
Come vi abbiamo ancitipato il circuito di Aragon Motorland ha sottoscritto un contratto di partnership con Dorna Sports fino al 2016. Il nuovo circuito spagnolo, giudicato dai piloti uno dei più divertenti del mondiale e uno dei più scenici dagli operatori foto e video - è stato insignito del titolo di “miglior organizzazione dell’anno“.
Anche se le cifre sono riservate, sembra che il circuito di Aragon pagherà 6 milioni di euro alla Dorna per aggiudicarsi la tappa del Motomondiale del 2011 e ne pagherà tra i 7 e gli 8 (milioni di euro) per ogni gara fino al 2016. Secondo “El Periodico de Aragon”, in totale il governo di Aragon pagherà un totale di circa 41 milioni di euro alla Dorna. Cifra comunque inferiore a quella pagata dagli organizzatori del GP di Catalunia e della Comunitad Valenciana. Nonostante il forte impatto che la tappa del Motomondiale del 2010 ha portato in tutta la regione, il circuito ha chiuso l’anno scorso con 2 milioni di euro di perdite.
C’è qualcosa che non torna. Il nuovo circuito spagnolo, apprezzato da piloti ed addetti ai lavori, ci ha smenato 2 mln di euro il primo anno solo per portare un “beneficio” nella regione? Nel 2011 il calendario degli eventi a due e quattro ruote che si svolgeranno sul tracciato è molto più fitto dello scorso anno. Piacerebbe capire quanto paga il circuito alla Infront per il settimo round del Mondiale SBK in programma il 19 giugno prossimo.
via | motocuatro
CERTO CHE
09 mar 2011 - 13:32 - #1ne fanno girare di grana eh???
rsmark
09 mar 2011 - 13:46 - #2mafia….
jack daniel's
09 mar 2011 - 15:55 - #3Mi hanno anticipato…mafia
tony ciccione
09 mar 2011 - 17:34 - #4no non è mafia, ve lo assicuro.
noi non centriamo niente
steppenwolf
09 mar 2011 - 18:10 - #5Ancora un po’ e la motoGP diventa un campionato nazionale spagnolo.
jack daniel's
09 mar 2011 - 19:57 - #6Giusto tony, scusa, senza offesa per la mafia
pistu_foghecc
09 mar 2011 - 19:59 - #7Ma come pensano di far rientrare quella somma?Tra poco nessuno spenderà più le cifre folli che chiedono per vedere un gp dal vivo.Con la crisi che c’è, la dorna dovrebbe darsi una ridimensionata.Già nella maggioranza delle gare si vedono spalti vuoti, se si giocano pure le gare europee…..
morinista
09 mar 2011 - 20:26 - #8Una Federazione sportiva internazionale di qualsiasi sport che rinuncia ad organizzare il campionato mondiale dello sport che amministra significa semplicemente che ha fallito e deve andare a casa.
Così è successo per la Federmoto Internazionale che ha ceduto ad un’organizzazione privata la gestione del motomondiale e della Superbike.
I concetti sono semplici: abolizione di qualsiasi principio sportivo ed unico credo il businnes.
I risultati: assurda crescita delle cilindrate, costi stellari, regolamenti tecnici demenziali, unici piloti che si sistemano sono quelli “con la valigia” e poco contano i talenti, penosa ( con 17 partenti) griglia di quella che dovrebbe essere la massima espressione del motociclismo, abolizione della classe 250 per far posto ad un campionato monomarca (o monomotore) derivato dalla serie?!?!con conseguente sparizione di ogni casa motociclistica seria che ovviamente non potrà accettare di correre con un motore costruito da altri, la 125 che fine farà ? li ci sono ancora dei superstiti che con sacrifici riescono ancora a far correre moto e piloti a costi ancora raggiungibili (anche se troppo alti) ed allora faranno fuori anche loro.
Dulcis in fundo in Italia con la stessa organizzazione , gli stessi Team, gli stessi piloti……insomma sono sempre loro ed anche i costi dovrebbero essere sempre gli stessi, chissà perché il biglietto costa il doppio (90 euro il prato) di quello che costa in Germania, in Olanda, in Inghilterra, in Francia ecc., il triplo di quel che costa in Spagna! Basterebbe questo a mandare tutto (e tutti) al diavolo! Tra l’altro le condizioni dei servizi offerti è semplicemente penoso.
Ci penserà Valentino quando si stancherà e smetterà di correre, allora il giocattolo si sgonfierà nelle mani di chi l’ha drogato ed i mercanti lasceranno il tempio (almeno spero) di certo nonostante la passionaccia il sottoscritto non intende più essere preso per il collo (o per qualche altro “organo”) da simili furbacchioni ed i Gran Premi me li vedrò in televisione.
I principi: Fermare l’assurda crescita delle cilindrate cominciando a dare l’esempio con le corse, non si capisce infatti a cosa servano in strade costellate da autovelox, divieti, tutor ecc. motociclette con 200!! cavalli e con cilindrate che una volta erano quelle dei furgoni da medio trasporto!, neanche tanto tempo fa le 750 erano le maxi, le mille un’eccezione ora le 800 sono entry level! Ma per andare dove? Dove vogliamo arrivare ai 3000 cc ? per farne poi che cosa? E chi darà la biada, accudirà, striglierà, e condurrà con polso fermo le mandrie di cavalli che inutilmente ci porteranno alle velocità codice?
I Rimedi: Ridare importanza ai meriti sportivi. Fare regolamenti tecnici seri, chiari, duraturi e che seguano la filosofia dello sport e non del businnes.
E quindi diamo liberamente il via ai sogni: Abolito il contratto miliardario tra i Team e la Dorna che obbliga solo chi lo sottoscrive a correre il mondiale, oggi se non sono un sottoscrittore di tale contratto posso anche dimostrare di andare più forte di Valentino ma non farò mai il motomondiale alla faccia dello sport, così corre solo chi paga.
Si abolisca l’assurdo concetto che le moto da Gran Premio debbano essere dei prototipi, ma perché se con una superbike faccio tempi che mi permetterebbero di partire in seconda fila in una gara del motomondiale non posso correre? Ma la conoscono la storia del motociclismo questi signori? Ma quanti mondiali hanno vinto le Yamaha derivate dall’RD di serie? Ma per quanti anni le griglie del motomondiale sono state riempite dalle Aermacchi ala d’oro derivate dalle versioni stradali? E prima ancora la NSU vinse un mondiale della 250 con una derivata di serie con un pilota privato.
Magicamente scopriremmo che la griglia della MotoGP si riempirebbe, altro che la miseria attuale!
Abolito il contratto con la Dorna e la clausola del prototipo tanti potrebbero presentarsi e se fossero in numero eccedente si farebbero i tempi di qualificazione ma la griglia sarebbe piena e non si precluderebbe a nessuno la possibilità di esprimersi, quindi chi va forte corre e chi va piano sta a casa o ci riproverà un’altra volta, questo è il principio fondamentale dello sport non il contratto!
La superbike così com’è adesso anche se mi piace molto e offre un grande spettacolo andrebbe semplicemente abolita e sostituita con la superstock, perché queste sono le derivate di serie, la superbike attuali infatti sono delle Gran Prix vere e proprie basta vedere l’elettronica, i tempi sul giro ed i costi e potrebbero schierarsi nella MotoGP.
Il regolamento tecnico poi dovrebbe essere brevissimo: basta con i limiti di qualunque genere (frazionamento, decibel,numero delle marce, elettronica ecc.) ma vi ricordate le meraviglie tecnologiche degli anni passati con 125 a cinque cilindri bialbero a 4 valvole per cilindro o 4 cilindri 2 tempi, 250 a 4 o 6 cilindri 2 e 4 tempi ecc., pensate un po’ alla Guzzi che nel 1957 aveva una 8 cilindri 500 con un’ottantina di cavalli e che volava a quasi 260 Km orari con la tecnologia di allora con 8 gruppi di puntine-condensatori che era quasi impossibile mandare d’accordo, con 2 valvole per cilindro e con 8 carburatori incastrati tra loro con 4 vaschette ! Mi chiedo con la tecnologia attuale ,rapporto alesaggio corsa moderno, 4 valvole, accensione-iniezione elettronica ecc dove sarebbe arrivata ? unico limite potrebbe essere la capienza dei serbatoi perché se ricerca tecnologica deve essere non è pensabile una stradale con un consumo da Jumbo in fase di decollo.
Sono convinto che si debba correre ai ripari prima che il giocattolo si rompa definitivamente e penso che questa possa essere una ricetta o per lo meno un punto di partenza per discutere del futuro del nostro sport.
bracame
09 mar 2011 - 23:07 - #9Uè morinista,
e da dove salti fuori?
mai letto qualcosa di simile in ’sto blog…complimenti, sono pienamente, fottutissimamente d’accordo con te.
Colonnello Kurtz
10 mar 2011 - 00:18 - #10Un “articolo” ben scritto, caro morinista, anche condivisibile sotto certi aspetti, ma meno sotto altri.
Sono d’accordo quando chiedi di non obbligare le case a produrre dei prototipi (ma mi pare che ci stiamo arrivando …)
D’altra parte, da un lato temi l’aumento delle cilindrate e delle relative potenze e dall’altro vuoi lasciare liberi i frazionamenti col risultato che alla fine una versione moderna della famosa guzzi del 57 avrebbe all’incirca gli stessi cavalli di una 1000 attuale (e ovviamente costi assolutamente superiori).
Poi ti preoccupi di chi imbriglia le potenze come se non fosse chiaro che senza l’uso massiccio dell’elettronica finanche le moto stradali attuali sarebbero inguidabili.
Insomma la nostalgia è bella ma bisogna guardare la realtà consapevoli che negli anni le cose sono cambiate moltissimo.
morinista
10 mar 2011 - 17:41 - #11Vediamo se riesco a spiegarmi meglio:
La cilindrata delle moto stradali attuali è semplicemente assurda, vado in moto da 40 anni, ho corso ai tempi della formula TT, perciò “morinista” (poi finiti i soldi finite le corse proprio quando cominciavo a vedere qualche risultato acc. dannaz. maledeiz….passati 30 anni ancora mi rode) credo di avere sufficiente esperienza per dire che moto con cilindrata superiore a 750 non hanno senso per questo dico che le corse dovrebbero dare il buon esempio senza salire troppo di cilindrata, non è questione di nostalgia ma se le cilindrate dei G.P. fossero rimaste quelle storiche probabilmente non sarebbe avvenuta quest’ assurda escalation di cilindrate stradali.
La tecnologia delle moto da Gran premio ha dimostrato con i fatti di produrre autentiche meraviglie senza bisogno di cilindrate da camion, io ho avuto la fortuna di veder correre Hailwood con le Honda 250 sei cilindri, Bryans con la 125 cinque cilindri!! fino al cinquantino campione del mondo bicilidrico bialbero 4 valvole per cilindro!!!, poi c’erano le italiane MV 3 e 4 cilindri (350 e 500), Benelli 4 cilindri (da 250 a 500), la due e mezzo vinse il mondiale nel 1969 ed erano autentici capolavori, poi c’erano le corse per le moto di serie di grossa cilindrata che erano le 500-750, queste erano praticamente di serie come potrebbero essere le attuali stock.
In una rete stradale costellata da autovelox, tutor ecc e quando non ci sono questi le condizioni delle strade, del traffico non permettono praticamente mai di aprire il gas senza rischiare la vita propria e degli altri e comunque quando questo avviene è per pochi secondi, non ha senso costruire moto di 1000 cc in su.
Anche perchè si entra in un circolo vizioso secondo cui si fa una moto di grossa cilindrata (costi elevati), ne vien fuori una potenza tale per cui tanti normali piloti magari senza esperienza in pista o semplicemente senza esperienza si schianterebbero e sarebbero un pericolo per loro e per gli altri, allora per renderla guidabile da tutti siamo costretti ai controlli di trazione (costi ancora più elevati), poi viste le prestazioni raggiungibili e visto che vanno in mano a chiunque diventa necessaria anche un’assistenza in frenata come l’ABS (costi ancora da aggiungere), insomma se le moto fossero più umane costerebbero molto meno e sarebbero comunque divertenti e godibili, vi assicuro che per divertirsi davvero in moto non servono 200 cavalli, ne bastano la metà o anche un po’ meno ma quando c’è la maneggevolezza, il tiro ai bassi, buoni freni, il divertimento è assicurato (se poi c’è anche un pochino di allungo non fa male), costerebbero una cifra ragionevole, sarebbero alla portata di tutti o quasi e sarebbero comunque sufficientemente ed abbondantemente veloci senza far rimpiangere i mostri da 200 cavalli tanto costosi quanto inutili.
tonio155
10 mar 2011 - 22:01 - #12ci ho corso l’anno scorso con delle ex formula 3000 prima di intraprendere il cammino di santiago
per essere bello è bello! forse un pò scomodo da raggiungere.
divaio
10 mar 2011 - 22:01 - #13bravo morinista, ha scritto le stesse cose che avrei scritto io se avessi voglia di scrivere cosi tanto ahah
cmq per cusriosita, quali sono tra le moto attuali quelle che consideri “intelligenti”, in base al discorso ceh hai fatto? intendi moto tipo la z750, la street triple 675, la shiver 750…?
morinista
10 mar 2011 - 22:06 - #14Integro quello precedente:
Una moto con 80-100 cv 750 cc, un peso di 180 Kg senza nessuna diavoleria elettronica ma con una ciclistica sana ed equilibrata, sospensioni semplici ma efficaci (perchè non é che tutti dispongono di un ingegnere delle sospensioni che gli fa la taratura ogni volta che esce ma il 99% delle volte tutte le regolazioni possibili fanno solo confusione all’utente “normale”) costerebbe pochissimo e sarebbe uno spasso da guidare.
X il colonnello Kurtz:
I frazionamenti nelle moto da gran premio sarebbero la conseguenza della liberalizzazione tecnica perchè se ricerca tecnologica deve essere non può avere limiti, ma non deve creare ostacoli a chi vuol correre anche con una derivata, se va forte.
Tanto i privati staranno sempre dietro come lo sono stati sempre da quando esiste il motociclismo, chi può permettersi i costi della ricerca spenda pure ma chi non può permetterseli deve avere lo stesso la chanche di correre, questo è il concetto, al contrario di quanto succede adesso.
morinista
10 mar 2011 - 22:22 - #15X divaio:
Una bicilindrica perchè ha una coppia che il 4 se la sogna.
Ti confesso una cosa, se guardi tra le special di questo sito cerca le Ducati di “Marte”,semplici, belle,guidabilissime (le ho guidate e sono uno sballo), leggere con una cilistica agile ma anche stabile ed il motore che spinge in basso anche se come tutti i Ducati si difende bene anche in allungo, c’è un bell’articolo nell’ultimo numero autonomo di Super Wheels se volete farvi una bella special spendendo poco.
Io però guido una Laverda 1000 RGS dell’83 (avevo una 750SF del 73), Marte sta restaurando il mio vecchio Morini 500 Camel sempre dell’83 e per amore di marca e perchè é una moto meravigliosa ho comprato in svendita fallimentare una 1200 sport della Moto Morini, lo so che è in contradizione con le mie convinzioni ma a quel prezzo ci compravo uno scooter usato, poi ho un corsarino 50 (Morini 4 tempi) del 1970 e darei un braccio per ritrovare il mio vecchio 3 e mezzo sbombardato per correre la TT3 dall’80 all’82 compresi.
Comunque ribadisco la mia ricetta: 750-800 cc al massimo, 80-100 cv, nessuna elettronica ma il “manico” del pilota, ciclistica efficace e semplice, maneggevolezza, tiro ai bassi e freni buoni, fai un po’ tu quella che più si avvicina e se non c’è bisogna farsela.