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BMW Dynamic Damping Control DDC: La nuova dimensione delle sospensioni semiattive

Pubblicato: 05 lug 2011 da Michele Lallai

BMW Dynamic Damping Control DDC

L‘Innovation Day BMW, oltre alla Husky Nuda 900R e al nuovo E-Scooter, ha presentato anche il nuovo sistema DDC di BMW, ovvero il Dynamic Damping Control system, diretta evoluzione delle sospensioni adattive ESA II, un passo avanti nella tecnologia al servizio della sicurezza e del piacere di guida. Con questa soluzione, BMW prova a fare un salto avanti proponendo un controlo semiattivo automatico.

La differenza rispetto al sistema ESA II sta proprio nell’autonomia del controllo delle sospensioni. Con il precedente controllo della ciclistica si poteva impostare tramite i comandi l’assetto desiderato, principalmente tarato su tre modalità, questa volta invece è la moto ad adattarsi automaticamente al fondo stradale durante le fasi di accelerazione e frenata, prendendo in considerazione numerosi parametri e aumentando il range di modifiche con numerosissime combinazioni possibili.

Il DDC adatta la risposta delle sospensioni attraverso delle valvole ammortizzatrici controllate elettricamente in base ai parametri rilevati dai sensori e tenendo conto della condizione di guida al momento dell’intervento. E’ collegato in rete attraverso il CAN-bus con il Controllo della trazione DTC e con l‘ABS. Il DDC riconosce gli interventi di regolazione dei vari sistemi e adatta la reazione della sospensione alla situazione attuale e secondo la fase di escursione, in maniera distinta in compressione o in estensione.

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In sostanza, il DDC si differenzia dal sistema ESA perchè non lavora sulla base di linee caratteristiche ma in base a delle mappature che rappresentano la taratura ottimale degli ammortizzatori nell’ambito di un campo predefinito. Ciò nonostante rimangono le tre mappature delle sospensioni che consentono al pilota di scegliere uno stile di guida atto alle condizioni dell’asfalto e della guida, a cui poi si adatterà il sistema DDC. Le alternative sono tre come sul precedente sistema: “Comfort“, “Normal“ e “Sport“.

Per essere ancora più chiari, immaginatevi una situazione di uscita dal centro urbano e immissione in una strada a scorrimento veloce. Nella corsia d’accelerazione è ovvio che la coppia motrice scaricata sulla ruote posteriore spinge in basso il monoammortizzatore causando un trasferimento di carico consistente.

Il Sistema DDC interviene su quest’ultimo comunicando con la centralina e indureno il mono a seconda della coppia motrice scaricata per avere un indurimento durante la fase d’accelerazione, per poi tornare in posizione standard una volta impostata la velocità di crociera. Il trasferimento di carico risulterà leggero o nullo, e così accade anche in frenata e nelle pieghe dove le sospensioni ricevono una notevole compressione. Il sistema di molle/ammortizzatori DDC verrà introdotto prossimamente nei primi modelli di serie di BMW Motorrad.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • SUKA

    05 lug 2011 - 10:49 - #1
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    bmw come sempre è avanti anni luce per quanto riguarda la sperimentazione e la sicurezza nel campo motociclistico. Complimenti e grazie

  • asdello

    05 lug 2011 - 17:01 - #2
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    questo è il futuro, mi auguro che si vada in questa direzione insieme alla riduzione dei pesi, sarebbe bello vedere questi sistemi adattativi tra un paio di generazioni di modelli su moto di medio livello.

  • Profilo di Klimt

    Klimt

    05 lug 2011 - 21:39 - #3
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    SI, bmw è avanti, soprattutto con il suo sistema avanzatissimo di “start and stop” applicato sulla GS. Il problema è che il cliente non lo sa e cade rovinosamente a terra dopo che la moto si è improvvisamente spenta. Bmw è proprio avanti…soprattutto nel non ammettere il difetto. Pensassero innanzi tutto a far restare le moto accese, e poi si gettino pure in nuovi progetti.

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