Come avevamo previsto, la risposta di Casey Stoner non si è fatta certo attendere: dopo lo smacco subìto nel “suo” Qatar da parte di un grandissimo Jorge Lorenzo, l’australiano risorge proprio su uno dei circuiti nei quali non era mai brillato. L’ennesima vittoria d’autorità. Certo è che gli ultimi vincitori degli ultimi due titoli mondiali sono i rappresentanti più autorevoli di questo sport, mostrando ritmi e prestazioni superiori rispetto a tutto il resto della compagnia. Lo recita anche la classifica iridata.
Grandissima battaglia fin dai primi giri, col torero camomillo che sembra scappare in una partenza da copione, ma poi subisce il ritorno di Lorenzo che non lo molla. A stupire ci pensano in due: il campione del mondo Casey Stoner si sveglia dal letargo dei giorni scorsi e tira 2 schiaffi in staccata ai rivali spagnoli; Nicky Hayden, galvanizzato dal ruolo di “primaguida” che si sta conquistando a poco a poco “sul campo”, per nulla intimorito ne approfitta per mettersi in terza posizione provvisoria.
Dani Pedrosa tiene comunque botta, schiacciato nel “panino” delle due Yamaha Tech3 di Crutchlow e Dovizioso. I tre non si fanno pregare e restituiscono ad Hayden lo scherzetto. Subito dietro il soldatino Stefan Bradl, sopravanzato da Alvaro Bautista. Rossi è solo 9° davanti a Hector Barberà, che però sembra averne di più ma sbaglia nel finale. Notte fonda anche per Ben Spies che, irriconoscibile, pare l’ombra di se stesso.
Continua a leggere: MotoGP, Jerez: Stoner "risorge" e batte Lorenzo. Rossi solo 9°.

Grande spettacolo nella categoria Moto2 con i centauri spagnoli che regalano al proprio pubblico un bellissimo repertorio di sorpassi e controlli. E poco importa se arriva la bandiera rossa a poche tornate dalla fine: neanche il provvedimento della Commissione gara può inficiare la sua performance. Vince Pol Espargaro, sempre presente e in grado di tener testa e contendere il primato fino alla fine al redivivo connazionale Marc Marquez.
Alla partenza occhi tutti puntati sul poleman Marquez, ma è Thomas Luthi il più scaltro allo start, complice anche la bagarre tutta spagnola con Espargaro che si apre alle sue spalle. I due più in forma però sembrano esser Redding e Di Meglio che si mettono lo svizzero nel mirino. I magnifici quattro sono già in fuga. Inspiegabili invece le prestazione degli altri protagonisti del weekend: da Iannone, a West, a Zarco, tutti relegati nelle retrovie.
A metà gara però Scott Redding accende la lampadina e si rende autore di una gara pazzesca, fatta di sorpassi e di continue spazzolate. Ma chi pensa che è una lotta a tre si sbaglia: dopo la caduta di Di Meglio, arrivano anche Kallio, Nakagami e Corti. Ma a 9 giri dalla fine ci si mette di mezzo la pioggia a cambiar le carte in tavola: Redding diventa “biodegradabile” e si perde, mentre gli spagnoli Marquez e Espargaro iniziano a darsele di santa ragione, con un sorpasso ad ogni curva. Arriva però la bandiera rossa a privarci della battaglia finale.
Continua a leggere: Moto2, Jerez: la bandiera rossa "aiuta" Pol Espargaro

Una gara rocambolesca e decisa, che ci ha regalato un nuovo grande protagonista. Romano Fenati, già secondo alla gara d’esordio in Qatar, stupisce ancora tutti e va a vincere il GP di Jerez de la Frontera. La sua prima vittoria! Ritmo indiavolato, freddezza, intelligenza: stiamo parlando della nuova stella del motociclismo italiano, un ragazzo semplice e umile, ma veloce e in grado di dimostrare quell’esperienza che solo i veri talenti hanno. E ora il ragazzino guarda gli inseguitori dall’alto della classifica iridata!
Gran partenza di Fenny: partito decimo, dopo poche curve il sedicenne ascolano è già 4°. Al secondo giro escono in 3 (Miller, Grotzkyj e Kent) nella stessa curva ancora troppo umida. Due giri più tardi anche Sissis li imita con un high-side. Il duo di testa Kornfeil e Oliveira si toccano all’ultima curva e si stendono senza conseguenze, ma i commissari non sembrano aiutare il portoghese che richiedeva una spinta per rientrare in pista: un deja-vù di 12 mesi orsono, quando sullo stesso tracciato ci fu la polemica tra Rossi e Stoner.
Un altro Rossi, che di nome fa Louis, scavalca Fenati e si porta in seconda posizione, mentre il fuggitivo Rins martella a suon di giri veloci e crea un gap. Ma l’asfalto è traditore, costringe lo spagnolo a un lungo che consente al nostro Fenny di ricongiungersi: nel frattempo tocca a Rossi stendersi, lasciando i due a contendersi la vittoria finale. Bellissima la rimonta di Vinales: andato lungo nei primi giri, grazie alla sua tenacia, ha saputo risalire posizione su posizione, fino alla 6a assoluta.
Continua a leggere: Moto3, Jerez: l'impresa di Romano " Fenny" Fenati
Luci ed ombre nel box Ducati, al termine delle qualifiche ufficiali qui da Jerez de la Frontera. Le alterne condizioni meteo che tanto hanno caratterizzato e condizionato i primi due giorni sembrano rispecchiarsi a pieno anche negli stati d’animo dei protagonisti. Oggi Nicky Hayden, con il terzo miglior tempo, ha conquistato un’ottima prima fila alle spalle di Lorenzo e Pedrosa mentre Valentino Rossi, veloce venerdì sul bagnato, non è riuscito a ripetersi e ha chiuso con il tredicesimo tempo. Kentucky Kid ha trovato una messa a punto con cui è riuscito ad interpretare molto bene la pista andalusa mentre il pesarese sull’asciutto ha fatto molta più fatica.
“Essere in prima fila è davvero una bella cosa per tutti noi” dichiara felice Nicky Hayden, prima guida del team Ducati quest’oggi. “Le condizioni della pista erano molto particolari, diverse da quelle che abbiamo trovato durante il resto del fine settimana. Sicuramente aver provato qui in marzo è stato positivo perché siamo partiti con un set-up di base già abbastanza adatto. Ho cominciato a “tirare” subito perché sembrava dovesse ricominciare a piovere da un momento all’altro. Verso la fine la situazione è migliorata ma non abbiamo potuto abbassare la guardia nemmeno un attimo perché erano rimaste delle macchie di umido qui e là e sarebbe bastato un attimo per sbagliare”.
“Le condizioni erano piuttosto difficili perché faceva freddo e l’asfalto era asciutto ma non completamente” esordisce un mesto Valentino Rossi. “In ogni caso era così per tutti, non è stato quello il problema: purtroppo io faccio ancora molta fatica a guidare e a inserire la moto in curva, sia con i freni, sia senza. Sono lento a raggiungere la massima piega, a portare la necessaria velocità dentro la curva e, quando è il momento di accelerare, ho già perso troppo terreno. E’ da diverso tempo che cerchiamo di risolvere questa cosa ma non ce l’abbiamo ancora fatta. Dobbiamo continuare a lavorare sul set-up perché Nicky oggi ha fatto un bel turno, è stato davvero bravo. Confrontando i dati abbiamo avuto la conferma che rispetto a lui perdiamo molto in entrata”.

Pista umida e condizioni difficili dopo la pioggia della mattina che ha condizionato sia le ultime libere che le qualifiche della Moto3 rendendo difficile la scelta dell’assetto. In queste condizioni Romano ”Fenny” Fenati, ha chiuso le qualifiche con gomme slick segnando il crono di 1′59″155 (10° tempo e quarta fila per lui).
“Le qualifiche di oggi sono andate abbastanza bene, purtroppo però la condizione dell’asfalto mi ha penalizzato. Il posteriore si muoveva molto, ma il mio team è stato bravo a risolvere subito il problema. Domani spero di fare una buona partenza e recuperare subito qualche posizione. Punto a fare un buon risultato“. La pole della Moto3 è andata ad Alex Rins con 1′57″507 davanti a Cortese (+0.012), Oliveira (+0.468) e Masbou (+0.794).
Dopo tre turni di libere sul bagnato e pista mista, e lo spettro della pioggia sempre incombente, i piloti Repsol Honda oggi hanno lavorato al massimo sulla messa a punto delle loro RC213V, inanellando giri veloci per assicurarsi una buona posizione in griglia. Negli ultimi 5 minuti è stato un duello tutto spagnolo tra Jorge Lorenzo, che infine si è aggiudicato la pole, e Dani Pedrosa, che ha chiuso secondo a soli 135 millesimi dal connazionale. Casey Stoner ha mancato la prima fila per soli 14 millesimi e domani prenderà il via dalla quinta posizione.
“E’ stata una sessione di qualifiche molto positiva. Era veramente difficile sapere quanto spingere perché in pista c’erano delle chiazze di bagnato ed era facile commettere un errore” ha dichiarato Dani Pedrosa. E poi ha aggiunto: “Non solo, dopo aver effettuato tanti giri con le gomme rain durante le prove libere, questo pomeriggio con le slick sembrava di avere un’altra moto, ma non c’era tempo da perdere e dovevamo concentrarci per girare forte sin dall’inizio. Su questa pista siamo stati veloci nei test e questo fine settimana durante tutti i turni di prove sia sul bagnato che sull’asciutto, ma domani dobbiamo essere pronti per una gara dura e combattuta qualsiasi condizione si presenti”.
“Le qualifiche non sono andate troppo bene” ha ammaesso il campione del mondo incarica Casey Stoner. “Le condizioni sono state difficili durante tutto il fine settimana con pista metà asciutta e metà bagnata, così non siamo riusciti a trovare una buona messa a punto della moto. È un peccato, speravamo di partire dalla prima fila, ma in situazioni come queste non volevo rischiare troppo. Ci sono state diverse cadute e le parti bagnate erano incredibilmente scivolose. Detto questo, c’è un distacco di mezzo secondo non imputabile alla pista, siamo solo un pò distanti con la messa a punto e stasera dovremo continuare a lavorare“.

Esattamente come 3 settimane fa in Qatar, anche oggi a Jerez de la Frontera, Jorge Lorenzo si conferma ancora una volta l’uomo da battere dopo un’emozionante sessione di qualifiche uffiaciali. Perchè gli spettatori presenti hanno potuto assistere ad un alternarsi di ben 29 pole position provvisorie, grazie alla tenacia dei piloti che non si sono certo risparmiati, in ogni condizione.
Inizialmente il maiorchino era fuori dalla top ten, e certe nuvole nere all’orizzonte non promettevano nulla di buono, anzi: c’era il rischio di perdere la possibilità di migliorare il proprio crono. Ma con qualche piccola modifica al set up, gomme nuove e tanta determinazione, PorFuera è riuscito subito a balzare al primo posto, posizione che gli è stata contesa fino agli ultimi istanti della sessione, riuscendo a battere il connazionale Dani Pedrosa per soli 0.135 millesimi.
“Siamo molto contenti di questa pole position perché è stata una sessione strana” ha ammesso il poleman della Yamaha Factory Racing, Jorge Lorenzo. “C’erano diverse pozze d’acqua ed era molto pericoloso. Ho dovuto prestare la massima attenzione, perchè sarebbe stato facile cadere e rimanere infortunati. Ad ogni modo partiamo in prima posizione, vediamo cosa succede in gara. Ringrazio il team per avermi dato il giusto set up in ogni condizione“.

Finalmente pista asciutta per le “fortunate” Moto2. E’ Marc Marquez stato a conquistare la pole position sul circuito di Jerez de la Frontera. Lo spagnolo, tornato ad alti livelli dopo l’infortunio che l’aveva eliminato dalla lotta per il titolo sul finale della scorsa stagione, è sembrato divertirsi esibendosi in traversi e staccate da cineteca. Claudio Corti, sempre nelle prime posizioni, è mancato nel finale ed ha chiuso 6°. Il suo compagno di squadra, il giapponese Nakagami, è invece secondo davanti a Espargaro, Luthi (scivolato nelle ultime battute) e Kallio. Johann Zarco solo decimo, addirittura 13° Andrea Iannone.
Continua a leggere: Moto2, Jerez: Marc Marquez ritorna in pole
Non è il supersonico 1’38”780 fatto segnare qui a Jerez da Stoner negli ultimi test ufficiali, ma l’1’39”532 di Jorge Lorenzo regala al maiorchino una pole di grande valore tecnico, agonistico e psicologico, a conferma dello stato di grazia di un binomio che ipoteca la corsa di domani per involarsi nella classifica generale. Dopo tre turni bagnati, finalmente la pista asciutta, pur non perfetta, ha ristabilito i reali valori in campo.
Con le conferme (Pedrosa in gran spolvero, secondo tempo, +0.135) e qualche sorpresa: Hayden in forte crescita che conquista di forza la prima fila (terzo tempo, +1.031), Crutchlow davanti a Stoner (quinto tempo, + 1.045), con Spies sesto tempo, +1.550 e Dovizioso, che ha recuperato nel finale la settima piazza.
Tre Yamaha nelle prime due file e soprattutto una Ducati factory in prima fila. Il commento si può chiudere qui, lasciando spazio a tutte le considerazioni e libero sfogo alle polemiche. Perché il 13esimo tempo di Valentino Rossi (+3.429) grida vendetta. Cosa è successo? Nulla. Il 9 volte campione del mondo ha perso la bussola, mandando in tilt la squadra. Tutto qui.
L’1’51”440 - 13 secondi più piano della pole odierna - fatto segnare ieri dal pesarese in condizioni di pista bagnata non era certamente indicativo dei reali valori in campo: solo una illusione, “bruciata” dalla durissima realtà di queste spettacolari qualifiche. Dalla notte di Losail, Rossi è precipitato nel buco nero di Jerez. Miracolo cercasi.
Indovinate un pò? Ancora il meteo che qui a Jerez ci mette lo zampino, rendendo la situazione molto complicata: nuvoloni neri e pioggia battente sul rettilineo si contrappongono in uno scenario assurdo con sprazzi di azzurro che sovrastano su altre aree del circuito. In questa pazza girandola di mescole quindi (dalle dure, alle rain, alle slick), è Jorge Lorenzo che strappa la pole a Dani Pedrosa in duello (annunciato) tutto spagnolo.
Casey Stoner è il primo a rompere gli indugi andando a togliere il primato a Cal Crutchlow proprio un attimo prima che inizino a cadere le prime gocce. Ma Pedrosa, Lorenzo e lo stesso inglese lo “sbugiardano” poche tornate dopo. Gran prestazione anche dell’esordiente Stefan Bradl, che scavalca persino il campione australiano. Hayden si conferma come la migliore delle Ducati, mentre è crisi nera per Valentino Rossi, a 3 secondi e mezzo. In totale confusione.
Tante le imbarcate e gli high-side, perchè le chiazze di umido sono svariate e insidiose. Tra queste anche Cal Crutchlow: l’inglese cade, ma si rialza e tona in pista a martellare. De Puniet è l’incontrastato mago delle CRT, a 4 minuti dalla fine si ritrova 8° provvisorio (poi decimo allo bandiera ascacchi), togliendosi la soddisfazione di metteresi dietro le più quotate MotoGP.