Wassell Antelope 1973: il raro trial britannico torna a vivere dopo 30 anni
Telaio rotto, motore bloccato e ruggine ovunque: così è rinata una Wassell Antelope del 1973, oggi riportata all'antico splendore da 1984sc.
La storia delle moto è piena di modelli iconici che hanno lasciato il segno pur restando lontani dai grandi numeri della produzione industriale. Tra questi c’è la Wassell Antelope 1973, una rara moto da trial britannica che oggi torna a far parlare di sé grazie a un restauro completo che l’ha letteralmente riportata in vita dopo oltre trent’anni di abbandono.
Il progetto porta la firma di Jonathan “Nejo” Terzian, fondatore dell’officina francese 1984sc, specializzata nel recupero e nella valorizzazione di moto storiche. Il risultato è una rinascita che conserva l’anima originale del modello e permette di riscoprire uno dei capitoli più affascinanti del trial europeo degli anni Settanta.
Wassell Antelope: una piccola leggenda del trial britannico
Per comprendere il valore di questo restauro bisogna tornare indietro nel tempo. Wassell è un nome molto conosciuto dagli appassionati di moto classiche britanniche. L’azienda nacque nel dopoguerra grazie a W.E. “Ted” Wassell, ex pilota della Fleet Air Arm britannica e grande appassionato di motociclismo.
Dopo essersi affermata nella produzione di componenti aftermarket, l’azienda decise di realizzare motociclette complete dedicate alle competizioni fuoristrada. Nacque così la Antelope, una moto da trial sviluppata inizialmente con motorizzazioni BSA e successivamente equipaggiata con il celebre monocilindrico Sachs 125 a sei marce.
La moto si distingueva per soluzioni tecniche molto avanzate per l’epoca. Il telaio a doppia culla costruito in tubi Reynolds 531 garantiva leggerezza e robustezza, mentre l’adozione di boccole Silentbloc e di un sistema di lubrificazione della catena dimostrava grande attenzione ai dettagli.
Negli Stati Uniti il modello venne commercializzato anche con il nome Mudlark grazie a una collaborazione con il celebre pilota e imprenditore John Penton, contribuendo a diffondere la reputazione della moto tra gli appassionati di off-road.
Un restauro partito da una moto ormai compromessa
L’esemplare protagonista di questo recupero si trovava in condizioni estremamente difficili. Rimasto fermo per circa trent’anni in un seminterrato, presentava praticamente ogni tipo di problema possibile per una moto d’epoca.
Il telaio era danneggiato e rotto in alcuni punti, il motore Sachs risultava completamente bloccato e la corrosione aveva attaccato numerosi componenti meccanici e strutturali. Ruggine, usura e degrado avevano trasformato quella che un tempo era una raffinata moto da trial in un relitto apparentemente irrecuperabile.
La sfida è stata accettata da Nejo su richiesta del proprietario Jean, collezionista e appassionato di moto storiche per il quale l’officina francese aveva già restaurato diversi modelli iconici.
Il lavoro è stato eseguito seguendo una filosofia molto precisa: recuperare ogni elemento possibile mantenendo l’estetica originale della moto e valorizzando le superfici in alluminio che caratterizzano il modello.
Motore Sachs, telaio recuperato e look originale
Il restauro ha coinvolto ogni singolo componente della Wassell Antelope. Il telaio è stato completamente riparato e risaldato, mentre il motore Sachs è stato smontato e revisionato integralmente. Anche le ruote, l’impianto di scarico e la sella hanno richiesto interventi specifici.
Particolare attenzione è stata dedicata agli elementi estetici. Il serbatoio e le parti in alluminio sono state lucidate per riportare alla luce il caratteristico aspetto argentato che rende immediatamente riconoscibile la Antelope. Lo scarico è stato nuovamente cromato e numerosi dettagli sono stati recuperati o ricostruiti rispettando le specifiche originali.
Secondo il restauratore, il piccolo monocilindrico Sachs sviluppa circa 12 CV e muove una moto dal peso di appena 90 kg, caratteristiche che ancora oggi garantiscono un comportamento divertente e agile sui percorsi trialistici.
Una moto salvata per continuare a essere guidata
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è che non si tratta di un semplice esercizio estetico destinato alle esposizioni statiche. La Wassell Antelope restaurata è tornata pienamente funzionante e può essere utilizzata nei percorsi fuoristrada come accadeva negli anni Settanta.
Le dimensioni compatte, il peso contenuto e la semplicità meccanica continuano a rappresentare punti di forza apprezzati dagli appassionati del trial classico. Proprio queste caratteristiche hanno contribuito a rendere la Antelope una moto speciale e oggi particolarmente ricercata dai collezionisti.
Il recupero di questo esemplare dimostra come anche modelli molto rari e apparentemente compromessi possano avere una seconda vita grazie a competenze tecniche, passione e attenzione per i dettagli. Una rinascita che permette di preservare un importante pezzo della storia del motociclismo britannico e di tramandarlo alle nuove generazioni di appassionati.