comandante. Voto 10. Il “canguro” non tradisce le aspettative, domina e centra il suo primo colpo pesante con una corsa magistrale anche sotto il profilo tattico. La Honda (voto 10+) ha trovato il pilota da … iride. Per Casey i galloni da capitano conquistati sul campo.
Lorenzo: conferma: Voto 9+. Il campione del mondo gioca magistralmente tutte le sue carte e rompe la tenaglia delle Honda con un secondo posto insperato per la Yamaha (voto 8-) a corto di HP.
Pedrosa: delusione. Voto 7-. L’ultimo gradino del podio non è da buttare via, ma l’onta subita da Stoner e il duello perso con Lorenzo pesano. E’ solo l’inizio, ma così si parte in salita.
Dovizioso: importante. Voto 8. L’italiano non tiene il treno di testa dei due compagni di squadra HRC, ma “doma” l’assalto di Simoncelli e incassa punti pesanti. A quando il guizzo?
Simoncelli: orgoglioso. Voto 8. Buona performance foriera di una stagione che può portare al romagnolo grandi soddisfazioni. Feeling in crescita con la moto. Ora Marco deve crederci.
Spies: altalenante. Voto 7+. Deludente rispetto alle aspettative dopo le prove, l’americano non conquista la leadership in Yamaha ma vince il bel duello con Rossi. Non è poco.
Rossi: normale. Voto 7 -. Debutto scontato, con un settimo posto e un gap che mettono preoccupazione al nuovo binomio Made in Italy. Pilota e moto (voto 5) oggi questo esprimono. Tempesta? Di certo nuvoloni neri.
Edwards: mestierante. Voto 6+. Il veterano della Yamaha fa quello che può fare. Ultimo anno?
Hayden: rimandato. Voto 6. Frenato nella bagarre iniziale, fatica a recuperare il passo. Ma poi finisce in recupero. Ma così non si va lontano.
Capirossi: sfortunato. Nc. L’imolese si fa male nella caduta di De Puniet ed è costretto allo stop. Si vedrà a Jerez.
Elias: negativo. Voto 3. Pilota ombra di se stesso, maglia nera e ko per una caduta da principiante. Carriera al tramonto?

Casey Stoner è cresciuto, è maturato. Gli errori dello scorso anno sono un lontano ricordo, e dopo una partenza in gruppo con Pedrosa e Lorenzo, Casey ha dato sfogo a tutta la sua riserva di gas nel momento più opportuno, dirigendo la gara come non aveva mai fatto prima d’ora. La sorpresa forse è questa, la diversa strategia di Casey, inaspettata.
La classifica finale parla così: Casey Stoner primo, a 3″5 c’è Jorge Lorenzo, vincitore della lotta con un Dani Pedrosa sofferente nella seconda parte di gara, è terzo al traguardo. Quarto Dovizioso, che dopo una spettacolare lotta spalla a spalla (e carena contro carena) mette dietro un Simoncelli ispirato, ma non abbastanza da scavalcare l’ufficiale HRC.
Valentino Rossi è settimo. Il risultato del ducatista sarebbe da analizzare profondamente, ma fra le difficoltà del periodo è da considerare positivo. Come al solito il Dottore da il suo meglio una volta spento il semaforo rosso, e ha confermato il suo trend anche sulla Desmosedici. Ben Spies anticipa il tavulliano, con un’ottima prova, ma l’americano non è ancora all’altezza del compagno in gara. Randy De Puniet cade a pochi istanti dall’inizio, coinvolgendo anche Capirossi che si ritira poco dopo. Toni Elias spaventa per una brutta caduta, rimane illeso e lascia l’amaro in bocca alla Honda LCR. Karel Abraham è ultimo, potevate aspettarvi qualcosa di più da lui?
In sostanza, la prima gara della stagione è stata divertente, niente di inaspettato e sorprendente, ma solo conferme del grado di competitività da parte di tutti. Unico punto di domanda per Pedrosa, il più sofferente il pista nonostante la posizione di secondo più veloce durante tutto il weekend. Piccola analisi del sudore a fine gara: Casey fresco come una rosa, Dani totalmente distrutto. Se Casey ha trovato un equilibrio fra le performance e il suo limite, chi lo batte più?

Stefan Bradl è la sorpresa di inizio stagione Moto2, ma non quella della gara. In Qatar ha dominato fin dall’inizio delle libere e la gara è stata quasi una passeggiata. Sul traguardo il tedesco passa senza particolari problemi dopo essere stato in testa per tutta la competizione, mentre alle sue spalle si è lottato per più di metà gara con un risultato molto positivo per gli italiani.
Sul podio, infatti, c’è Andrea Iannone, che dopo un’ottima rimonta è riuscito a conquistare la seconda posizione e mantenerla fino al traguardo. A dargli fastidio Thomas Luthi, Alex De Angelis e Yuki Takahashi, arrivati nell’ordine terzo, quarto e quinto. Una gara bella da vedere, ovviamente se ignoriamo la presenza di Bradl, che di certo non ha dato spettacolo. Grande peccato per Marc Marquez, fra i sicuri protagonisti ma rimbalzato via da un high side che l’ha messo fuori gioco. Fine simile per Scott Redding, scivolato a pochi giri dallo start.
In 125 Nico Terol ha creato il vuoto alle sue spalle. Lo spagnolo ha preso sul serio il suo ritmo delle prove e ha umiliato gli avversari imponendo distacchi mostruosi, ridotti sul finale con un’amministrazione del vantaggio da vero campione. Alla fine, Sandro Cortese ha conquistato la seconda piazza dopo una bella lotta con Sergio Gadea ed Efren Vazquez, arrivati rispettivamente secondo e terzo.
Continua a leggere: Moto2/125: a Losail è dominio assoluto di Stefan Bradl e Nico Terol