Carlos Checa: "La SBK è competizione, non pura tecnologia"

L'ex iridato spagnolo della SBK, ritiratosi dalle corse alla fine dell'ultima stagione, fa il punto sul suo nuovo ruolo di ambasciatore Ducati e sul futuro della Superbike.

Carlos Checa - Superbike 2013

Durante un recente evento nella natìa Spagna, l'ex Campione del Mondo della Superbike Carlos Checa - ritiratosi ufficialmente dalle gare ad Ottobre - ha concesso un'interessante intervista in cui è andato a toccare diversi argomenti riguardanti il suo futuro e quello del massimo campionato per 'derivate dalla serie'.

Il forte pilota catalano probabilmente sperava di chiudere la sua lunga carriera con una stagione migliore rispetto a quella, travagliatissima, vissuta quest'anno con il team Ducati Alstare e la 1199 Panigale, ma all'età di 41 anni si dice pronto ad affrontare con serenità un nuovo capitolo della sua vita che - dopo oltre 20 anni - non lo vedrà più impegnato in pista in competizioni ufficiali.

In merito alle sue attuali condizioni fisiche dopo l'operazione chirurgica al bacino (fratturato nel round di Istanbul):

"Il recupero è stato difficile, ma allo stesso tempo questa mia nuova situazione mi permette di non forzare le tappe. Non riesco ancora a camminare in modo perfetto, ma per la fine di dicembre/inizio di gennaio comincerò ad allenarmi all'aperto, spero con un po' di sci e cross-country. Sono però cosciente del fatto che devo prendere le cose con calma."

Sul suo nuovo ruolo di 'ambasciatore' per Ducati:

"Voglio prendermi un po' di tempo per me stesso. Ho detto a tutti che vorrei un anno sabbatico ed un po' di tempo per il recupero. Sarò testimonial di Ducati per presentazioni ed eventi promozionali, ma niente che implichi attività fisiche e sportive. Mi piacerebbe molto in futuro organizzare giornate in pista. Penso che Ducati organizzerà qualcosa come 10-15 eventi durante l'anno."

Sul futuro del Campionato Mondiale Superbike:

"La nuova generazione di piloti è ciò che proietta il Mondiale Superbike nel futuro, insieme a modifiche nel regolamento e ad un diverso approccio. E' l'inizio di una nuova era, per molteplici ragione, e sono convinto che tutto andrà per il meglio."

Sull'arrivo in SBK della nuova classe EVO, che affiancherà le Superbike 'tradizionali' nella stagione 2014 per poi diventare l'unico format ammesso a partire dal 2015:

"Onestamente sono molto fiducioso riguardo alla classe EVO. La tecnologia non porta ad un maggior numero di emozioni, forse in qualche caso ad una maggiore sicurezza, ma di sicuro questa nuova categoria porterà ad un maggior equilibrio in pista. In un periodo così difficile per l'economia globale, specialmente nel settore delle due ruote, la riduzione dei costi è fondamentale. La Superbike non è una pura espressione di tecnologia, ma di competizione per tutte le persone che sono coinvolte in questo campionato."

Per quanto riguarda i piloti spagnoli, che soprattutto nel Motomondiale 'dettano legge' da ormai diverso tempo:

"La Spagna ha sempre avuto una grande tradizione nel motociclismo, anche se maggiormente nel Motomondiale: ci sono alcuni piloti molto promettenti in WSBK ed alcuni grandi del passato, ma sono sicuro che Dorna darà una maggiore visibilità al campionato nella nostra nazione. Il Mondiale Superbike è un ottimo campionato e molto diverte, nonché maggiormente accessibile."

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