MV Agusta conferma i problemi finanziari, ma le vendite crescono

MV Agusta rompe il silenzio sulla propria situazione: dopo la separazione da KTM è in corso una riorganizzazione, mentre Art of Mobility valuta possibili nuovi partner.

MV Agusta conferma i problemi finanziari, ma le vendite crescono
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 14 set 2026

La crisi di MV Agusta non è più soltanto materia di indiscrezioni. La casa motociclistica di Schiranna ha confermato di attraversare una fase complessa dal punto di vista operativo e finanziario, spiegando di essere al lavoro per ritrovare un equilibrio dopo la separazione dal gruppo KTM.

La situazione è delicata, ma va fatta subito una distinzione importante: MV Agusta non ha annunciato la chiusura. L’azienda ha invece fatto ricorso alla Composizione Negoziata della Crisi (CNC), uno strumento previsto dalla legislazione italiana che punta ad aiutare le imprese in difficoltà a individuare un percorso di risanamento.

Contemporaneamente, Art of Mobility, società controllata dalla famiglia Sardarov e proprietaria di MV Agusta, sta valutando differenti scenari per il futuro. Tra questi c’è anche la possibilità di modificare la struttura azionaria. Tradotto: l’ingresso di nuovi partner è un’ipotesi concreta, ma al momento non ci sono nomi ufficialmente confermati.

MV Agusta in crisi: cosa significa la procedura CNC

Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio il ricorso alla Composizione Negoziata della Crisi.

Il nome può far pensare immediatamente a uno scenario definitivo, ma non è così. Si tratta di un percorso attraverso il quale un’impresa che si trova in una condizione di squilibrio economico e finanziario può lavorare, con il supporto di professionisti indipendenti, alla ricerca di una soluzione.

L’obiettivo è quindi individuare le condizioni necessarie per riequilibrare l’azienda e garantirne la continuità.

MV Agusta sottolinea inoltre che l’accesso a questo percorso presuppone la presenza di concrete prospettive di risanamento. È un dettaglio fondamentale per interpretare correttamente quanto sta accadendo a Schiranna.

La crisi esiste ed è stata riconosciuta dalla stessa società, ma non equivale automaticamente a un’insolvenza o alla fine dell’attività.

Alla base delle difficoltà c’è anche la complessa separazione dal gruppo KTM. Dopo che Art of Mobility ha recuperato il 100% della società, MV Agusta si è trovata nella necessità di ricostruire una propria autonomia industriale, operativa e finanziaria.

L’integrazione raggiunta precedentemente tra le due organizzazioni rende questa separazione più complessa di un semplice cambio di proprietà. Processi e attività devono essere nuovamente organizzati in modo indipendente e, secondo quanto spiegato dall’azienda, il lavoro prosegue ormai da diversi mesi.

Nuovi soci per MV Agusta? Le trattative ci sono, i nomi no

Il secondo punto riguarda il futuro della proprietà. Art of Mobility sta valutando diversi scenari, compresi quelli che potrebbero comportare cambiamenti nella struttura azionaria di MV Agusta. Alcune possibilità sono state analizzate e successivamente scartate perché ritenute non praticabili. Altre non avrebbero offerto sufficienti garanzie di solidità e affidabilità.

Ci sono però anche interlocutori e soluzioni che restano in fase di valutazione. Ed è qui che bisogna distinguere i fatti dalle indiscrezioni.

Sono circolate ipotesi relative a un possibile interesse di CFMOTO per un ingresso nel capitale della casa italiana. Questa eventualità, però, non è stata confermata ufficialmente da MV Agusta. Non è quindi possibile indicare oggi quale società potrebbe entrare nel capitale, con quale quota e a quali condizioni.

Ciò che risulta concreto è la ricerca di una soluzione che possa contribuire a garantire la continuità dell’azienda.

Per MV Agusta l’arrivo di un partner potrebbe avere un peso rilevante non soltanto dal punto di vista finanziario. Un nuovo socio industriale potrebbe potenzialmente incidere su produzione, distribuzione e sviluppo futuro della gamma. Ma fino alla definizione di eventuali accordi si tratta soltanto di scenari possibili.

Le vendite MV Agusta crescono nonostante le difficoltà

C’è poi un’apparente contraddizione nella situazione attuale: mentre l’azienda affronta problemi finanziari, le vendite stanno crescendo.

Nel primo semestre del 2026 MV Agusta ha registrato 2.166 immatricolazioni retail a livello mondiale, rispetto alle 2.094 dello stesso periodo del 2025. Su base comparabile, l’incremento indicato è del 3,4%.

Ancora più significativo il risultato dell’Italia, che rimane il principale mercato della casa.

Nel nostro Paese le immatricolazioni sono passate dalle 500 unità del primo semestre 2025 alle 644 del 2026, con una crescita del 28,8%.

Anche altri mercati mostrano segnali positivi. In Francia viene indicato un incremento del 42,3%, mentre negli Stati Uniti la crescita raggiunge il 24,2%.

Numeri che dimostrano come la situazione finanziaria di un costruttore non possa essere letta semplicemente guardando quante moto vende. Un’azienda può avere una domanda crescente per i propri prodotti e, contemporaneamente, trovarsi ad affrontare problemi di liquidità, costi, organizzazione industriale o struttura finanziaria.

Ed è proprio questo uno dei punti sui quali MV Agusta insiste: il marchio continua ad avere valore commerciale e industriale, ma i risultati delle vendite non sono sufficienti, da soli, a risolvere la situazione.

Per gli appassionati e soprattutto per i clienti, la questione centrale diventa quindi capire come evolverà il processo di riorganizzazione nei prossimi mesi.

L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità di MV Agusta, consolidare progressivamente le attività e creare le condizioni per un futuro più stabile.

Per ora le certezze finiscono qui. La difficoltà finanziaria è confermata, così come il ricorso alla CNC e la valutazione di differenti scenari societari. L’eventuale ingresso di un nuovo partner, invece, resta ancora da definire.

Il prossimo passaggio importante sarà proprio questo: capire chi, e a quali condizioni, potrebbe decidere di affiancare Art of Mobility nel rilancio di uno dei marchi motociclistici italiani più conosciuti al mondo.

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