Moto-taxi: in Brasile un'idea purtroppo bocciata

L' idea del trasporto urbano tramite moto-taxi

Daniel Ribeiro di Motosblog ha commentato aspramente, sul blog brasiliano, la recente bocciatura dell'idea moto-taxi da parte del governo. Il blogger lamenta infatti una certa ignoranza da parte di chi ha respinto questa comoda e utile idea. Il Brasile è uno dei paesi dove la presenza di tantissimi motocicli in giro per le strade causa molti problemi a livello di sicurezza e salute pubblica, ma è anche un Paese dove un’idea di questo tipo gioverebbe alle affollate strade, rendendo il traffico più scorrevole.

Gli incidenti purtroppo sono davvero tanti e il più delle volte anche mortali, e proprio a causa di questi dati il governo ha scelto di vietare che i motocicli siano usati come mezzo per il trasporto di persone. C'è da dire però che il servizio taxi può essere visto diversamente rispetto al normale trasporto del passeggero in moto: la maggior parte degli incidenti sono causati dalla mancanza di rispetto del codice stradale, mentre la gravità dei danni è proporzionale alle protezioni usate dai conducenti, siano essi di auto, moto o biciclette.

Pertanto nel servizio professionale di trasporto di persone, in moto come in auto, il passeggero è tenuto a indossare le protezioni necessarie alla sua sicurezza durante il trasporto. Inoltre lo stesso passeggero, in caso di necessità, può richiamare il conducente a una guida più cauta e sicura. La differenza tra i conducenti di moto "normali" e conducenti di moto-taxi è proprio questa: mentre nel primo caso ognuno è responsabile delle proprie azioni alla guida, nel trasporto professionale il tassista deve rendere il servizio più sicuro ed efficiente possibile, in modo da assicurarsi i clienti per il futuro.

Ma proviamo a pensare un po' a questa idea spostata in Italia. Il Governo agirebbe allo stesso modo dei colleghi brasiliani? Ma sopratutto, i cittadini come reagirebbero davanti a questa novità? I dati relativi agli incidenti non sono poi così lontani da quelli del Brasile, anche se il traffico nelle nostre strade è meno intenso e caotico rispetto a quello delle grandi città del Sud America.

Quello che magari ci penalizza molto è lo stato in cui riversano le strade italiane. Le buche, l'asfalto rovinato, le strisce che se bagnate diventano scivolose. Queste gravi imperfezioni urbanistiche non aiuterebbero lo sviluppo dell'idea in Italia, dove sicuramente però utilizzare la moto in città per brevi e veloci spostamenti, possibilmente nei periodi più caldi dell'anno, sarebbe una bella comodità per chiunque. E poi vuoi mettere un giro in moto con uno spostamento in auto? In tal caso si potrà far coincidere l’utile al dilettevole!

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