Benelli: fallimento revocato

La Corte d’Appello di Ancona ha revocato il fallimento di Benelli accogliendo il ricorso presentato dall’azienda italo-cinese.

Benelli QJ, attraverso una nota, fa saperre che ieri la Corte d’Appello di Ancona ha revocato la sentenza con la quale era stato dichiarato il fallimento della società Benelli QJ srl, accogliendo il ricorso presentato dall’azienda italo-cinese.

Benelli coglie l’occasione per confermare il suo piano aziendale e la volontà di investire nello sviluppo e commercializzazione dei nuovi modelli, a cominciare da quelli presentati al Salone EICMA di Milano, tra cui Leoncino 500, Leoncino 500 Trail, TRK 502, 302R e TNT 125 che arriveranno sul mercato nel corso del 2017.

Benelli, dichiarato il fallimento per 120mila euro


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Il giudice del tribunale di Pesaro Davide Storti ha dichiarato il fallimento della Benelli Moto per 120.000 euro. Il brand pesarese, da oltre un decennio oramai di proprietà del gruppo cinese Qianjiang Group, quotata in in Borsa a Shanghai. A darne notizia l'edizione pesarese de Il Resto del Carlino. Oggi nella fabbrica di Pesaro lavorano 45 persone ed è anche la prima volta che la casa del Leoncino chiude una semestrale in attivo: 800 moto vendute a fine luglio, settima casa motociclistica italiana.

La storia di questo fallimento inizia 8 anni fa quando la casa pesarese ordina una partita di ammortizzatori alla casa olandese Wp Sospension per un valore di 120mila euro. Partita che Benelli contesta e dice di non aver mai ricevuto. Sulla scorta di questa posizione è partito un contenzioso legale che si trascina da anni. A seguire Benelli, oltre a professionisti pesaresi, anche lo studio torinese di Franzo Grande Stevens, che segue la famiglia Agnelli e la Juventus. Ciò nonostante qualche mese fa è arrivato il primo 'avvertimento' alla Benelli attraverso il decreto di sequestro di una serie di moto pronte per essere consegnate ai concessionari. Benelli non ha in ogni caso saldato il debito e da qui la sentenza dei giorni scorsi di fallimento della Benelli Moto con relativa nomina di un curatore fallimentare.

Questa la nota della casa pesarese/cinese: "La sentenza ha sorpreso il management dell'azienda, in quanto il decreto vantato dalla società fornitrice che ha prodotto l'istanza era stato a suo tempo contestato, anche se ai fini della risoluzione in questione, Benelli aveva manifestato l'intenzione di procedere al pagamento, come in effetti sta facendo. Benelli sta già organizzando il reclamo alla Corte d'Appello di Ancona, in quanto il proprio bilancio è solido e dispone di liquidità sufficiente per l'adempiamento delle obbligazioni assunte, nella certezza che l'istanza del reclamo sarà accolta dalla Corte d'Appello".

Sempre secondo quando riporta il quotidiano sembra infatti che Benelli abbia già disposto il saldo e per questo motivo i legali sperano in una interruzione del decreto di fallimento. Malgrado la preoccupazione di dipendenti e sindacati, la società è solida, con oltre un milione di euro di liquidità e nessun contenzioso aperto. Auguriamoci quindi che per 'soli' 120mila euro la questione si risolva velocemente. Certo, viene da chiedersi, se tutto questo era evitabile. Di certo non farà bene all'immagine del brand pesarese.

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