
Il ministero risponda ai consumatori è il messaggio di Altroconsumo in risposta ai reclami dei produttori degli stessi e di Confindustria Ancma.
Altroconsumo ribadisce la correttezza con cui sono state eseguite le prove dal laboratorio certificato per l’omologazione. Prove che hanno bocciato 8 modelli di caschi jet su 15. Come prevedono le regole di condotta adottate da tutte le associazioni di consumatori indipendenti che effettuano test comparativi in Europa, il nome dei laboratori utilizzati è sempre tenuto riservato per garantire l’indipendenza, l’autonomia e l’affidabilità del loro operato.
Tutti i caschi sono stati acquistati anonimamente in punti vendita aperti al pubblico, in una situazione identica in cui un comune consumatore effettuerebbe l’acquisto. E’ desolante il silenzio con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha accolto la denuncia di Altroconsumo ed è ancora più desolante sentire l’industria far appello al momento delicato di crisi di vendite che stiamo attraversando. Qualsiasi congiuntura economica non può giustificare la minima deroga al diritto dei consumatori di trovare in vendita solo prodotti sicuri; e al dovere delle aziende produttrici di porre rimedio a eventuali maglie larghe nei controlli di sicurezza.
Assorbire gli urti, gli impatti, rimanere ben saldo in caso di caduta sono elementi fondamentali perché un casco moto sia definito tale. Sette caschi su quindici fanno il loro dovere. Altri otto no. Qualcuno si assuma la responsabilità di ciò che i ragazzi oggi calzano sulle proprie teste. Ulteriori approfondimenti tecnici potranno essere fatti in sede istituzionale, presso il ministero. Per capire finalmente le ragioni per cui a scaffale arrivano prodotti pericolosi.
Attendiamo ora la replica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o dei produttori di caschi.
ufobm
01 feb 2010 - 14:41 - #1In effetti, sia che Altroconsumo abbia ragione sia che abbia torto, l’assoluto mutismo del ministero è inquietante… Almeno si impegnino a scrivere una lettera per liquidare la questione…
haw
01 feb 2010 - 15:05 - #2Si ma… prndessero sti’ caschi ed un rappresentante delle case e andassero in centro test riconsciuto e scelto da tutte le parti e ripetessero il test, punto.
Cosi’ resta il fatto che gli uni dicono che nonhanno passato il test e quindi la cosa è allarmante, gli altri dicono che quei test non valgono niente…. NON SE NE CAPISCE NULLA !!
stefano65
01 feb 2010 - 15:09 - #3………..altro giro, altra corsa! Al ministero dei trasporti non sanno neanche che i caschi devono avere un’omologazione. Figuriamoci se si occupano di 4 sfigati di motociclisti.
fazerista
01 feb 2010 - 15:43 - #4Non è che il ministero faccia silenzio per via di non meglio precisate congiunture economiche e lobbismi…… è che proprio come qualunque altro ministero non capiscono una mazza di niente di quello che devono o dovrebbero fare. Non succede mai se non in casi rarissimi che i politici italiani riescano a risolvere un problema. L’unico modo che si avrebbe per fargli dire qualcosa riguardo questo argomento in particolare è di far circolare la notizia su tutti i telegiornali, allora comincerebbero a fare il loro show abbaiando boiate in ogni microfono utile per poi abbozzare leggi o decreti a casaccio nella speranza di legare il loro nome ad un grande provvedimento ma non sapendo in realtà manco cos’anno fatto!
sephirot
01 feb 2010 - 15:49 - #5per goyathlay:
Vergognati!
paolinovaivaivai
01 feb 2010 - 16:06 - #6Il problema si risolve molto velocemente con una causa nei confronti di Altroconsumo. Voglio vedere se poi questi non ripetono il test.
hkjhjkh
01 feb 2010 - 16:09 - #7il succo del discorso che se altroconsumo avessere ragione, in omologazione mandano i caschi buoni e in commercio va come va, un pò come il cemento con la sabbia
enteromorfa
01 feb 2010 - 16:10 - #8sconvolgente che qualcuno se la prenda con altroconsumo.. invece di prendersela con chi non ci tutela.. Iniziative del genere dovrebbero essere sempre benvenute. Invece cosa succede? Si denigrano, sulle riviste non se ne parla se non a mezza bocca (sennò scappano gli inserzionisti), poi ci sono i “motociclisti” che..”la so lunga io..altro che altroconsumo..tzè” tutti snob, convinti di sapere tutto… qui se qualcuno solleva la coperta di ipocrisia che ci propinano (ricordo, caschi da 200-300€ che non passano le omologazioni!) invece di dire grazie ci si arrabbia anche. E allora tutti a comprare marche famose, caschi in fibra, pelli canguro… che improta poi se la sicurezza è tutt’altro che presente… basta il passaparola che questa marca è ottima quell’altra buona, un casco in fibra è meglio, ecc. poi tutti griffati si va al bar finalmente.. Ormai si vive di griffe invece che di efficenza anche per l’abbigliamento tecnico.
ale Kart
01 feb 2010 - 16:14 - #9ma vi mettete d’ accordo?
è possibile che si ripeta il test senza tanti commenti?
Datevi un appuntamento, noi stamo a guardare e chi ha torto si vergogni e sparisca!
haw
01 feb 2010 - 16:44 - #10x Enteromorfa: scusa ma… che dati hai in mano tu per dire che Altroconsumo ha ragione ? o siccome sei un consumatore (come me) ti vien tanto facile nel credere in loro ?
scusa ma io non ragiono per paritopreso…
haw
01 feb 2010 - 16:46 - #11x aleKart: eccalli !!! e invece no… miiillemila comunicati… risultato ? 0 !
kawaforever
01 feb 2010 - 16:46 - #12ma vi rendete conto che la risposta dell’associazione dei produttori dei caschi è stata che così si manda in crisi un mercato già in difficoltà ??!?!??
come se quelli di Altroconsumop avessero invitato a non comprare i caschi…hanno solo invitato i consumatori a fare attenzione a cosa si compra !
altro che rifare le prove, dovrebbero innanzitutto ritirare i prodotti dal mercato e controllarli, altro che rifarsi i test da soli sui prodotti scelti da loro….
gatzpacho
01 feb 2010 - 16:49 - #13a parte il fatto che secondo me o casco integrale o si va a piedi…
le aziende che non hanno passato il test dovrebbero farne immediatamente un altro per dimostrare la bontà dei loro prodotti, il ministero dovrebbe prendere i caschi incriminati e testarli anch’esso, e se non vanno bene ritirarli dal mercato, semplice.
In più se dovesse venir fuori che alcuni caschi non passano realmente i test io (Stato) farei anche una visita nel centro dove sono stati omologati e gli chiuderei la baracca
Comunque sarebbe interessante sapere quanti caschi per modello sono stati testati da altroconsumo perchè, concedendo il beneficio del dubbio, magari i test possono essere stati falsati in qualche modo, ovvio che se hanno testato 5 caschi per marchio a questo punto dubbi non ce ne sarebbero.
kawaforever
01 feb 2010 - 17:04 - #14…se vai sul loro sito (www.altroconsumo.it) c’è un pdf con la descrizione di tutte le prove effettuate, un video e la spiegazione di perchè non divulgano il nome del laboratorio
non è facendo causa alle Associazioni di consumatori che si risolve il problema (era saltato fuori anche all’epoca del test sugli integrali bocciati anche l’anno scorso): se erano così sicuri del fatto loro com’è che non hanno fatto causa quella volta ?
non è che hanno la coscienza sporchina….?
gs
01 feb 2010 - 17:23 - #15sarebbe bastato che altroconsumo avesse detto dove e chi ha eseguito il test per loro e magari avese reso noto l’esame per intero e non esclusivamente i risultati. Troppo comodo nascondersi dietro il ministero. Se anceh solo una casa avesse ragione e il test svolto da altroconsumo questa avrebbe il sacrosanto diritto di denunciare l’associazione (con scopo di lucro) per farsi risarcire.
Prima di butrtare fango addosso a qualcuno o qualcosa bisogna essere certi di aver delle prove inconfutabili, perchè altroconsumo fino ad ora non le ha fornite? ??
supersfaighedbaicher
01 feb 2010 - 17:34 - #16dovreste ringraziare che ci sia una rivista che testa a sue spese dei caschi, per capire che cosa ci viene venduto effettivamente e non che cosa viene omologato in un laboratorio.
Un po’ come se ti vendessero una casa che rischia di crollarti in testa da un momento all’altro e che invece è certificata come antisismica: se uno scopre che non lo è, è meglio che lo ringrazi per averti avvisato prima che ti crolli in testa…
enteromorfa1
01 feb 2010 - 18:04 - #17x haw,
altroconsumo ha svolto dei test e ha fornito i risultati. Dando per scontato la loro buona fiducia, visto che non ho motivi per credere che abbiano imbrogliato (a che fine poi?), mi pare qualcosa di concreto in cui credere? tu a cosa credi invece? Alle case che dicono “i nostri prodotti sono ottimi!”…?Cosa altro vuoi che dicano? Mi pare ovvio che contestino, hanno interesse nel farlo.. ma altrocosumo che interesse ha mai nel dire che certi caschi non sono rientrano nei parametri di omologazione? Gli fa pubblicità a che fine?Cosa ci guadagnano?
Poi se a fronte di risultati simili invece di comportarsi seriamente verificando i caschi che hanno ritirando caschi dal mercato ecc. se ne escono con minacce di azioni legali.. lì davvero mi sembra che ci prendano in giro e vogliano zittire il primo che dice che il re è nudo.
Chiaramente spero che altroconsumo sbagli, ho un casco Shark, anche se non è quello indicato la cosa non mi fa piacere… se si fanno caschi al top per le omologazioni e scarsi per la vendita è indice di poca serietà dell’azienda in generale non solo su quel prodotto.
Rockweiller
01 feb 2010 - 18:07 - #18Credo che Altroconsumo sia una rivista sufficientemente seria quantomeno per suscitare qualche dubbio nei consumatori….
Avere un casco “incriminato” non è un buon motivo per dubitare di una rivista che ci mette la faccia e che, in caso di errore, state sicuri non la passerebbe sicuramente liscia (giustamente).
Non ultimo il fatto di aver comprato in modo anonimo i caschi, esattamente come facciamo tutti noi (e non aver chiesto, ad esempio, il casco direttamente alle case) mi preoccupa non poco.
Siamo sicuri che in omologazione vadano caschi esattamente uguali al normale venduto?
Invidio tette le certezze di alcuni lettori….
nuniez
01 feb 2010 - 18:30 - #19Rockweiller leggi qui:
http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=4285&Ricerca=corrispondenza
http://www.codacons.it/articolo.asp?id=6274
superciuk
01 feb 2010 - 18:42 - #20Il vero problema è che gli ingenieri della motorizzazione addetti alle omologazioni sono molto propensi a chiudere un occhio (o anche tutti e due) dietro generoso compenso ed ecco che, miracolosamente, un casco fatto di cartone può andare negli scaffali dei negozi con la sua bella etichetta di omologa..
lobetti
01 feb 2010 - 20:38 - #21Già qualche anno fa venne fuori più di una storia simile. E’ normale in un paese come il nostro dove i ministri, o chi lavora al ministero, non sanno nemmeno il primo articolo della costituzione. Hanno da pensare ad altro, non dimentichiamolo.
Ripetere il test (credo che sia doveroso un controllo anche sul test effettuato) e spaccare il kulo (e scusate la delicatezza) a chi mette sul mercato prodotti che non rispondono ai requisiti dichiarati. La soluzione in casi come questo è semplice, basta voler risolvere.
erik558
02 feb 2010 - 01:47 - #22nuniez non sono + validi quei link,Altroconsumo è rientrata nel 2008 nel Consiglio Nazionale Consumatori Utenti.
http://www.altroconsumo.it/consiglio-nazionale-consumatori-utenti-s255493.htm
Questa è la lista delle associazioni e come si vede c’è anche Altroconsumo.
http://www.tuttoconsumatori.it/cncu/associazioni.shtml
steppenwolf
02 feb 2010 - 03:05 - #23#6
Penso che altroconsumo abbia le spalle abbastanza robuste da sapersi difendere in tribunale e altrove.
E’ curioso però che dei cittadini comuni, proprio quelli di cui altroconsumo difende i diritti, prendano le parti di coloro che presumibilmente li imbrogliano.
Qualcuno mi sa spiegarei motivi di questo comportamento?
shadow-warrior
02 feb 2010 - 09:30 - #24pero’ se andate a vedere su http://www.motociclismo.it/edisport/moto/MotoCiclismoR2.nsf/gd/Test-di-laboratorio–caschi-Shark-pienamente-a-norma- … “Test di laboratorio: caschi Shark pienamente a norma”
MadGab
02 feb 2010 - 13:17 - #25Chi lavora nel ramo ingegneristico sa perfettamente come funzionano certificazioni, omologazioni e quant’altro.
Agli organismi certificatori sono inviati sempre i prototipi fatti con perfetta cura, per essere sicuri di passare i test senza problemi. Poi, tanto, in produzione, pur di risparmiare qualcosa, si rivede parte del progetto, dei materiali utilizzati, etc.
Certo, per dei dispositivi che dovrebbero salvarti la pelle, questa cosa non è tollerabile, soprattutto per il fatto che poi, nel caso in cui realmente risultassero inefficienti (sgraaat), non si potrebbe neanche richiedere l’onere della prova al costruttore sul dispositivo coinvolto nel sinistro, visto che si è distrutto.
Per questo motivo mi risulta del tutto incomprensibile chi si schiera dalla parte dei produttori (a parte il rosicamento dovuto al fatto di avere il proprio casco pagato 800 euro nella schiera dei peggiori acquisti), soprattutto considerando la serietà della rivista in questione. Ma tant’è, il mondo è bello perchè è vario!
MadGab
02 feb 2010 - 13:21 - #26@Shadow-warrior: prova a vedere se negli inserzionisti di motociclismo c’è anche Shark. Penso proprio di si…
shadow-warrior
02 feb 2010 - 16:05 - #27Se si vuole “pensar male” non c’e’ limite alla fantasia, come , del resto, a pensar “bene”. Senza montare polemica, visto che l’affare si ingrossa, vediamo se almeno un settore tecnico come quello in oggetto riesce a dare trasparenza ad una situazione che il gossip sta’ montando. Nella speranza che non diventi una guerra di furberie ed avvocati. Ci sara’ sempre qualcuno che intacchera’ l’integrita’ anche del piu’ onesto per meri interessi egoistici.
pinco & pallino
02 feb 2010 - 16:51 - #28io sono molto preoccupato, conosco questo mondo e non riesco a pensare cosa succederebbe con dei caschi cinesi o asiatici anche se commercializzati da marchi italiani e con quelli italiani di seconda fascia.
Mi sembra comunque che l’utilizzatore faccia un po’ di confusione con il rapporto prezzo/sicurezza, tutti i caschi devono passare le norme 22-05 e tra quelli costosi e quelli meno la differenza dei risultati non è notevole, la differenza di prezzo è, soprattutto, la qualità degli interni, delle finiture, ecc. Se passano l’omologazione la sicurezza è garantita (nei limiti del possibile).