Continua il nostro racconto del test in anteprima mondiale del nuovo pneumatico Pirelli Angel ST un pneumatico per uso stradale dalle elevatissime performance adatto anche all’uso intenso sia in pista che alle massime velocità e capace al contempo di unire grip e maneggevolezza di un pneumatico sportivo di pochi anni fa insieme ad una resa chilometrica al top anche tra i pneumatici Touring.
Tecnologie costruttive
ANGEL ST mantiene il comportamento sportivo che è nel DNA di tutti i prodotti Pirelli: è la scelta ideale per il mototurismo, ma non ha perso la capacità di trasformarsi nel demone che anima la guida sportiva.
Questa duplice anima è il frutto di una complessa combinazione di caratteristiche, dai nuovi profili sviluppati per le moto Sport Touring più grandi ai nuovi materiali che contribuiscono a sostenere lo stress del telaio, fino alle nuove mescole che garantiscono una struttura estremamente bilanciata. Il risultato di questo connubio è ANGEL ST, il cui realismo funzionale deriva da tre brevetti.
Il Disegno battistrada
Il rivoluzionario e avanguardistico disegno del battistrada di ANGEL ST coniuga estetica e funzionalità, che concorrono a comunicare la duplice anima del prodotto. La modifica dell’angolo di inclinazione degli intagli sul battistrada serve a massimizzare il chilometraggio e, nel contempo, mantiene costanti il flusso e la dispersione dell’acqua anche quando la gomma è molto usurata.
Queste variazioni del profilo sono il risultato della tecnologia brevettata ICS (Ideal Contour Shaping) unita al disegno sviluppato dai progettisti del settore Ricerca & Sviluppo con simulazioni computerizzate nel corso di migliaia di ore di test.
Struttura
L’obiettivo principale della nuovissima carcassa per pneumatici Sport Touring è sostenere stress generato dalla potenza e dal peso delle moto durante la guida, anche a pieno carico massima velocità. La cintura di acciaio 0° Pirelli, con la minore fitezza dei fili, riduce il peso massa rotante e costituisce l’elemento tecnico che consente di ottenere la versatilità necessaria un prodotto dalla doppia anima.
ANGEL ST 180/55 presenta due differenti tipologie di costruzione (1-ply e 2-ply) per adattarsi diverse caratteristiche tecniche delle motoc Sport Touring (in base al peso approssimativo senza carico >240 kg o <240kg). Per la carcassa 190/50 è stata adottata una soluzione inedita: nuovi materiali appositamente sviluppati per garantire la massima resistenza di carico (moto con passeggero e bagagli) aumento eccessivo della rigidità, grazie a un alto livello di ammortizzazione (massimo comfort) ridotto decadimento termico (tipico effetto di temperatura elevata alle alte velocità).
Mescola
Le mescole dell’ANGEL ST sono state studiate per essere il più possibile bilanciate in termini di aderenza sull’asciutto, prestazioni sul bagnato e chilometraggio, una vera sfida per il moderno segmento Sport Touring. I benefici della mescola del pneumatico sono inoltre dovuti a rinforzi di nuova generazione (nerofumo) e silice ad alta dispersione cui si aggiungono specifiche resine (bassa termo-plasticità, elevate prestazioni) che conferiscono al battistrada una notevole adattabilità al terreno (microcontatto).
L’area di contatto viene così massimizzata, garantendo aderenza a qualsiasi angolo di piega e un’alta dissipazione di energia per un warm-up rapido nonché trazione e frenata ottimali.
La 24h a Nardò
Il lancio dinamico di Angel ST è tenuto presso il Centro Tecnico di Nardò in Italia, teatro anche di due tentativi di Record Mondiali di Durata di 24-ore misurati in base a distanza e velocità media, oltre a vari record intermedi che vanno da 10 a 1.000 km. Lo staff tecnico di Pirelli è tornato su questo circuito per cercare di raggiungere nuovi record a quelli già stabiliti nove anni fa nello stesso luogo.
Il debutto dinamico di Angel ST attraverso il tentativo di raggiungere nuovi record di durata dimostra non solo la sicurezza e la stabilità ad alte velocità di questo nuovo prodotto, ma anche la sua durata e le prestazioni in impieghi sportivi, in quanto i partecipanti copriranno sull’anello di Nardò una distanza di quasi 5.000 km, simulazione di tour stradale che va da Miami a San Francisco, Seattle, New York e ritorno a Miami, il tutto in un arco di tempo di 24 ore con una velocità media tipica della strada.
Per questo Pirelli insieme ai più rinomati giornalisti internazionali settore moto ha registrato un nuovo Record mondiale di Durata di 24 ore sull’anello di Nardò in Puglia a bordo di una Suzuki Hayabusa 2009, percorrendo una distanza di 5.135,071 km ad una velocità media di 213,96 km/h con un solo set del nuovo pneumatico sport-touring Angel ST, una simulazione di un giro stradale pari a 12.000 km a velocità touring (80-100 chilometri orari). A parità di velocità il minore consumo della Hayabusa rispetto alla Kawasaki è dovuto sia al peso inferiore, sia soprattutto alla minore superfice frontale, fattore fondamentale per determinare gli stress i carichi e la fatica impressa sul pneumatico che a pari velocità deve “vincere” un carico resistente nettamente superiore. Interessante notare come dopo le 24h no stop a 230km/h il pneuamtico Angel posteriore installato sulla Suzuki (e da noi prontamente fotografato…) fosse si consumato e “spiattellato” al centro ma ancora in grado di girare su strada pur offrendo performance inferiori all’originale soprattutto sotto l’aspetto della maneggevolezza. Non a caso mi è capitato almeno un paio di volte di effettuare trasferte autostradali piuttosto “rapide” con pneumatici erroneamente “troppo sportivi” per ritrovarmi (con mio enorme stupore e disappunto) dopo circa 300km/h con la gomma posteriore fumante e che al centro era giunta praticamente alle tele nonostante fosse quasi nuova al momento della partenza…!! Consigliamo quindi per l’ennesima volta di non utilizzare pneumatici eccessivamente sportivi o addirittura in mescola su strada poichè ne paghereste gli svantaggi senza poter realmente godere degli eventuali vantaggi, evitateli poi con estrema cura nel caso viaggiaste in autostrada soprattutto se in due o con la moto carica.
A bordo di una seconda moto, la Kawasaki GTR 1400 mod. 2009, Pirelli ed i vari ospiti hanno inoltre stabilito record supplementari in questa nuova categoria, tra cui un record mondiale di 12-ore coprendo la distanza di 2.502,873 km, con velocità media di 208,573 km/h. Durante l’ultimo giro la Kawasaki, guidata in quel momento da Michele Corallini, tecnico della Sperimentazione Pirelli ha avuto un problema mecanico a metà dell’anello, fermarsi avrebbe inficiato l’intero tentativo di record. Il tecnico Pirelli, che a 54 anni è anche il membro più anziano della squadra, non si è perso di coraggio e ha spinto la moto per più di 2 ore per coprire gli ultimi sette chilometri e attraversare la linea dei cronometristi.
Lo staff tecnico Pirelli che ha partecipato a questo evento, compresi i direttori sia della Ricerca & Sviluppo (Piero Misani) sia della Sperimentazione (Salvo Pennisi), aggiunge così altri record a quelli da loro stessi raggiunti nel giugno 2000 nella categoria A11 a bordo di una Suzuki Hayabusa 2000. La Suzuki Hayabusa 2009 e la Kawasaki GTR 1400 2009 utilizzate sono state classificate nelle due diverse classi (A11 e A12 rispettivamente) dalla FIM, che certifica i loro record di percorrenza e durata. Ognuno dei 15 giornalisti internazionali e 12 rappresentanti dello staff tecnico Pirelli presenti ha guidato almeno una delle due moto per la durata di mezz’ora (20 minuti + tempo tecnico) durante il periodo di 24 ore per una celebrazione memorabile del nuovo Angel ST.
Aneddoti del record e vita da tester
Durante i numerosi i turni di pista in cui si sono alternati piloti tester e manager del gruppo Pirelli più di un accadimento è risultato improvviso e interessante. Ad iniziare dalle alterne folate di vento, soprattutto durante la notte, che spostavano di qualche metro le moto lanciate sulla corsia esterna dell’anello di Nardò. Fantastico lo staff di assistenza tecnica messo su dal Pirelli per cambi gomme e assistenze rapide a piloti e moto impegnate nel conseguimento del record.
Atmosfera sempre calda quindi nella pit-lane anche durante le difficili ore della notte quando piloti e tester abbigliati in maniera troppo estiva hanno rischiato il congelamento delle estremità di mani e piedi poi a lungo riscaldate presso il centro di assistenza. Encomiabile anche l’entusiasmo con cui tutti hanno partecipato, dai piloti professionisti con l’italiano Diego Giugovaz e altri piloti stranieri, ai sensibilissimi tester di punta del reparto sperimentazione Pirelli come Abate e Picciotti, fino al reverendissimo responsabile della sperimentazione e tester, l’indomabile Salvo Pennisi che dismette sempre volentieri i panni di manager e dirigente aziendale per mettere quelle tuta di pelle a lui tanto cara e compagna di decenni di gare e avventure in tutti i circuiti del mondo.
Il lato umano e passionale del marchio Pirelli è sempre più evidente quando scopriamo che scenderà in pista con noi anche l’Ing. Piero Misani, responsabile capo del reparto R&D (ricerca e sviluppo) di Pirelli. Che lascia così in ufficio la cravatta per lanciarsi in pista ancora una volta con quei pneumatici che lui stesso a disegnato al computer e che ha definito in ogni dettaglio nei lunghi calcoli al CAD. Lo stesso Ing. Fiocchi direttore generale della Pirelli moto e motociclista anche lui, si è detto rammaricato di non aver potuto prendere parte al record per la mancanza della licenza pilota con estensione internazionale indispensabile per l’iscrizione al record.
Stesso discorso per un altro dei motociclisti “del gruppo” l’ing. Francesco Pietrangeli attuale direttore marketing del marchio Pirelli. Tutti insieme in pista, quindi per lanciarsi alla massima velocità con la medesima passione del motociclista di tutti i giorni, perché la passione non ammette graduatorie o distinzioni di sorta. Ma la palma dell’uomo del giorno va senza dubbio al coriaceo Michele Corallini 54 anni di cui gran parte vissuti in moto a testare pneumatici nelle più diverse condizioni esterne.
Proprio alla dodicesima ora mentre era alla guida della Kawasaki GTR 1.400 quando aveva percorso circa metà circuito ha subito la rottura di schianto del motore della potente Kawasaki. Ma per non invalidare il record dal momento che la Kawasaki a differenza della Suzuki non avrebbe comunque dovuto coprire le 24h con un unico treno, il buon Michele ha deciso di spingere la moto per i restanti 6km che lo separavano dal traguardo.
Ovviamente durante questo tragitto è stato scortato a vista da un auto con a bordo i commissari che dovevano controllare che nessuno aiutasse il pilota e che lui mantenesse la moto sulla corsia designata per il record. Fortunatamente a bordo dell’auto è salito anche un medico che monitorava le condizioni fisiche di Corallini che con tuta di pelle e stivali spingeva senza sosta i circa 300 chili della GTR con il pieno di benzina. Una volta arrivato al traguardo delle dodici ore Michele ha comunque permesso alla moto di segnare i record prefissati nelle 12 ore di test tra l’ammirazione e l’esultanza generale.
Curiosità: il battistrada a due facce
La scelta di adottare per il battistrada l’icona dell’angelo, destinato dopo circa 1000 chilometri di percorrenza a trasformarsi pian piano in demone, nasce da queste caratteristiche e dalla volontà di rendere omaggio al film Angels&Demons (con Tom Hanks, in uscita a maggio), di cui Pirelli è stato partner come fornitore di pneumatici delle auto usate in scena. La sagoma lievemente impressa di un angelo custode è visibile durante il primo periodo di vita della gomma, mentre il demone appare dopo circa 1.000 km, in base allo stile di guida.
Il battistrada che rappresenta il demone si rivela per intero solo ai piloti che raggiungono la spalla del pneumatico, sfidandoli così a scoprire fino a che punto può spingersi il demone che si cela in loro. La nuova famiglia ANGEL riunisce le attuali serie di prodotti DIABLO, SCORPION e DRAGON all’interno della gamma Pirelli Moto. In questo segmento, l’approccio di Pirelli consiste nel fornire pneumatici durevoli ed efficienti sul bagnato che rispondano alle mutate esigenze tecniche delle nuove moto Sport Touring in termini di tenuta, potenza e velocità, abbinate al massimo della sicurezza in tutte le condizioni.
Risultati finali e record

Lord Casco (quello vero!)
30 mar 2009 - 11:01 - #1angeT???
harleysta
30 mar 2009 - 12:54 - #2eh si, diamo ’sta gomma ai pilotini stradali della domenica, così si stamperanno meglio credendosi invincibili con una gomma da tre brevetti! …e patapumfete!
sv-ista
30 mar 2009 - 13:15 - #3che marchettone.
Lorissx
30 mar 2009 - 13:22 - #4E basta con ste Angel….
Gatzpacho
30 mar 2009 - 13:25 - #5ammazza, che lunga sta pubblicità!
Ermes
30 mar 2009 - 15:10 - #6Domanda fondamentale:
QUANTO COSTANO?
steppenwolf
30 mar 2009 - 15:53 - #7è una gomma da turismo, i pilotini della domenica montano rennsport, supercorsa, K3 o similari.
Ermes
30 mar 2009 - 17:24 - #8Me ne frego dei pilotini della domenica, io vado in moto tutto l’anno e guarda caso il mio meglio lo esprimo sul bagnato.
Per sapere quanto costano, mi sa che dovrò andare dal gommista, anche perchè, per le gomme, i listini sono a dir poco aleatori…
Francesco R1
30 mar 2009 - 17:33 - #9Io vado su strada e ogni tanto in pista e uso di solito sempre le Metz Sportec M3… ma queste sembra possano essere meglio sia su strada che in pista…
e prob saranno la mia porx scelta!
belli i video… la prima volta che vedo dal vero Nardò…
certo che la pista è piuttosto.. LARGA!!
KirkMichael
30 mar 2009 - 19:05 - #10qualcuno sa che vuol dire “minore fitezza dei fili”?
Qwerty come ha già scritto un giornalista su dueruote, per quanto vero che la dicitura corretta è lo pneumatico, uno pneumatico, gli pneumatici, è altrettanto vero che la lingua di Dante è contraddistinta proprio dall’essere mutevole e cangiante oltre che dall’essere molto musicale.
Converrai con me che lo/uno pneumatico suona davvero male rispetto a IL Pneumatico o I Pneumatici.
Tra l’altro questa è una regola che si sbandiera ultimamente…. Infatti quando ero più piccolo e seguivo la formula 1 di Senna, o la 500 Doohan le gomme si chiamavano ancora I Pneumatici, IL Pneumatico…
Stessa cosa sta accadendo per la parola Regime: Prima si diceva Règìme (accento sulla I) ora sento sempre più tecnici parlare di Règime (accento sulla prima E)…. ma perchè? Boh!
KirkMichael
30 mar 2009 - 19:07 - #11Francesco R1 iole ho appena prese le Metz Sportec M3….come ti sei trovato? Quanti km ci hai fatto (più strada o più pista)?
KirkMichael
30 mar 2009 - 19:16 - #12comunque a chi voleva sapere i costi…. qui le ho appena trovate
http://www.nikpneumatici.com/
120/70 stanno da 175,80 le fa 135,37 sul’anteriore mentre…
180/55 stanno da 239,40 le fa 184,34 sul posteriore Quindi avanti e dietro verrebbero intorno ai 320…
le 190/55 stanno da 241,20 le fa 185,72 sul posteriore
harleysta
30 mar 2009 - 19:23 - #13PER STEPPENWOLF: LEGGITI BENE L’ARTICOLO PILOTINO BAGNATO!
KirkMichael
30 mar 2009 - 19:58 - #14steppenwolf….non capisco l’etichetta “pilotini della domenica”. A cosa ti riferisci?
Hai comunque dimenticato un sacco di altre gomme che montano i “pilotini della domenica”. :-)
Valeforfun90xever
30 mar 2009 - 20:39 - #15una versione evoluta degli ovetti kinder..
steppenwolf
30 mar 2009 - 22:32 - #16Kirk,
mi riferico semplicemente al commento #2, non era mica per offendere.
D’altra parte anche io sono un motociclista della domenica.
Sicuro che mi sono dimenticato un sacco di gomme eramo solo i primi esempi di gomme sportive che mi sono venute in mente.
KirkMichael
30 mar 2009 - 22:45 - #17ops…scusa allora….non avevo capito il riferimento al 2
Francesco R1
31 mar 2009 - 02:32 - #18Ciao Kirk
Io con le M3 mi sono trovato benissimo
ho fatto 7.000km finora l’anteriore è ancora buono il posteriore comincia a mostrare la fine… su strada ottimi si scaldano velocmente e sono stabili in velocità anche se forse la maneggevolezza non è come un Diablo supercorsa. PErò vanno benissimo anche con climi freddi bagnato o umido.
Però ci ho girato al Mugello e a Vallelunga con la mia CBR 600 del 2008 e mi sono trovato benissimo, non sono velocissimo però alle mie andature Dei supercorsa sarebbero sprecati, visto che giro al Mugello in 2.15-2.16 e a Valle in 1.53-54, però vado di passo costante e anche a fine turno non vedo limiti della gomma….
lamps
KirkMichael
31 mar 2009 - 08:26 - #19Grazie Francesco, magari io che ho una Hornet 07, ci faccio anche qualcosa in più. Quello che mi spaventa è che si appiattisca come successo col bridgestone perchè l’estate ci vado spesso al mare con zavorrina. Speriamo bene.
Angel-ino
31 mar 2009 - 10:51 - #20Spettacolare evento, complimenti per il testo chiaro in ogni particolare e i video della meravigliosa ardua prova. Questi test sono utili anche ad aumentare il rapporto di fiducia pilota gomma, cosi’ da abbracciare tutti i motobikers……come citato dall’articolo, la scelta della gomma per l’uscita in moto diventa il piu’ delle volte un enigma…….forse ecco la soluzione: daje er gas in sicurezza!!!!
Husky 74
03 ago 2009 - 20:25 - #21Ciao a tutti , io ho un motard un 510 , monto Racetec K2 e dietro ho provato prima un Rennsport mentre adesso ho appena montato un Supercorsa , cmq , con il primo treno ho fatto circa 2000 km …… provate i Racetec , danno una stabilita’ imbarazzante , per la mia nn fanno la misura post.
ciao a tutti
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rovesandro
19 ott 2009 - 15:32 - #22Io li ho montati!
Possiedo un monster 620che uso tutto l’anno ogni giorno, per i giretti e per i viaggi estivi con bagaglio.
Ecco la mia impressione: ottima maneggevolezza, come i diablo se non di più. Molto ma molto migliori dei Michelin pilot road con i quali mi sembrava di guidare un cancello(questione di gusti personali probabilmente).
Ottima anche la stabilità in frenata, gomma sempre molto comunicativa. Anche sul bagnato infondono molta sicurezza così come sui pavè cittadini.
L’unico frangente in cui rimpiango le Diablo -giustamente vista la loro destinazione più sportiva- è la piega estrema sull’asciutto dove gli Angel hanno dimostrato minor tenuta.
Credo, pur non essendo un tecnico, che questo sia dovuto al disegno degli intagli che nella fascia più vicina alla spalla ha un rapporto pieni/vuoti molto “vuoto”.
A loro discolpa va detto che meglio dei Diablo ti fanno capire quando stai arrivando al limite.
Indubbiamente su asfalto caldo, con gomma in temperatura i Diablo mi facevano divertire di più, ma adesso che sta tornando il freddo a farmi appannare la visiera mi godo i miei Angel!
Ovviamente la mia è un’opinone personale che non vuole essere per forza la verità per tutti.
Sperando di aver chiarito le idee a qualche indeciso, un lampeggio a tutti!