Roma: dal 1 novembre esclusi dalla circolazione moto e ciclomotori Euro 1. Scattano le proteste

La nostra splendente e antica Capitale torna ad essere vittima di scelte sbagliate e decisioni affrettate che remano contro gli interessi dei cittadini. Torniamo dunque a parlare di circolazione e traffico, dopo numerose lamentele e proteste arrivate nella nostra casella e-mail in quest'ultimo periodo. L'amministrazione comunale di Roma ha deliberato che dal prossimo 1 novembre 2012, tutti i veicoli a benzina Euro 1 dal lunedì al venerdì non potranno più circolare all'interno dell'Anello Ferroviario.

Un colpo decisamente basso per la mobilità romana, composta da più di 600.000 veicoli a due ruote, ai quali i cittadini si affidano per sfuggire al traffico sempre più congestionato che da sempre penalizza la circolazione nella Capitale. Partono immediatamente le prime lettere del Coordinamento Italiano Motociclisti indirizzate al Sindaco Alemanno, dove viene sottolineata l'enorme differenza tra veicoli a quattro ruote Euro 1 e veicoli a due ruote della stessa categoria.

In pratica, chi possiede e utilizza quotidianamente un veicolo che ha più di 10 anni si ritrova a dover rottamare il proprio mezzo a causa di questa drastica scelta amministrativa, mirata a ridurre l'inquinamento a Roma. Se vogliamo approfondire gli aspetti negativi di questa scelta basta fermarsi un attimo e riflettere, con qualche dato alla mano e un po' di buonsenso. Per i veicoli a due ruote, l'obbligo di rispettare la normativa Euro 1 è entrato in vigore nel 1999, ma il mercato delle due ruote di allora ha continuato a commercializzare scooter e moto fino al 1° luglio 2004.

Quindi, se vogliamo essere precisi, i veicoli a due ruote Euro 1 sono in circolazione da ancora meno di 10 anni e molti hanno percorso pochi chilometri. Inoltre, se vogliamo guardare ancora più da vicino gli aspetti relativi all'inquinamento, visto che un veicolo a due ruote è molto agile nel traffico e pertanto impiega meno tempo a percorrere un tratto di strada, inquinerà sicuramente meno di un veicolo a quattro ruote più moderno ma comunque spinto da un motore molto più grosso.

Evidentemente, chi a deliberato quest'ordinanza non ha considerato questi aspetti e nemmeno il fatto che, mentre le auto sono ormai arrivate alla categoria Euro 5, le moto sono ancora ferme all'Euro 3 e la maggior parte dei veicoli in circolazione è sicuramente Euro 1. Adesso i cittadini che hanno scelto lo scooter per sfuggire agli ingorghi e che hanno contribuito a non intasare le antiche strade della Capitale si ritrovano a dover fare i conti, in un grave periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, con l'ennesima scelta a loro sfavore da parte dell'amministrazione.

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