1.500 motociclisti in protesta per salvare la Moto Guzzi

pubblicato: lunedì 21 settembre 2009 da Gianluca in: Varie Anticipazioni Curiosità Guzzi

Moto in protesta a Mandelo del Lario

Si sono mossi in 1.500 incuranti della pioggia e del maltempo i motociclisti per salvare la Moto Guzzi. Il passaparola su Intenet a favorito l’aggregazione ed in quasi 1.500 centauri provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento in via Parodi 57 a Mandello del Lario, davanti allo storico stabilimento Guzzi, per partecipare alla manifestazione “Moto di Protesta” organizzata dai sindacati e dallo stesso comune di Mandello.

“Non chiuderemo lo stabilimento di Mandello del Lario - dichiarò due giorni fa Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio - ma faremo importanti investimenti di ristrutturazione sia industriale sia tecnologica, nel senso di nuovi modelli e di nuove linee di prodotto ai quali stiamo lavorando.”

Di diversa opinione invece i rappresentanti dei lavoratori travolti dalla crisi dell’Aquila. “La proprietà sta di fatto tentando di svuotare la fabbrica - dice Mario Venini (FIOM CGIL) - accentrando gli uffici della progettazione in altri siti del gruppo Piaggio come Noale (Venezia) e Pontedera (Pisa) e lasciando a Mandello solo la linea di produzione dei motori e l’assemblaggio; così il Marchio dell’Aquila rischia seriamente di perdere la propria identità, senza contare che circa un terzo dei 150 dipendenti rischia il posto di lavoro.”

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Sulla stessa linea anche il sindaco di Mandello del Lario, Riccardo Mariani: “Il comune sostiene con forza le istanze dei sindacati. Moto Guzzi è radicata sul nostro territorio dal 1921, ed è parte integrante dell’intera comunità: deve restare qui.”

Dopo un breve discorso dei rappresentanti dei lavoratori e del sindaco, - riporta motociclismo.it - i bicilindrici dell’aquila hanno formato un lungo corteo, che ha sfilato nel centro di Lecco. A dimostrazione dell’affetto che Moto Guzzi suscita sulla sponda lecchese del Lario, i passanti e molti degli automobilisti imbottigliati hanno applaudito al passaggio del rombante carosello che ha comunque paralizzato il traffico.

Fondamentale per il futuro di Moto Guzzi l’incontro fissato per martedì 22 settembre a Lecco, quando i dirigenti del gruppo Piaggio incontreranno i sindacati e gli enti locali, per illustrare ai rappresentanti dei lavoratori e alla comunità di Mandello il nuovo piano industriale.

Se volete aggiungervi agli oltre quattromila che hanno firmato la petizione contro la chiusura dello stabilimento collegatevi al sito www.ipetitions.com/petition/noallachiusuradellamotoguzzi/

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Commenti dei lettori

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  • **ducazzi***

    21 set 2009 - 07:06 - #1
    0 punti
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    riristinate la grafica precedente che non si legge nulla

  • trantor

    21 set 2009 - 07:37 - #2
    0 punti
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    togliete lo sfondo blu!!!

  • Profilo di Sound

    Sound

    21 set 2009 - 07:49 - #3
    0 punti
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    perche non vi piace questo bellissimo sfondo???? non sai i soldi che sfrutta sto sfondo!!!

  • Profilo di Ashitaka

    Ashitaka

    21 set 2009 - 08:01 - #4
    0 punti
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    ..state boni…il problema non è dello sfondo. E’ il livello intermedio che trasparente decisamente non va..

  • Profilo di MadRaffa

    MadRaffa

    21 set 2009 - 08:18 - #5
    1 punto
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    Ma come si fa a fare una protesta per non fare chiudere un’azienda che non vende? Sono giovane e quindi a me Moto Guzzi non ricorda antichi fasti o altro. Per quando mi riguarda le moto prodotte a Mandello esteticamente non mi piacciono. Mi dispiacerebbe se perdesse la sua “identità”, ma il fatto che non chiuda e che solo alcuni uffici si spostino altrove non mi pare disastroso. Di questi tempi, non se Piaggio farebbe bene ad investire milioni di € in un’azienda poco presente sul mercato.
    Quelli che sono andati li a protestare dovrebbero mettere mano al portafoglio e comprarsi tutti una nuova Guzzi.

  • petercorbez

    21 set 2009 - 09:15 - #6
    1 punto
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    quoto, che si prendano una nuova guzzi a testa, visto che la maggior parte le ha d’epoca, e non compra guzzi nuove da anni.

    Dovrebbero inoltre svegliarsi e fare qualcosa di piu’ leggero e sportivo, come la MGS 01, renderla stradale, ed a prezzi umani.

  • Profilo di Orso Bruno

    Orso Bruno

    21 set 2009 - 09:24 - #7
    2 punti
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    Io la Guzzi nuova l’ho presa (Griso 1100) nel novembre 2006 e oggi ha 36.700 Km, ovviamente in tutte le condizioni e in tutte le stagioni, per lavoro, gite, tutto.
    Moto dalle caratteristiche dinamiche eccezionali, con un gusto di guida semplicemente favoloso.
    E attenzione, io arrivo da 2 jap con cui ho fatto 12 anni di moto.
    Gli unici settori in cui bisogna migliorare sono una assistenza più capillare e mediamente all’altezza del prestigio del marchio; alcune concessionarie super ci sono ma sono troppo rare.
    Ma se si parla della moto onestamente niente da dire!

  • Tutti a casa

    21 set 2009 - 11:08 - #8
    -2 punti
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    Sono finiti i tempi dei matusa, andate a casa che sti catorci non li vuole più nessuno. Aprilia è già troppo buona se vi fa fare ancora i motori! La crisi la stiamo vivendo tutti non solo voi. Quotone a @ MadRaffa

  • Profilo di Orso Bruno

    Orso Bruno

    21 set 2009 - 11:15 - #9
    2 punti
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    #8
    L’unica cosa che è un catorcio da buttare via subito è il vostro cervello…..

  • euebre

    21 set 2009 - 12:14 - #10
    2 punti
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    Io nel 2007 ho comperato la 1200sport. 30000km all’attivo. Sabato ero alla manifestazione. Impressionante vedere quanti Tedeschi, Francesi, Olandesi, e di altre nazioni sfilare sotto la pioggia battente nel rispetto del marchio. Mi ha fatto piacere vedere altri partecipanti con moto di altre marche. QUESTO LA DICE LUNGA SUL VALORE DI QUESTO MARCHIO E DI COSA POTREBBE DARE. Qualcuno non si rende conto del valore della MG e di quello che ha dato al comune e provincia. Un valore culturale immenso per il nostro paese.
    La MG è un patrimonio Italiano che và mantenuto e rimodernato. Tanti di voi sono giovani e vivono all’ombra delle Giapponesi senza rendersi conto e senza informarsi di cosa è stata e di cosa potrebbe essere la casa dell’aquila. Tantissime cose devono essere cambiate, bisogna smetterla di guardare agli errori del passato, farne tesoro per non ripeterli. Bisogna investire seriamente e credere nel marchio se si vuole andare avanti. Ora tocca a Colaninno cercare di ricreare il mito.
    Mettere in piazza altre 150 famiglie e vendere a lotti il terreno è remunerativo per le tasche di Colanninno. Spostare la fabbrica senza idee e senza volontà non serve a nulla.

  • Profilo di Orso Bruno

    Orso Bruno

    21 set 2009 - 13:43 - #11
    0 punti
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    Bravo euebre!

  • Profilo di rug996

    rug996

    21 set 2009 - 14:12 - #12
    0 punti
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    Certo sarebbe bello che Guzzi rinascesse restando a Mandello, ma la vedo dura. Mi sembra logico che un gruppo voglia fare economie e fruttare studi e investimenti per tutti i marchi del gruppo, quindi le scelte dolorose arriveranno, spero solo che Guzzi non faccia la fine di Gilera, rimasta un adesivo sulla carena della moto di Simoncelli …

  • Profilo di Pinistuta

    Pinistuta

    21 set 2009 - 15:39 - #13
    0 punti
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    Forza aquila Guzzi!! Spero tanto che tu possa tornare a volare come si deve!
    Bisogna però dire che qualche rinuncia e qualche sacrificio và purtroppo fatto, non è colpa di Colaninno se Moto Guzzi é in queste condizioni, é dagli anni 80 che la gestione aziendale e finanziaria fa pena, se non era per Piaggio oggi Guzzi sarebbe già chiusa da tempo!
    Daltronde un gruppo deve anche fasre economie di scala ed ottimizzare le cose, se rimane lo stabilimento, il reparto motori e l’assemblaggio non mi sembra così male, se poi le progettano a Pontedera non lo vedo grave..
    Tra l’altro l’attuale gamma é composta da belle ed ottime moto, manca solo una fascia media come si deve, poi non hanno niente da invidiare alla “modaiola” BMW, diretta concorrente, manca un vera rete di assistenza e di vendita (potrebbero sfruttare meglio la capillare rete Piaggio) e soprattutto un’impostazione di marketing più adeguata che spinga all’acquisto di Guzzi, la faccia vedere come una moto di moda, di fascino, di qualità, un’operazione stile BMW per capirci, più che i prodotti é mancato questo.
    Qui deve lavorare Colaninno.

  • Profilo di Pinistuta

    Pinistuta

    21 set 2009 - 15:41 - #14
    0 punti
    Up Down

    @5 Il problema é centrato, nel senso che se ha te non arriva il messaggio e la storia Moto Guzzi vuol dire che é mancata la comunicazione vera ed efficace da parte dell’azienda, é qui che si deve materializzare la vera svolta.

  • Granchienzo

    21 set 2009 - 16:57 - #15
    0 punti
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    io c’ero ed è stato uno spettacolo impressionante!
    Purtroppo attorno a Guzzi c’è sempre una disinformazione pazzesca quando invece se fosse in mani giuste sarebbe potenzialmente la casa italiana + forte!!!
    A tutti gli scettici sul suo futuro faccio una domanda: secondo voi x salvare una qualsiasi altra casa motociclistica i suoi sostenitori si sarebbero levati fisicamente a protestare???..io non credo…
    è proprio questa l’ anima della Guzzi, e solo chi ha na moto con l’aquila di Mandello sul serbatoio può capirla…

  • Profilo di black cbr

    black cbr

    21 set 2009 - 17:17 - #16
    0 punti
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    avrei un’idea,proporre a Colaninno di vendere al prezzo simbolico di 1(uno)euro ai sindacalisti la Guzzi.siccome a sentirli gli imprenditori sono tutti dei c@gli@ni e loro si che saprebbero come gestire un’azienda,mettiamoli alla prova.semplice soluzione no?ovviamente senza toccare di una sola unità la forza lavoro,che a fare quello ci sono già i padroni.così finalmente si prospetterebbe un futuro radioso per il glorioso marchio.
    ok e adesso le cose serie.vendono moto da archeologia industriale,non le compra nessuno,che chiudano.dispiace per gli operai ma qui in veneto negli ultimi anni hanno perso il lavoro decine di migliaia di addetti nel tessile,aziende asfissiate da concorrenza sleale(dumping)cinese e i politici se ne fottono,e a parte alcuni casi erano tutte aziende che in un regime di concorrenza leale producevano profitti.
    e allora di cosa stiamo parlando??????

  • euebre

    21 set 2009 - 19:41 - #17
    0 punti
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    Un’esempio semplice..BMW ha rilevato Husqvarna.
    Non l’ha portata a Spandau ma:
    http://www.motociclismo.it/edisport/moto/MotoCiclismoR2.nsf/gd/Inaugurata-la-nuova-sede-di-Husqvarna-Motorcycles-
    Questa è impresa

  • bruno baffo

    21 set 2009 - 20:42 - #18
    1 punto
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    ciao ragazzi, da guzzista convinto (norge 1200 gt luglio 2006 con all’attivo 57800 km) vorrei che moto guzzi non si spostasse da mandello, ma onestamente se la fabbrica fosse mia l’avrei già chiusa al momento dell’aquisizione di piaggio. come si può pretendere di mantenere in vita una fabbrica che in realtà è un museo produttivo? se non si sfruttano appieno le sinergie industriali non vedo quale futuro possa avere il marchio moto guzzi. a meno che all’orizzonte non ci siano nuovi compratori… ma queata è una vecchia storia………

  • Rocky Scola

    22 set 2009 - 00:11 - #19
    0 punti
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    La Moto Guzzi non morira mai come la Bugatti, la Tucker, la Guinness i dischi in vinile, gli amplificatori a valvole, il Rock ‘n’ Roll…….e i matusa !!!!

    E non è importante quante moto si vendono ….ma che moto fratelli!!!

  • Profilo di Nirvene

    Nirvene

    22 set 2009 - 05:04 - #20
    -1 punto
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    Bugatti è morta e sepolta, quella attuale è solo la copia volgare per gli ignoranti.
    Azzardato paragonare il gruppo BMW con il gruppo Piaggio, il primo si può permettere di spendere soldi, il secondo deve risparmiare.
    La validità di un prodotto è determinato solo dal prodotto in sè non da dove è costruito, ad eccezzione per una certa categoria di prodotti di lusso dove si paga anche la provenienza.
    Moto Guzzi è un marchio completamente da ricostruire dato che dal suo periodo di gloria fino ad adesso c’è stato un lungo intervallo che ha portato il marchio ad essere semisconosciuto o identificato con moto poco attraenti o cmq vecchie e da vecchio.

  • Profilo di Ashitaka

    Ashitaka

    22 set 2009 - 08:54 - #21
    -1 punto
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    Allegria. L’incapacità istituzionale italiana di gestire e crescere le risorse storiche del nostro paese è un fatto unico nel sistema solare. Dagli anni ‘80 stiamo progressivamente svuotando tutte quelle icone e quelle realtà che sono proprie e uniche dell’ Italia.

    Non sono per niente d’accordo che la validità di un prodotto sia un fattore meccanico e anzichè umano. Il valore di un prodotto e del marchio che lo rappresenta, Guzzi in questo caso, è data largamente da qualità astratte tra cui l’identità storica. Qualità quindi che in parte sono anche vive grazie a luoghi storici della memoria come Mandello.
    Chiunque può fare un bella moto o una bella macchina, come al citata Bugatti, investendo soldi per pagare ingegneri e designer di valore.
    Infatti le moto inglesi vendevano anche quando facevano olio da tutte le parti, le moto americane erano goffe e lente e le italiane montavano componentistica di serie C..frenia tambura quando anche la più squallida delle CB aveva il disco davanti.

    Ma per quanto puoi spendere niente darà identità e potenza al tuo marchio che altrno non è che l’identita del prodotto. Per questo per fare un’auto fuoriserie e renderla una Bugatti in ultima analisi è necessario per prima cosa acquisire il marchio Bugatti. E’ quella piccola scritta che da valore a quella che altrimenti sarebbe una fuoriserie e basta.

    Svuotando l’identità dei nostri marchi, quindi anche della nostra cultura, stiamo regalando ai giapponesi quello che dominando da decenni l’industria mondiale dei motori non si sono mai potuti e mai vrebbero potuto permettersi.
    Che una Nissan GTR sia tecnicamente meglio di una Ferrari è abbastanza evidente. La Ferrari dopo l’ F40 (non a caso l’ultimo veicolo fortemente voluto da Enzo) si è limitata a citare se stessa all’infinito. Idee zero. Coraggio meno che zero. L’ultimo rischio stilistico se lo presero con le griglie laterali della Testarossa del ‘85. E crearono un auto indimenticabile.
    Oggi fanno certo belle macchine ma prive di idee e coraggio. Due qualità che invece con Enzo Ferrari crearono il mito. Corrano a vomitare i miopi puristi ma c’è molta più identità e idee in una Nissan GTR ‘09 che in una Ferrari Fiorano.
    Ed ora che ci vendiamo pure questa “volgare” idea svilendo e svendendo i nostri marchi che “La validità di un prodotto è determinato solo dal prodotto in sè”…si è vero, avremo solo veicoli da diporto più o meno veloci.

    Ma Guzzi, come Ferrari, Lamborghini, Maserati…erano un’altra cosa.

  • Profilo di emac80

    emac80

    22 set 2009 - 10:04 - #22
    -1 punto
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    Io vengo da una Jap e ho comprato una Guzzi Griso 1100 proprio questa estate…

    Che dire?

    E’ una moto eccezionale, piacevolissima da guidare, il motore è estremamente elastico e si adatta sia alla guida sportiva che alla guida tranquilla.

    Quello che leggo in queste righe dimostra solo l’ignoranza di molti motociclisti, che scelgono la moto solo perché l’hanno vista parcheggiata al bar o in base ai cavalli dichiarati sulle riviste.

    Sulle riviste vi hanno insegnato a dire che le Harley sono un mito ( nonostante terribilmente antiquate dal punto di vista tecnico ) e allora TUTTI A DIRE: “AHHHH! CHE BELLE LE HARLEY”.

    La Guzzi è un mito tanto quanto la Harley, e lo dimostra il fatto che in tutto il mondo è quasi più popolare della Ducati… e non solo per il suo passato! Anche per le moto attualmente in produzione, come la Griso, la Bellagio, la California, la Breva, la Stelvio ecc…

    Prima di dire certe stupidaggini sulla Guzzi, almeno provatene una.. state parlando di cose che non conoscete, e non state facendo una bella figura.. fate quasi pena.

  • nonnoincarriola

    22 set 2009 - 19:41 - #23
    0 punti
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    Le Guzzi vanno a ruba e sono moto fantastiche. Quelle d’epoca naturalmente.

  • Granchienzo

    26 set 2009 - 07:19 - #24
    0 punti
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    Beh che dire noto tristemente che molta gente che si definisce “motociclista” in verità parla ( a sproposito) solo xchè ha scoperto di avere la lingua in bocca…con opinioni derivate pari pari dagli uffici marketing delle solite case alla moda ( ai quali levo il cappello x l’abilità nell’aver fatto il lavaggio del cervello a questi poveretti…).
    Ragazzi girate con le vostre megapluricilindriche da 320 all’ora, oppure fate i fighi al bar del centro col vostro endurone rigorosamente tedesco…e magari se vi avanza tempo fate una preghierina x noi poveri guzzisti alle prese coi nostri catorci…ma perlomeno abbiate un po’ di rispetto x chi ha fatto ( e continua a fare x certi aspetti) la storia della moto italiana…

  • fashnaz

    05 ott 2009 - 14:33 - #25
    0 punti
    Up Down

    ricordo che alla guzzi sono anni che suggerisco di produrre una 4 tempi mono 650
    cc con motore magari rotax e copricarter marcati gvzzi, da enduro tipo il vecchio tenere
    della yamaha (serbatoio gigante di ferro e telaio in tubi di ferro colore rosso guzzi o sabbia del deserto compresi i cerchi ed il motore) con prezzo da attacco per invogliare nuovi adepti della nostra mitica e ultima grande marca: MA nessuno, nemmeno ai tempi precedenti la gestione aprilia mi ha mai dato ascolto… pertanto le scelte sbagliate sono evidentemente di prodotto. non centra un tubo dove si assembla la guzzi centra cosa si assembla: una casa motociclistica non puo’ stare in piedi vendendo moto solo dotate di un bicilindrico costoso e che pesano come una mucca. infine oggi la guzzi è diventata un marchio della piaggio: che vergogna.

  • FASHNAZ

    06 ott 2009 - 16:53 - #26
    0 punti
    Up Down

    PER EUEBRE
    BRAVO HAI DETTO DELLE COSE SANE, MI TROVO D’ACCORDO: PENSI
    CHE FORSE CI SIANO DEI PATTI SEGRETI PER TENERE LE ALI TARPATE
    ALLa GVZZI? intendo patti tra primari costruttori mondiali?
    vorrei capire, perche’ una marca del genere (la piu’ bella storicamente
    al mondo) nemmeno con le sinergie di gruppo odierne, riesce a
    ri-decollare definitivamente e ammazzare commercialmente
    l’insipido modo attualmente in essere con cui vengono progettate
    le giapponesi per esempio …
    MI PIACEREBBE CHE RISPONDESSE UN AD PIAGGIO AL QUESITO

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