
Ducati Motor Holding apre un nuovo stabilimento in Thailandia, con lo scopo di delocalizzare la fase finale della produzione dei mezzi dedicati al mercato asiatico, in modo da aggirare i dazi. I sindacati, giustamente, chiedono lumi e garanzie sui programmi futuri dell’azienda, con la paura di una perdita di produzione a Bologna, in favore dell’asia.
Giancarlo Muzzarelli, assessore regionale alle attività produttive, interviene rassicurando sindacati e lavoratori; Ducati non ridurrà la propria attività nello stabilimento principale, come confermato anche dell’ AD Gabriele Del Torchio, intervenuto nella riunione di ieri presso gli uffici di Viale Aldo Moro.Conclude poi l’assessore: “è stato confermato l’impegno ad andare avanti con il nuovo stabilimento di fronte ai cambiamenti del mercato, si è affrontato con concretezza e realismo la situazione”.
Così i sindacati prendono la palla al balzo e pretendono garanzie, con un chiaro e preciso accordo che espliciti la volontà di contenere tutte le fasi del ciclo produttivo a Bologna. L’incontro decisivo avverrà a gennaio, quando un’assemblea con i lavoratori spiegherà per filo e per segno il progetto thailandese. Muzzerelli rassicura: “Bologna farà quello che fa oggi”.
via | Repubblica
XANDRES
16 dic 2010 - 13:44 - #1adesso le ducati avranno pure l’anima thailandese quindi…fiko!
Gaudenzio
16 dic 2010 - 13:48 - #2E che vi credevate? Ecco qua, è arrivato Valentino e tutto il resto all’occorrenza.
Grazie Del Torchio, ma braaavo, abbattiamoci le mani và…
lg09
16 dic 2010 - 13:58 - #3io mi chiedo solo perchè tutti gli altri c’hanno dazi tali da rendere conveniente aprire stabilimenti nuovi in loco e invece di qua no.
crocemori
16 dic 2010 - 14:03 - #4ecco la vera anima delle moto italiane…operai ungetevi bene,il made in italy rende bene…ma solo agli altri!
fakie76
16 dic 2010 - 14:11 - #5bravi criticate e magari in garage avete una Suzuki o chissà cos’altro!!…se La produzione in Italia non viene diminuita e non si perdono posti di lavoro ben venga una produzione all’estero se vuol dire allargarsi sul mercato asiatico…guardatevi i numeri di thailandia e india….e capirete che avere una piccola fetta di quei mercati vale tutte le vendite in Italia (che già non sono tante perchè per molti italiani meglio comprare una kawasaki che costa poco, salvo poi doverla ritirare per problemi di mappatura/progettazione del motore).
pistola01
16 dic 2010 - 14:19 - #6Dopo il coscenzioso commento di Fakie76, aggiungo che con questi sindacati l`Italia non puo`certo andare avanti, sembra che il lavoro vi appartenga fabbrica inclusa. I sindacati comunque prendono sempre ( LE PALLE AL BALZO )
resoconto
16 dic 2010 - 14:36 - #7e brava ducati dagli occhi a mandorla……………………………………………………..
mo si va anche in thailandia…andiamo bene, proprio beneeeeeeee
VIVA IL MADE IN ITALY ahahahahahahahahahahhahahahaha
angrybear
16 dic 2010 - 14:50 - #8presto le Ducati perderanno più pezzi di prima
fuocoalchemico
16 dic 2010 - 14:50 - #9Non riuscire a produrre in Italia se non prodotti ad altissimo plus-valore significa fare produzione di nicchia, molto “marchio” e vendite con la pubblicità, e per gente che ha molti soldi da spendere. Quanto pensiamo di andare avanti con l’industria, cosi?
Problema grandissimo, e, con politici e sindacati incapaci di innovare e di adeguasi ai tempi che cambiano le regole dei mercati rapidissimamente, problema irrisolvibile. Il che vuol dire: molta disoccupazione e fabbriche chiuse. Siamo ancora alla idea di pretendere che non si cambi mai nulla per potersi lamentare dell’immobilismo politico, pretendendo di ricaricare sugli acquirenti (sempre gli altri, quali, poi?) i costi della enorme fiscalità del lavoro, di una bassa automazione e di una burocrazia inefficiente. La quale esiste solo per giustificare l’enorme numero di inutili posti di lavoro statali, e di voti che questo comporta. E cosi le aziende manifatturiere chiudono, e si perde tecnologia e capacità di progettazione per pagare la burocrazia e creare fittizio lavoro non produttivo.
Diventeremo un paese di statali che giustificano solo se stessi, e vedi il fiorire di bar e ristoranti per dhiudere il cerchio? Altro che competizione tecnologica!
Si stava meglio quando si stava peggio????
16 dic 2010 - 14:58 - #10A sentir Donìmenicali (Lunedì 6 dicembre, auditorium Ducati) saranno solo isole di montaggio; quello che uscirà da quello stabilimento rimarrà nel sud est asiatico e così facendo si eviteranno i dazi doganali.
Fra cinque anni contano di vendere 115000 moto/anno nel far east (Cina, Thailandia, India e Malesia).
Le moto per il Giappone-Europa-Usa continueranno ad esser prodotte a Borgo Panigale…Loro lo chiamano modello Audi.
Stessa cosa ma con un anno di ritardo faranno in Brasile per il mercato sudamericano.
Questo è quello che ha affermato Domenicali.
Chi vivrà vedrà…
giannnnnnnnnnnn
16 dic 2010 - 15:05 - #11se aiuterà a farmi avere una 848 al prezzo di una zx 6r ben venga XD
belva_f
16 dic 2010 - 15:13 - #12tanto per i prossimi 5 anni l’hypermotard non me la potevo comprare…me lo tengo stretto il polmone del 1999…
crisgas
16 dic 2010 - 15:13 - #13ormai tutte hanno dei componenti o aziende in asia , dalla bmw alla honda alla triumph alla ducati…purtroppo chi vuole sopravvivere alla globalizzazione si deve adeguare…o meglio fare la fine di moto morini??????????
bracame
16 dic 2010 - 15:21 - #14Ma..il giappone non è più nel Far East?
No, no, lo è ancora ma per il giappone è meglio fare le moto nella “grande qualità italiana” e non vendere gli assemblati destinati ai 115000 sfigati con gli occhi a mandorla…
Adesso ho capito perchè non vanno più di moda le barzellette.
Sono state sostituite dai comunicati stampa.
mauison
16 dic 2010 - 15:36 - #15Eh si.. è senz’altro colpa di Valentino se si va in Thailandia a costruire!!
Ma voi lo sapete che già volevano(se non l’hanno fatto non lo so perchè non sono bolognese)spostare la fabbrica da Borgo Panigale ad altra sede?(fonte concessionario Ducati di Bologna)
La cosa triste, per coloro che vorrebbero diventare in futuro possessori di Ducati, è che questa operazione non serve ad abbassare il costo finale, ma a massimizzare il profitto(-costo di produzione, = prezzo di vendita significa maggior ricavo)
fabioo.
16 dic 2010 - 15:37 - #16Mbè,?
E dove dovrebbe essre il problema? E’ più che giusto mantenere la produzione in Italia (poichè questo è per loro un valore aggiunto), ma ciò non deve fermarli. DEVONO andare lì ed ovunque si possa fare business… e mica possono mandare solo da quà le moto sarebbe un non senso. Giusto e corretto così (e se hannno dato pure le garanzie a chi lavora con loro) il discorso è già chiuso quà.
Buona intuizione.
erikdesmolover
16 dic 2010 - 15:54 - #17Le moto prodotte in Thailandia non arriveranno in Italia, ciò non toglie che stringeranno alleanze con produttori thailandesi per la componentistica, che finirà anche in italia.
Oggi tutti fanno così..sapete da dove viene il vostro teutonico motore BMW?? Dallo stesso posto da cui viene il telaio con l’union jack della Triumph….e cioè dal far east!
In Cina BMW produce persino le serie 5 per il mercato locale, Ducati perchè non può fare lo stesso?? Saperte che una Monster 1100 in cina può costare anche 30000$ per dazi?
albi
16 dic 2010 - 15:59 - #18come sempre quando si parla di Ducati saltano fuori tutti i sputa sentenze che non leggono neanche la notizia l’importante è criticare la Ducati sempre e comunque,primo assembleranno lì quello che viene prodotto qui in ITALIA per evitare i dazi doganali imposti in quei paesi emergenti come consumi,quindi non toccano la produzione e l’occupazione in italia,le moto assemblate lì saranno vendute lì e secondo ma evete idea da quanti anni le marche Giapponesi producono in Cina e altri paesi in quella zona….
sauro 51
16 dic 2010 - 16:05 - #19…l’importante è che del torkio & co. abbiano le mercedes per loro…
super-D
16 dic 2010 - 16:15 - #20purtroppo produrre in italia costa troppo , le aziende hanno troppo carico fiscale e cercano di speculare sulla mano d’opera a basso costo…..purtroppo un carico fiscale intorno al 50% vuol dire lavorare 6 mesi a gratis x lo stato , ed è decisamente troppo ! è cosi nn si riesce piu ad essere competitivi…….
saggio89
16 dic 2010 - 16:26 - #21in thailandia o singapore raddoppiano il prezzo della moto poi ci mettono un 10% di tasse di iscrizione, vedete un po’ voi
SUKAFORTE
16 dic 2010 - 16:47 - #22leggendo i vostri commenti ho capito che non leggete gli articoli ma solo le prime 2 rughe, poi sparate sentenze ridicole.
Infradito
16 dic 2010 - 17:14 - #23Piaccia o no, le aziende hanno bisogno di fare utili. Non è solo un questione di avidità degli azionisti ma una necessità di reperire risorse per crescere. Crescere è necessario per sopravvivere, nel contesto competitivo moderno. Chi crede che “piccolo è bello” si inganna: il piccolo viene schiacciato, mangiato o travolto.
In Italia abbiamo ottimi cervelli, ma in quanto all’industria manifatturiera non siamo più tanto competitivi: in asia si spende di meno per produrre, ed anche a livello qualitativo stanno facendo passi da giganti.
Non è colpa di Ducati se il nostro sistema industriale sta perdendo qualche colpo e se in queste condizioni è difficile pensare ad un rilancio che lo renda all’altezza dei cosiddetti paesi emergenti (che in verità sono già ben emersi e che ormai stanno trainando l’economia mondiale..).
I lavoracci li si fa fare ai poveracci e così è per la produzione: Cina, India e compagnia bella. E non appena le nuove economie asiatiche avranno creato ricchezza e benessere quanto ce ne sono in occidente, allora si andrà a produrre in Africa..
viaproilculo
16 dic 2010 - 17:15 - #24Ma quanti collioni che non leggono le notizie e poi commentano. Dovete tornare alle elementari imbecilli.
Ducati non trasferisce la produzione in Asia ma solo l’assemblaggio finale delle moto destinate al mercato asiatico.
franco lazzari
16 dic 2010 - 17:20 - #25solamente quando qui saranno eliminati tutti gli sprechi (auto blu, 1000 parlamentari, provincie, enti inutili, Quirinale che costa 4 volte più di Buckingham Palace ecc.), Brunetta avrà snellito la burocrazia, agli operai verranno ridotte le tasse, i sindacati cominceranno a ragionare con la testa invece del…, solo allora gli stranieri cominceranno ad investire da noi, sino a quel momento fanno bene tutti quelli che delocalizzano; d’altra parte lo hanno già fatto anche i tedeschi: le X 5 le montano in USA eppure in Europa le comperano!
Gli italiani devono cominciare a fregarsene del calcio che è una droga e pensare a cose ben più serie!
replacemet
16 dic 2010 - 18:05 - #26@17
il motore della BMW S1000RR è interamente costruito a Monaco di Baviera nel reparto sportivo M Motorsport !
tanto per precisare, sai…
cav. calboni
16 dic 2010 - 18:09 - #27la ferrari non si sognerebbe mai di andare a produrre in thailandia….
bracame
16 dic 2010 - 18:12 - #28A tutti quelli che invitano a leggere le notizie/articoli…giusto, a leggere i vostri commenti si vede che leggete sempre due numeri (quello fresco di giornata e l’anteprima del giorno dopo) del Sole24h mentre guidate l’auto da casa al lavoro.
Non basta leggere, occorre anche ragionare, subito dopo.
Soprattutto, andare oltre a quello che vi scrivono.
Dzard
16 dic 2010 - 18:33 - #29Forse non vi sono chiare alcune cose… o forse( per i soliti detrattori) si fa finta che non lo siano. Qui non è che si và ad aprire un’ unità produttiva intesa come fabbrica. Si apre un polo di assemblaggio (prodotto finito) per preparare all’immissione sul mercato una cosa che viene sempre fatta in italia ma consegnata disassemblata per “saltare” i dazi per quel tipo di mercato. Ovvero, se entra una moto finita ho un dazio di 100, mentre se entra priva di manubrio / sella / frecce, non rientra nei prodotti finiti pronto uso e pago 50. quindi ho margine per fare poi il prezzo competitivo di vendita. La stessa cosa avveniva in passato a parti contrarie fra taiwan e l’italia per il mercato delle biciclette. Scoperto l’escamotage, qui da noi arrivavano bici senza sella o con ruote a parte, e ci hanno fatto il kulo sul mercato! Tutte le ducati escono da borgo panigale. Inutile tirar in ballo fregnacce. con buona pace di chi continua a comprare indesit!
mwinani
16 dic 2010 - 18:36 - #30#3
Metti che tu sei un pezzo molto grosso della finanza. Metti che ha il potere di influire dulla banca mondiale e sul wto. Cosa fai, ti metti a darti la zappa sui piedi appoggiando l’idea di un commercio veramente equo ed equilibrato che tenda ad eliminare i dislivelli economici tra le nazioni, oppure cerchi di favorire le politiche che ti permettano di speculare sulla pelle di povera gente che ha bisogno di lavorare per guadagnare abbastanza da vivere e di guadagnare più soldi che sia possibile??
Questo e quello che sta succedendo mentre siamo qui a litigare se è meglio una Ducati costruita in Thainlandia o una Honda costruita in Abruzzo
crocemori
16 dic 2010 - 18:43 - #31c’è chi preferisce una kawasaki che costa la metà,va il doppio di qualunque ducati,e non si rompe mai.
sfigati fighetti con le gomme incerate.
speriamo che fallisca sta ducati del menga.
albi
16 dic 2010 - 18:49 - #3231 SISISI si vede proprio come va il doppio una Kawasaki,va a doppia velocità del suono il richiamo di una moto appena uscita di contro della Multistrada nessun richiamo e nessun inconveniente di rilievo!!!!
toscanaccio
16 dic 2010 - 19:31 - #33Ciao a tutti!
Le Ducati produrrà la, solo moto che rivenderà la! e visto che le moto sono costituite da un insieme di migliaia di pezzi assemblati, la cui maggior parte viene realizzata DA AZIENDE ITALIANE E PER MANO DI OPERAI ITALIANI!
Se fra 5 anni ducati quintuplica le moto prodotte, (perchè entrata in quel mercato la), vuole anche dire che ha quintuplicato il lavoro PER TUTTE QUESTE AZIENDE ITALIANE DEL SUO INDOTTO!
Mi chiedo cosa ci sia di orribile in tutto ciò???
toscanaccio
16 dic 2010 - 19:39 - #34Per crocemori che ha scritto: “speriamo che fallisca sta ducati del menga”
MA SE TI AUGURASSI CHE FALLISCA IL TUO DI LAVORO, come ti sentiresti???
Ma forse hai 14anni e nn sai quanto sia importante avere un lavoro…
sangyj
16 dic 2010 - 19:42 - #35L’esigenza di oggi, non potrebbe più rispondere in maniera soddisfacente ai cambiamenti del domani, per altro già in corso…….
21monster
16 dic 2010 - 19:56 - #36Ed è solo l’inizio…Ora dicono una cosa, domani ( a gennaio ) ki assicura ke Bologna resterà sede principale??..
Proprio oggi ( lavoro nel gruppo d’auto + grande d’Italia, veicoli industriali xò ) c’è stata un’assemblea nella quale i sindacati x primi hanno perplessità e dubbi x il futuro al riguardo di un loro incontro avuto gg fa con la dirigenza di torino..
Visto ke su Mirafiori avevano detto di produrre 2 nuovi monovolumi, in 48 ore hanno cambiato idea portanto i nuovi veicoli in Serbia!!…fate voi!
bracame
16 dic 2010 - 20:08 - #3721monster,
ma no, guarda che ti sbagli. Gli articoli di giornale dicevano un’altra cosa…
Occorre sempre essere ottimisti (non creduloni eh!) ma ancora nulla mi ha tolto dalla testa che ce la suonano e ce la cantano…e noi balliamo.
Non tutti per fortuna. Ci sono aziende italiane che hanno rinunciato a delocalizzare preferendo valorizzare la professionalità delle maestranze nostrane ed in dieci anni hanno quadruplicato il fatturato ed espostando il vero made in Italy all’estero dove sono riconosciuti come MARCHIO ITALIANO.
Ma in Italia si segue chi spaccia l’economia del futuro perchè fa tanto rivoluzionario andare in giro in maglione anziché in camicia e cravatta…
sentenza.
16 dic 2010 - 21:13 - #38VIVA L’ITAGLIA
Giulio B
16 dic 2010 - 21:44 - #39Sacrosante tutte le considerazioni sulle tasse e sull’inefficienza che grava su chi vuole produrre in Italia. Però ci rimango ugualmente male di fronte a queste notizie…
Dopo le patetiche giustificazione per la delocalizzazione di Colannino/Piaggio in India ci mancavano anche queste di Muzzarelli.
Attenzione! Dire che “le moto assemblate in Thailandia non arriveranno in Europa” vuole anche dire che “le moto prodotte in Italia non arriveranno in Thailandia”. Avete capito? Quindi lo stabilimento thailandese produrrà a deperimento della potenziale crescita di quello italiano.
Ok, ok, si farà solo assemblaggio, avete ragione. Però permettetemi due considerazioni:
Punto 1) l’assemblaggio comporta comunque manodopera (e non poca) che sarebbe potuta essere manodopera italiana, invece sarà manodopera thailandese. Risultato? Nessuna assunzione in Italia, nessun nuovo posto di lavoro (ci sono anzi i presupposti per qualche licenziamento)
Punto 2) La frase (andate su Google a vedere le dichiarazioni) che esclude l’Europa dalle ducati “thailandesi” lascia aperto un bel buco, non vi pare? Se escludete l’Europa cosa rimane? Beh… il resto del mondo! (States in testa), vi sembra poco?
Punto 3) E’ prassi comune in “ambiente industriale” iniziare a delocalizzare per il mero assemblaggio (vedi settori calzature, elettronica, auto, etc). Poi, piano piano, si trovano i fornitori “locali” e si abbandonano, gradualmente quelli nazionali. Lo abbiamo già visto tante volte. Quindi il pericolo è quello.
Punto 4) I profitti di questa operazione difficilmente porteranno ad un abbassamento di prezzo dei modelli ducati per noi europei.
Concludo dicendo che da una ditta che ha sede in Via Cavalieri Ducati 3, 40132 - Bologna avesse un pò più di buon gusto per una nazione che gli ha pure dedicato una strada ed un titolo. Tutto qua. Sono cose che provocano una notevole disaffezione per il marchio.
grunt
16 dic 2010 - 22:11 - #40Produce là solo moto che venderà là?… Una frase del genere mi fa venire in mente pinocchio. Vedrete che troveranno il modo, prima o poi, ufficialmente o meno, di produrre a prezzi asiatici e vendere qui a prezzi italiani.
A proposito, lo sapete che Piaggio, Aprilia e Guzzi sono CHIUSE fino a metà gennaio
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1233915&Data=20101215&CodSigla=VE
ROSSI C'E'......SSO
16 dic 2010 - 22:12 - #41lo volevate il GALLINARO?????
ecco i risultati!!!
ice
16 dic 2010 - 22:17 - #42CHE BUFFONATA
coi margini che ha la Ducati che vende moto da 15.000E e oltre i dazi rendono solo il prodotto piu inarrivabile e desiderabile
Poi io sono stato a Borgo Panigale in visita alla fabbrica…a malapena montano il motore sul telaio…..
è tutto fatto fuori
il discorso è: le moto assemblate in Thailandia saranno fatte con componenti made in China o made in Italy?!?!?!
ilNazgul
16 dic 2010 - 23:30 - #43Sicuramente le mani in Thailandia se le laveranno 5 minuti dopo…
bracame
17 dic 2010 - 00:17 - #44zitti, zitti… sento una eco lontana…a quanto pare non si spegne ancora…
“…come mai, come mai
sempre in culo agli operai…
come mai, come mai…”
roba vecchia ma…
Maquantiandreacisono
17 dic 2010 - 00:26 - #45Svegliatevi.
Il piano industriale preentato da Ducati alla comunità finanziaria si poneva, tra l’altro, l’obiettivo di consolidare ed efficientare i processi industriali. Uno dei punti deboli rilevati è l’acquisto di forniture sul mercato locale, la soluzione ideata è la globalizzazione degli approvvigionamenti.
L’obiettivo finale è quello di aumentare la marginalità dei prodotti.
Poi certo, ai sindacati puoi addolcire la pillola dicendo che lo stabilimento in thailandia ha solo ragioni di dazi. Vedremo..
Per fortuna o per disgrazia, l’azienda non è più in mano un visionario come Claudio Castiglioni, bravo a fare le moto ma non i conti. Oggi c’è investindustrial, un fondo di investimento, ed il loro buon lavoro è dato dal realizzare grandi profitti per gli azionisti, almeno fino a quando Ducati resterà nelle loro mani (al massimo altri 2 o 3 anni).
bracame
17 dic 2010 - 00:33 - #46Ma neanche questa mi pare tanto tanto vecchia
http://www.youtube.com/watch?v=OqPArh99deE
viaproilculo
17 dic 2010 - 00:51 - #47@ice
se se tu sei stato allo stabilimento Ducati io mi sono scopato pamela anderson.
IO SONO stato borgo panigale meno di un anno fa e non solo assemblano la moto vite per vite, bullone per billone ma lavorano pure l’alluminio in loco.. Quindi le razzate risparmiale per il 31 dicembre.
rindello
17 dic 2010 - 01:00 - #48@45
è interessante notare che molti degli azionisti di questi fondi di investimento, probabilmente saranno a loro volta operai o impiegati (o loro intermediari), i quali si aspettano di vedere incrementare i propri risparmi…
ice
17 dic 2010 - 01:46 - #49@ #47
io ci sono andato a giugno 2009 x un iniziativa dell’ordine degli ingegneri di Modena
sono possessore di un Ducati Multistrada di cui se dio vuole, grazie anche all’effetto Rossi, mi libererò per qualcosa di piu adatto a viaggiare
giannnnnnnnnnnn
17 dic 2010 - 09:52 - #50x ice: anchio sono stato a borgo panigale…ma le moto vengono assemblate dall’inizio alla fine….ho visto con i miei occhi….