TEST: Faccia a faccia con la Ducati Diavel /video

Dove avervi raccontato come va e come è fatta la nuova Ducati Diavel vi presentiamo anche il nostro video con il test completo della nuovissima sport cruiser della Casa di Borgo Panigale. A volte le immagini possono essere più esplicative nel far capire come si comporta nella guida una nuova moto. Di seguito inoltre vi rispondiamo anche ad alcune delle vostre domande che ci avete inoltrato durante il primo articolo di contatto con il mezzo.

Albi: La mia curiosità è sul piacere della guida in curva, maneggevolezza, reattività e anteriore solido o morbido…. Magari paragonandola alla Multi 1200 che ho avuto modo di guidare. Grazie.
MB: La maneggevolezza è buona, ovviamente non è la stessa di una naked e sullo stretto paga il passo lungo e il baricentro molto basso. Anche le leve al manubrio e la sella ribassata non regalano un comportamento nel traffico paragonabile a quello di una piccola naked. Ma il peso è molto contenuto soprattutto in relazione al tipo di moto, se si confronta con la diretta concorrenza appare quasi un peso piuma quello dichiarato da Ducati per questa moto. In curva il feeling è molto buono e l’anteriore è solidissimo stabile e imperturbabile.

Sul veloce è irreprensibile mentre non ama i fondi sporchi o le curve da prima marcia. Buona la reattività grazie anche ad un assetto sportivo come nella migliore tradizione Ducati. Rispetto alla Multistrada è semplicemente un’altra moto, in comune hanno il motore e poco altro, cambiano infatti sia la distribuzione dei pesi, ma soprattutto l’altezza del baricentro (più alto sulla Multistrada) e la posizione del pilota insieme alla triangolazione sella, pedane manubrio. Il comfort della Diavel è in gran parte legato all’ottima sella, ben imbottita e avvolgente che filtra bene le asperità, alle alte velocità il comfort è grazie alla posizione di guida piuttosto “rilassata” si mantiene superiore rispetto a quello offerto da una naked.

TEST Ducati Diavel 2011
TEST Ducati Diavel 2011
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The emperor: Più o meno la mia curiosità è simile a quella di albi, però se è possibile vorrei sapere se è più piacevole da guidare della v-rod che comunque risulta molto custom mentre questa dovrebbe essere più simile ad una naked almeno nella guida e da quanto ho letto al momento della presentazione. Poi vorrei sapere cosa a spinto Ducati a lanciarsi in questo settore.
MB: Rispetto ad una V Rod la moto offre ovviamente delle prestazioni superiori ed un tipo di guida più sportivo e meno vicino al mondo custom (per quanto la moto si rifà in parte ad alcuni di questi concetti). Diciamo che in effetti nella guida si può dire che la Diavel si pone a metà strada tra il mondo delle super naked e quello delle custom. Confronti più diretti nella guida si possono fare con la Suzuki B King, la Yamaha V-Max o la Triumph Rocket III, ma anche qui la Diavel si differenzia per dimensioni più contenute e per un peso minore. Insomma la Diavel non ama i confronti perché veramente non c’è nulla di direttamente e completamente paragonabile e questo forse è anche il motivo che ha spinto la Ducati ha realizzarla.

Una moto che offra una esperienza di guida diversa, probabilmente la moto giusta per gli amanti del custom e delle grandi cruiser che non vogliono rinunciare a delle forti prestazioni o cercano un po’ di dinamicità in più. O come accade altre volte la moto che può accontentare quanti vogliono semplicemente distinguersi. Di sicuro è un progetto coraggioso che pochi marchi si sarebbero potuti permettere di realizzare, tra questi senza dubbio la Ducati che può contare su un brand di grande forza.

TEST Ducati Diavel 2011
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max 240889: Si sa già quando si potranno fare i test drive nelle concessionarie?
MB
: Non c’è ancora un calendario ufficiale per dei demo ride con la nuova Diavel, la moto però è già dai concessionari ufficiali e contattando quelli più vicini alla tua zona non sarà difficile ottenere la disponibilità per un primo test della moto.

Andrea EA: A me piace. Vorrei leggere le impressioni sulla maneggevolezza, viste le dimensioni della moto, il baricentro basso e la larghezza del pneumatico posteriore.
MB: Il pneumatico posteriore è stato studiato appositamente da Pirelli per non penalizzare la maneggevolezza della moto. La filosofia costruttiva infatti è molto simile a quella che ha portato alla realizzazione dei grandi pneumatici da 200 in Superbike. Il pneumatico infatti sfrutta un diametro elevato simile a quello di pneumatici simili ma installati su cerchi da 18”, in questo caso si è utilizzato un cerchio da 18 e si è ridotta la larghezza. Questo ha consentito di realizzare una spalla molto più “spiovente” e quindi più adatta ai maggiori angoli di piega.

A proposito della maneggevolezza puoi leggere le risposte date sopra o osservare il comportamento dinamico della moto nel video e nelle foto correlate. In generale però ricordiamo che il passo lungo, se da un lato dona grande stabilità in accelerazione e frenata in parte penalizza inevitabilmente la maneggevolezza, nel caso in cui si confronti la moto con una normale naked di pari peso. Rispetto ad una custom o ad una sport cruiser la moto è più maneggevole grazie al peso contenuto e ai pneumatici molto sportivi. Ricordiamo infatti che all’anteriore la Diavel utilizza un Pirelli Diablo Rosso II da 120/70 17, del tutto identico a quello utilizzato da quasi tutte le moto sportive oggi in produzione.

TEST Ducati Diavel 2011
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