Yamaha XS650 Special II: il bicilindrico anni ’80 torna protagonista
Una Yamaha XS650 Special II del 1983 torna alla ribalta dopo decenni di inattività. Ecco storia, caratteristiche e dettagli di questa iconica bicilindrica.
Quando si parla di moto giapponesi che hanno lasciato un segno nella storia, la Yamaha XS650 occupa senza dubbio un posto speciale. Prodotta in diverse evoluzioni tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Ottanta, questa bicilindrica è riuscita a conquistare generazioni di motociclisti grazie a una formula semplice ma estremamente efficace: motore brillante, meccanica robusta e grande personalità.
Tra le versioni più particolari spicca la Yamaha XS650 Special II del 1983, una variante che oggi continua ad attirare collezionisti e appassionati di moto classiche. Un esemplare recentemente tornato alla ribalta negli Stati Uniti dimostra come questo modello riesca ancora a esercitare un fascino notevole a oltre quarant’anni dalla sua produzione.
La storia della Yamaha XS650 e della versione Special II
La storia della XS650 inizia nel 1968, quando Yamaha decide di entrare nel segmento delle bicilindriche di media cilindrata con una moto che si ispira alla tradizione britannica ma con l’affidabilità tipica dell’industria giapponese.
Nel corso degli anni il modello viene aggiornato più volte, mantenendo però una caratteristica fondamentale: il motore bicilindrico parallelo raffreddato ad aria da 654 cc.
Alla fine degli anni Settanta Yamaha introduce la famiglia Special, pensata per intercettare la crescente moda delle cruiser e delle moto dal look più rilassato. Da questa gamma nasce anche la Special II, una versione leggermente più essenziale rispetto alle altre varianti.
Le differenze riguardavano soprattutto l’estetica. La Special II utilizzava meno cromature, grafiche adesive al posto di alcuni elementi decorativi e, in modo piuttosto insolito per l’epoca, adottava un freno posteriore a tamburo invece del più moderno disco presente su altre versioni della XS650.
Una scelta che poteva sembrare un passo indietro dal punto di vista tecnico, ma che contribuiva a contenere i costi e a mantenere un’impostazione più semplice e tradizionale.
Il bicilindrico che ha reso celebre la XS650
Al di là delle differenze estetiche, tutte le Yamaha XS650 condividevano lo stesso propulsore.
Si tratta di un bicilindrico parallelo da 654 cc, capace di sviluppare circa 50 CV, una potenza più che adeguata per l’epoca e sufficiente a garantire prestazioni brillanti sia nell’utilizzo quotidiano sia nei lunghi viaggi.
Uno dei punti di forza di questo motore era il carattere. La coppia disponibile ai bassi e medi regimi, unita alle vibrazioni tipiche di questa architettura, regalava una guida coinvolgente e molto diversa rispetto a quella delle quattro cilindri giapponesi che dominavano il mercato negli stessi anni.
Nel 1980 Yamaha introdusse inoltre l’accensione elettronica, abbandonando il tradizionale sistema a puntine. Una modifica che migliorò affidabilità e facilità di manutenzione.
Le prove dell’epoca raccontavano di consumi contenuti e prestazioni di tutto rispetto, rendendo la XS650 una moto versatile e apprezzata da un pubblico molto ampio.
Un esemplare conservato per oltre trent’anni
La Yamaha XS650 Special II protagonista di questa storia ha una vicenda particolarmente interessante.
Secondo quanto riportato dal proprietario attuale, la moto è rimasta custodita al chiuso per circa trent’anni prima di essere riportata su strada. Un lungo periodo di inattività che avrebbe potuto compromettere seriamente le sue condizioni, ma che invece ha contribuito a preservarne gran parte delle caratteristiche originali.
L’odometro indica poco più di 5.400 miglia percorse, un dato che conferma un utilizzo molto limitato nel corso della sua vita.
Per rimettere in funzione la moto è stato necessario un importante intervento di manutenzione che ha interessato diversi componenti fondamentali.
Tra i lavori effettuati figurano la sostituzione della batteria, il montaggio di nuovi filtri dell’olio, la revisione dei carburatori, la sostituzione delle candele NGK e l’installazione di nuove tubazioni freno in treccia metallica.
Sono stati inoltre montati un filtro aria UNI, nuove manopole e un manubrio Renthal, mantenendo però l’aspetto generale fedele allo spirito originale della moto.
Perché la XS650 piace ancora oggi
Negli ultimi anni la Yamaha XS650 è diventata una delle basi preferite dagli appassionati di custom, café racer e restomod. Tuttavia gli esemplari conservati nelle condizioni originali stanno acquisendo sempre più valore tra i collezionisti.
Il motivo è semplice: la XS650 rappresenta uno degli ultimi esempi di motocicletta costruita con una filosofia meccanica essenziale, facile da mantenere e capace di trasmettere sensazioni autentiche alla guida.
La versione Special II aggiunge inoltre un ulteriore elemento di interesse grazie alla sua diffusione inferiore rispetto ad altre varianti della gamma.
Oggi queste moto rappresentano un perfetto punto d’incontro tra passato e presente. Offrono il fascino delle classiche anni Ottanta senza richiedere le attenzioni e i costi di gestione di modelli molto più esclusivi.
Per chi cerca una moto d’epoca da utilizzare davvero, e non soltanto da esporre in garage, la Yamaha XS650 Special II continua a essere una delle scelte più convincenti del panorama vintage giapponese.