SBK, dai regolamenti “farlocchi” ai piloti “boxeur”? Dorna, quo vadis?

Dorna invita i piloti Sbk a incrociare le lame nel paddock

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Stando a quanto riportato da “MCN Sport”, il pilota ufficiale Ducati in Sbk Chaz Davies ha reso pubblico un recente incontro della Dorna con i partecipanti del mondiale delle derivate di serie ai quali sarebbe stato imposto di trasformare il paddock in un... “ring”. “Il responsabile del WSBK Xavier Alonso – ha spifferato Davies – ci ha detto che dobbiamo litigare l’un l’altro e odiarci un po’ di più perché non vuole vedere una grande famiglia felice nel parco chiuso”.

Pesce d’aprile? No, perché siamo nel periodo natalizio. Una battuta fuori dal vaso? No, perché è l’escalation coerente di una strategia della Dorna (il gestore monopolista delle principali corse di motociclismo: Motomondiale MotoGP, Wsbk, CEV) tendente a risolvere con trovate farlocche i problemi reali che stanno soffocando la Sbk e non solo. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E forse non è del tutto peregrina l’idea che l’incapacità della Dorna nel dirimere a fine 2015 il groviglio della “bega” scoppiata in MotoGP fra Rossi e gli spagnoli Marquez e Lorenzo sia stata una scelta proprio per tener alta la fiamma delle polemiche tenendo così vivo oltre misura l’interesse sul campionato.

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Cosa non si fa per aumentare l’audience televisiva, per avere un contatto in più sui social network, un titolo forte sui media e quindi per spremere gli Sponsor? Business is business!

Motociclismo sport-spettacolo? Così si travalica il crinale dove lo sport via via scompare lasciando il posto ad altro dai contorni sempre più foschi e con il rischio di attivare una valanga senza più controllo.

Con i nuovi regolamenti pasticciati e con questi ultimi inviti ai piloti “a ringhiare” si vogliono trasformare le corse iridate Sbk in una sfida delle “bighe” al Circo Massimo o quanto meno metter su un teatrino – da far pena – simile a quello del “grande” pugilato quando i contendenti (vi ricordate Cassius Clay e Sonny Liston?), prima del combattimento, si guardavano in cagnesco, provocandosi vicendevolmente ad uso dei fotografi e degli operatori televisivi che davano in pasto queste amene scenette ai fan estasiati.

Sceneggiate. Il grande sport ha bisogno di grandi protagonisti e di veri duelli, in campo: Nuvolari-Varzi, Ambrosini-Ruffo, Liberati-Duke, Surtees-Mc Intyre, Ubbiali-Provini, Hocking-Hailwood, Agostini-Pasolini su su per decenni fino a oggi con Rossi- Marquez ecc. Tutto il resto è solo polverone, fuffa.

Servono gare combattute e campionati “veri” regalati da regolamenti efficaci e credibili, con in pista grandi campioni. Aizzare i piloti nel paddok è una trovata che qualifica – cioè squalifica - chi l’ha proposta. A quando le alette come lame nelle carenature e gli speroni o i rostri taglienti negli stivaletti dei piloti trasformando le piste in arene squallide quali quelle dei combattimenti dei galli?

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