Il motociclismo saluta Roberto Patrignani

Patrignani in uno dei suoi tanti viaggi Grande lutto per il mondo delle 2 ruote: dopo una lunga malattia si è spento Roberto Patrignani, uno dei più famosi, competenti ed appassionati giornalisti italiani di motociclismo che l'Italia potesse vantare. Ma Patrignani era prima di tutto un grandissimo motociclista appunto: pilota negli Anni '50 e poi esperto giramondo in moto, nato a Firenze il 21 novembre 1935 è stato anche autore di numerosi libri di successo.

La sua morte lascia un vuoto difficilmente colmabile tra gli appassionati e permettetemi di fare un piccola annotazione personale, vosto che io stesso sono cresciuto leggendo i suoi articoli, i suoi racconti in giro per il mondo e i mille aneddoti che potevano uscire dalla sua penna. E anche grazie a lui mi sono innamorato di questo strano mondo che è il giornalismo a 2 ruote.

E allora sicuramente non c'è modo migliore di ricordarlo che attraverso le parole di un altro grande del nostro mondo, Luigi Rivola che lo ha fatto attraverso le pagine di Motonline. Eccolo:

"Roberto Patrignani ha chiuso silenziosamente l'ultimo capitolo della sua vita e nella prima mattinata del 22 gennaio ha lasciato questo mondo, che aveva girato in lungo e in largo in motocicletta, in scooter e in ciclomotore, per andare a conoscerne un altro che non potrà purtroppo più descriverci con la sua prosa appassionata.

Tocca a me scrivere queste righe di cordoglio per la sua scomparsa. A me che divoravo i suoi articoli negli Anni '60, quando Patrignani provava in esclusiva i bolidi da Gran Premio dei campioni del momento, lui che era stato pilota e che, diventato giornalista specializzato – per me il più specializzato di tutti – saltava da una moto all'altra, da un Paese all'altro, riuscendo a trasmettere la sua passione a chi sognava di imitarlo.

Alcuni dei tanti libri che ha scritto nella sua lunga carriera sono conservati religiosamente nelle biblioteche dei motociclisti e sono ancora fonte di ispirazione nelle discussioni sui forum di internet, in particolare "Ti porterò a Bray Hill" dove l'autore confessa e racconta la sua infatuazione per il Tourist Trophy, "Torno subito" dove narra esperienze e avventure in moto, "In Vespa da Milano a Tokyo", un libro in cui rivive il suo raid in scooter per presenziare alle Olimpiadi del 1964.

Tra le sue innumerevoli esperienze professionali, tutte comunque legate alla moto e al suo mondo, Roberto Patrignani poteva vantare la direzione delle pubbliche relazioni di importanti marche italiane: dapprima la Moto Guzzi, poi la Brembo, la Nolan e la Cagiva, infine la Garelli. È stato anche direttore sportivo della Suzuki-Italia e della Garelli.

Nato il 21 novembre 1935 a Firenze, si è spento a Mandello del Lario, dove abitava a poche centinaia di metri dallo stabilimento della Moto Guzzi. La scomparsa di Roberto Patrignani è una grave perdita per tutto il motociclismo italiano".

via | Motonline

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