Deco Rides Liner And Scoot Concept è il chilometrico nome di questa particolare special, che è composta da due elementi stilisticamente inscindibili, l’auto e la moto. Più che di special, qui si parla di arte allo stato puro, un esercizio stilistico che ha richiesto ben tre anni di lavoro e un investimento di capitali non indifferente.
L’auto è una Lincoln Sedan Delivery del 1939, totalmente rivista per ospitare al suo interno una Harley Davidson Sportster del 1992, anch’essa irriconoscibile. L’auto è dotata di una pista interna comandata elettricamente, per facilitare l’ingresso e l’uscita della moto, e la trazione è stata spostata anteriormente, per garantire il massimo spazio posteriore possibile.
La tecnologia presente sia sulla 4 che sulla 2 ruote è di ultima generazione, e lo stile di entrambe ricorda i manifesti futuristi dei primi decenni del secolo scorso. I dettagli gustosi si sprecano in queste due sculture mobili, e ve li lasciamo gustare nella gallery.

Dopo avervi fatto provare qualche bella emzione con le foto della meravigliosa Bimota DB7 Nerocarbonio vista alla Design Week di Milano, torniamo ancora un attimo in tema con questa azienda che se non ci fosse…andrebbe inventata! E lo facciamo per una ottima ragione, visto che in esposizione a Milano nello stand Nerocarbonio c’è era anche questa, altrettanto meravigliosa, Vespa GS d’epoca completamente rivestita anche lei del nobile materiale.
Il che ne fa un mezzo assolutamente speciale, grazie al suo sapere così contrastante fatto della bellezza e classicità della Vespa, ma rivestita con un abito totalmente moderno e futurista quale è del resto la trama della fibra di carbonio.
Un oggetto che mi ha letteralmente stregato, e che a quanto pare potrebbe avere un breve seguito produttivo per una decina di esemplari dal sicuro interesse per molti. Non ci credete? Fate il salto di pagina e guardatela in tutta la sua bellezza…
Continua a leggere: Nerocarbonio alla Design Week: c'era anche una Vespa molto particolare

Ha tutta l’aria del successo annunciato l’annuale appuntamento dell’AsiMotoShow, che giunge così all’ottava edizione per quello che è un grande ritrovo degli amanti del motociclismo d’epoca di tutta Europa, che in quel di Varano potranno vivere la loro passione al meglio.
E quest’anno come dicevamo tutto fa presagire una grande festa, alla luce delle presenze già confermate di moto e campioni, l’evento sarà ricco di contenuti tecnici, spettacolari ed emozionali per i protagonisti che scenderanno in pista e per il pubblico che potrà liberamente accedere all’Autodromo nella tre giorni.
Ed il grande spettacolo dell’AsiMotorShow sta soprattutto nelle sfilate in pista - dove trova la sua espressione dinamica - nella quanto mai ricca esposizione statica, che svolge la sua funzione celebrativa e informativa per il pubblico, grazie alle varie iniziative che ogni Registro Storico, Club e Gruppo di collezionisti organizza nel Paddok.



Continua a leggere: Già sold out l'8° edizione del Asimotoshow 2009 a Varano
Ducatisti o meno, il fascino vintage delle moto d’epoca non può che affascinare chiunque. Ecco allora una impressionante fotogallery di immagini scattate una decina di giorni fa in un raduno di Ducati TT1 e TT2 anni ‘80 a New York.
Fu Flickr tutte le immagini del Ducati TT symposium 2009 via TwoWheelsblog
Semaforo verde il 25 e 26 Aprile all’Autodromo di Franciacorta per la prima delle tre gare del Trofeo Moto Guzzi ’09, aperto a tutti i soci del Moto Guzzi World Club in possesso di Licenza Promosport della F.M.I. che gareggino con Moto Guzzi di qualsiasi cilindrata, prodotte fino al 31 Dicembre 1988 e iscritte o iscrivibili al Registro Storico F.M.I.
Calendario Trofeo Moto Guzzi 2009 - Ipotesi A (con Autodromo di Imola già omologato a Luglio)
25-26 aprile - Franciacorta
18-19 luglio - Imola
26-27 settembre - Magione
Calendario Trofeo Moto Guzzi 2009 - Ipotesi B (con Autodromo di Imola non omologato per Luglio)
25-26 aprile - Franciacorta
26-27 settembre - Magione
24-25 Ottobre - Franciacorta

Importante appuntamento per tutti gli appassionati delle due ruote d’epoca. Dal 14 novembre 2008 al 3 maggio 2009, sarà allestita a Bologna presso il Museo del Patrimonio Industriale, la mostra “Moto bolognesi del Dopoguerra”.
Nel difficile periodo storico della ricostruzione, il comparto della motorizzazione popolare fu di fondamentale importanza nella crescita sociale ed economica del paese. Se un’automobile era considerato un vero e proprio bene di lusso, il ciclomotore rappresentava il vero mezzo di trasporto del popolo.
Per il Museo del Patrimonio Industriale si tratterà del terzo e conclusivo capitolo del percorso di
approfondimento operato sulle origini delle due ruote a motore.
Siamo sempre contenti di vedere che lo spirito del motociclista è sempre pieno di entusiasmo, anche quando si guidano mezzi non proprio performanti come in questo caso.
Per un goccio di benzina si può perdere un podio, addirittura la vittoria. Forse la faccia. Ne sa qualcosa Nicky Hayden, che ad Assen, proprio per questo problema ha gettato al vento un bel piazzamento e punti pesanti. Ma l’americano campione del Mondo MotoGP non è certo l’unica vittima di una defaillance tecnica, solo apparentemente banale.
Un esempio? Amarcord torna indietro. E’ il 26 maggio 1963: Hockenheim, GP di Germania, secondo appuntamento iridato dopo l’apertura del GP di Spagna, a Barcellona. Assente la 500, ritenuta dagli organizzatori non interessante, la corsa clou è la 250.
Due settimane prima, sui saliscendi del Montjuich, con numeri incredibili nelle esse della “Roselada”, Tarquinio Provini, un indomito “gladiatore” iridato dai lineamenti marcati e dai capelli neri e riccioluti, numero uno dei piloti italiani, aveva battuto le moto giapponesi regalando alla bolognese Morini una splendida vittoria, giunta dopo quella ottenuta con Emilio Mendogni a Monza nel 1958.
In Germania gli avversari si presentano in gran forza e soprattutto la Honda schiera uno squadrone straordinario affidando le sue nuovissime quattro cilindri oro-argento dell’ingegner Kawashima al longilineo e taciturno rodesiano Jim Redman, (vincerà 6 titoli mondiali, nuovo caposquadra dopo la morte dell’australiano Tom Phillis al TT e dello scozzese Bob Mc Intyre a Oulton Park), al sorridente lentigginoso irlandese Tommy Robb, al piccolo e rugoso elvetico Luigi Taveri, ai rookies nipponici Teisuke Tanaka e Kummitsu Takahashi, all’allampanato inglese dagli occhi di ghiaccio Stuart Graham, figlio dell’indimenticabile Leslie, perito al TT con la MV Agusta. Poi Yamaha, Mz, Cz, Cm, Aermacchi, Seeley.
E soprattutto la rientrante Benelli quattro cilindri ufficiale (all’epoca la moto più moderna e promettente dell’industria italiana: aveva debuttato l’anno prima con il trionfale exploit di Cesenatico) con il giovane pesarese Silvio Grassetti (già pilota ufficiale Bianchi 350 e 500), nel 1963 anche driver ufficiale della MV Agusta nella classe 500, in squadra con Mike Hailwood.
Continua a leggere: Per un goccio di benzina. Non piange solo Hayden. Quel 1963 a Hockenheim ...

Doppia celebrazione per la Ducati presente al Tourist Trophy con le più belle moto d’epoca: la Rossa di Borgo Panigale, ha festeggiato quest’anno la cinquantesima partecipazione alla classica britannica ed i trenta anni dal primo successo dell’indimenticato ed indimenticabile Mike Hailwood.
Curiosa l’uscita pista di Sammy Miller. Il pilota, all’altezza della curva Gooseneck, ha perso il controllo della moto che è andata a distruggersi nella collina oltre il parapetto. Nessun problema per lo “stagionato” Sammy che fortunatamente non ha riportato problemi fisici di rilievo.
Un ringraziamento particolare a desmoluca per la segnalazione.
Eh sì, è cambiato il mondo! Una volta nelle corse si faceva tutto (o quasi) in silenzio. Nessuna notizia. Poi esplodeva la bomba: Torna la Benelli, a Monza i bolidi di Ambrosini! Riecco la Gilera, una bomba sul Santerno! Si rivede una Guzzi nei Gran Premi! Solo per citare tre esempi (ma se ne potrebbero fare decine). Così succedeva, quando una Casa uscita di scena dalle corse, all’improvviso, a volte dopo molti anni, tornava in pista con nuovi mezzi. Insomma, vigeva una regola: prima i fatti, poi la notizia.
Adesso è l’opposto. Paolo Berlusconi e il nuovo management Garelli visitano il paddock del Mugello in occasione del recente GP d’Italia e via, subito a lanciare il gran ritorno della Garelli alle corse! Come se si trattasse di fare una pagnotta di pane. E’ la legge del marketing. Annunciare, guadagnare spazio, far parlare di sé. Poi si vedrà. Appunto.
Un fatto è certo: la Garelli fra pochi mesi compie 90 anni. Una storia esaltante anche se spesso altalenante, fra picchi elevati e dolorose cadute. In pista come sul mercato. Amarcord di questa settimana non vuole ripercorrere la storia della Casa lombarda. Ma rendere onore al suo fondatore, quell’ingegner Adalberto Garelli, dipendente FIAT prima dello scoppio della Grande Guerra 1915-’18 nella divisione motori marini, impegnato nei motori dei … sommergibili.
Che c’azzecca con le moto, direte voi! I sommergibili non navigano sempre sott’acqua ma anche in superficie. In quel caso, 90 anni fa, non venivano mossi da motori ausiliari ma da grossi motori due tempi con due cilindri contrapposti. Motori abbastanza robusti, affidabili, silenziosi.
Da lì partì il progetto dell’Ing. Garelli, disegnando e realizzando un “2 T” bicilindrico, una mini copia dei grossi propulsori dei sommergibili, da applicare a una motocicletta. Non che all’epoca non ci fossero motori di moto a 2 tempi (su tutti brillava il monocilindrico inglese Villiers). Però i difetti superavano i pregi: problemi di accensione per la miscela ad altissima percentuale d’olio, minor potenza rispetto al 4 tempi, alti consumi ecc.
Continua a leggere: Garelli 90 anni fa: fra sommergibili e Raid