MCN ha fatto la domanda in oggetto ai suoi lettori, ed in circa 12000 hanno risposto dando la possibilità di stilare una classifica delle più affidabile nude di media cilindrata, quelle che per caratterstiche del motore e utilizzo dovrebbero rappresentare il miglior prodotto in termini di risparmio e manutenzione. Ma andiamo subito alla classifica
5. Honda Hornet: 94%. La geniale nuda dell’ala dorata è un’icona qui in Italia, e nel resto d’Europa, dal 1998. Si tratta di un modello facile studiato per le masse, per dare la possibilità anche al neofita di godere di un 4 cilindri. E’ stata la prima plurifrazionata in linea di grande diffusione e il grande successo rispecchia la sua grande affidabilità e facilità
4. Honda CBF500: 94%. Un’altra moto dell’ala e un’altro 94% di testimonianze positive sul suo conto. Si tratta della moto che sta un gradino sotto la Hornet. Meno potente, più facile e più economica, nata in sostituzione della CB500 per chi dalla moto non pretende altro che un mezzo di trasporto capace di scorrazzare in giro per la città, e qualche volta anche fuori. Adempie pienamente alla sua mansione.
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Il prossimo lunedì andrà in scena la tappa americana del mondiale Superbike, al Miller Motorsport Park, valido come settima prova e giro di boa della stagione. La classifica di metà campionato dice che Leon Haslam, con 222 punti, è davanti a Max Biaggi, che ha totalizzato fino ad ora 207 punti. 15 di differenza, che Leon tenterà di difendere con il rigoroso obbiettivo del doppio podio.
“Kyalami è stata una gara difficile, e guarda a Miller in modo positivo, perchè è un circuito nettamente più semplice. - ha dichiarato il pilota Suzuki Alstare - A causa dell’altitudine le nostre moto erano più lente, ma ora torneremo alle nostre solite prestazioni. L’anno scorso Miller non è stato positivo per me, sono pronto a dimostrare quello che io e la Suzuki riusciamo a fare, e spero in due podi. Max Biaggi è un osso duro e voglio essere sicuro di batterlo e lasciare l’america ancora da leader di campionato”
“Questa gara è importante: maggio è stato un mese tosto, con tre gare affrontate al massimo, poi avremo un break abbastanza lungo, quindi ci tengo a rimanere in testa, magari con un buon vantaggio pure.” Conclude Leon, che si da la carica per chiudere al meglio questa pirma metà di campionato.
Leon Haslam 148 pt, Max Biaggi 128 pt, Jonathan Rea 110 pt e Carlos Checa 103 pt. L’articolo sarebbe da lasciare così, con i soli numeri (che spesso sono più loquaci di mille discorsi), ma è giusto argomentare le performance dei piloti citati, confrontandoli fra loro e con l’andamento delle ultime due, spettacolari, gare di Assen.
Leon Haslam allunga a 20 punti il vantaggio su Max Biaggi, facendosi perdonare l’11° posto di Gara1, per sua fortuna non sfruttato dal rider Aprilia, che in questo round aveva molti più problemi del portacolori Suzuki Alstare. La pressione calante della Pirelli anteriore di Leon lo ha costretto ad attutire i danni di una possibile caduta con un piazzamento mediocre, per poi rifarsi in gara2 con un’ottima seconda posizione.
Capacità di gestire i problemi alla sua moto senza rischiare troppo in ottica di classifica… si chiama maturità, e con queste caratteristiche il primo posto in classifica è più che meritato. Anche il secondo posto di Biaggi, a media distanza, è meritato: l’incostanza di performance del pacchetto non è ancora da testa di classifica, ma il corsaro ci sta lavorando e finisce sempre per limitare i danni con la sua esperienza.
Il team Althea Racing dovrebbe essere appena arrivato in terra olandese, per preparare a puntino il GP di Assen del prossimo weekend. Carlos Checa, forte del terzo posto nel mondiale, sa che può far bene e con la Ducati 1198 ha ormai trovato un feeling spettacolare; i leader di classifica sono leggermente distaccati ma si confida su un’altra gara all’attacco da parte del toro spagnolo.
Shane Byrne, invece, non riesce ad essere incisivo come il compagno, il suo miglior piazzamento è un 6° a Portimao e sebbene sia un pilota veloce è ancora difficile pronosticare per lui un ingresso sul podio. Shakey ha bisogno di una darsi una svegliata dopo la caduta in gara1 a Valencia e la confusione sui tempi di gara2; vedremo se saprà sfruttare la pista di Assen, da sempre terra di dominio bicilindrico.
Il boss del team, Genesio Bevilaqua, ha dichiarato: “Andiamo ad Assen consapevoli che si tratta di una pista non troppo penalizzante per la Ducati. Questo dovrebbe consentirci di continuare nella serie positiva di prestazioni delle prime gare. In Olanda mi auguro di veder confermate l’ottima forma di Carlos e la voglia di rivincita di Shane”.

Il duello della tappa portoghese del Mondiale Enduro è stata, come da pronostico, una questione fra Antoine Meo e Johnny Aubert nella E1, così come la E2 è stata scenario dello scontro Ahola/Cervantes. Nel caso della categoria maggiore, abbiamo avuto la vittoria di Meo in entrambe le manches, ma il Portogallo ha portato ottimi risultati anche per il tricolore
Grande impresa di Simone Albergoni (KTM Farioli 300 2T) e Thomas Oldrati (KTM Farioli 250 2T), con il primo che è riuscito a conquistare la seconda posizione nella E3 dopo aver sfiorato la vittoria sabato: “Sono contento a metà per come è andata questa gara perché sabato avrei potuto vincere se non fossi caduto due volte a due speciali dalla fine”
Thomas Oldrati è stato davvero superlativo centrando il terzo gradino del podio davanti al pluricampione mondiale Juha Salminen e alle spalle di altri due pluri iridati come Mika Ahola e Ivan Cervantes. Antoine Meo, con questa doppia vittoria si è portato al comando anche della classifica iridata davanti a Johnny Aubert.
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Michel Fabrizio non ci sta, non vuole che si ripetano due manches come quelle di Valencia, un pretendente al mondiale non può commettere tali errori e una moto da mondiale non può avere così poco feeling con il pilota. Il doppio risultato negativo (che l’ha fatto entrare di diritto nella nostra classifica degli outsider illustri) l’ha convinto a svolgere due giorni di test al Mugello per ritrovare se stesso e il problema che affligge la 1198 Xerox
La leva freno anteriore, sarebbe la causa di tutto. Una scarsa modulabilità dell’impianto e un’incostanza di performance ha trasformato entrambe le gare in un piccolo incubo, che ad Assen, fra 10 giorni, non si ripeterà. I test del martedì, con l’asfalto bagnato, non sono serviti a granchè, ma nel pomeriggio si sono potute provare diverse soluzioni di pompe freno e pinze trovando finalmente il giusto feedback ed efficienza.
Una modifichina al setup ha reso la moto più reattiva, e i tempi sono stati costantemente veloci con il miglior crono di 1′52″6, con gomma da gara. Nella mattinata del secondo giorno, Michel ha avuto qualche dolore fisico che ha sospeso i test del pomeriggio, il problema però sembra risolto:
123 contro 105. Sono i punti che Leon Haslam e Max Biaggi hanno totalizzato dopo tre appuntamenti della Superbike 2010. Se la matematica non è un’opinione, fra i due ci sono 18 punti di distacco, ed è ormai da due gare che viaggiano di pari passo staccandosi dal resto del gruppo. Il più vicino avversario è Carlos Checa, che si ferma a 25 punti di distanza dal romano dopo la seconda manche di Valencia.
Leon fa il leone, e pensare che il quarto posto di gara2 sia il risultato più scarso del suo 2010, ci lascia capire con chi abbiamo a che fare, Max, dal canto suo, non ha intenzione di stare a guardare, e già da questa gara ha ridotto leggermente il suo distacco dall’inglese, ci dovremo preparare per una lotta a due per il resto del campionato?
La risposta sta alla pista, ovviamente, ma non c’è dubbio che questi due piloti sono i più in forma del mondiale. Un Haga ritrovato dopo 5 manche dall’inizio non sembra così minaccioso in termini di campionato (ricordiamo che l’anno scorso ha letteralmente dominato la prima parte della stagione) e gli altri ducatisti più veloci, Checa e Fabrizio, sono sì veloci, ma troppo inclini all’errore e non abbiamo garanzie sulla loro costanza in questo 2010 di fuoco.

Quarta e penultima tappa per il primo appuntamento del campionato Rally Cross Country 2010, che nelle sabbie infingarde del deserto emirato mette alla prova i maggiori esponenti mondiali del Rally Raid. La vittoria della quarta e penultima tappa dell’ Abu Dhabi Desert Challenge è andata al sudafricano Sean Gaugain.
Il rider della Honda, al suo secondo successo di tappa, ha anticipato al traguardo il solito Marc Coma, che rafforza la sua leadership in classifica generale e si avvicina sempre più alla vittoria finale. Alle spalle dello spagnolo, James West, che con il terzo posto di tappa conquista anche il terzo posto nella generale, relegando David Casteau e la sua Sherco in quarta posizione.
L’uscita di scena di Francisco Lopez ha fatto tirare un sospiro di soglievo al capoclassifica, che, poco insidiato dal resto del gruppo, si avvicina alla vittoria di una competizione praticamente dominata dall’inizio alla fine. Chaleco, dopo la brutta caduta della terza tappa, si accontenta del quinto posto al traguardo, dopo una rimonta spettacolare che l’ha visto superare 40 (!) piloti.

Un dato che fa un po’ impressione, 58 milioni di punti patente decurtati dal 2003 al 2009 per il popolo italiano, che in pratica corrispondono a circa un punto per abitante, compresi minori e anziani. Lo rileva l’Asaps che dal primo luglio 2003 al 31 dicembre 2009 ha rilevato ben 58.467.823 punti in meno sulle patenti di 35.606.242 individui patentati, ovvero 1,642 punti per ogni individuo dotato di licenza.
“Non ci sembra che si possa parlare proprio di una strage. - commenta Giorgio Biserni, presidente dell’associazione Amici Polizia Stradale - Nel mucchio c’è quello che ha contribuito di più e quello che ha contribuito meno. Se si considera che i punti sono stati prelevati sulla base di 14.371.554 violazioni ne scaturisce un rapporto infrazioni/conducenti di 0,40, nei 6 anni e mezzo (0,06 di media annua)”
I più indisciplinati, sono i giovani dai 20 ai 24 anni, con quasi 2,4 punti decurtati per ogni patentato di quella fascia, seguono la fascia 25-29 e poi via via a scendere fino agli over 40 e over 50. Gli uomini rischiano di più delle donne, con il 75% di punti decurtati, mentre il gentil sesso sembra più rispettoso delle regole della strada.
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Pioggia e vento per i protagonisti della Moto2 nelle sessioni di test domenicali sul circuito di Jerez de la Frontera. Alla fine dell’ultima prova mista delle 17, il nome in cima alla classifica è quello di Toni Elias, sicuro protagonista della prossima stagione e sempre veloce su qualsiasi tracciato con la Moriwaki del Team Gresini.
Lo Spagnolo h concluso la sua miglior tornata in 1′45″024 nella sessione asciutta del pomeriggio: “Sono contento anche se non siamo ancora pronti per l’inizio della stagione. Il tempo ci ha limitato, ma abbiamo fatto un buon passo in avanti rispetto a Valencia. Siamo stati rapidi sia sull’asciutto oggi che sul bagnato ieri, e questo è certamente positivo”
Yonny Hernandez continua a far parte del gruppo di testa, in ritardo di mezzo secondo da Elias con la sua BQR Blusens, e precede Kenny Noyes, altro nome costantemente nel quintetto di testa in tutti i test svolti fino ad oggi (seppur ieri nel bagnato non è riuscito a fare meglio del 12° tempo). A completare la top6 ci sono De Angelis, Jules Cluzel e Claudio Corti.