MotoGP Brasile: Razgatlioglu fatica con la Yamaha, il grip resta il vero nodo

MotoGP Brasile: Razgatlioglu chiude fuori dai punti. Grip posteriore e confronto con Quartararo evidenziano i limiti Yamaha. Attesa per il Texas.

MotoGP Brasile: Razgatlioglu fatica con la Yamaha, il grip resta il vero nodo
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 23 mar 2026

Il debutto di MotoGP per Toprak Razgatlioglu continua a rivelarsi una sfida impegnativa, in particolare a causa delle difficoltà tecniche riscontrate con la Yamaha M1. Dopo un week-end brasiliano segnato da ostacoli e insoddisfazioni, il campione della Superbike non ha nascosto la sua frustrazione, puntando il dito soprattutto contro uno dei problemi più sentiti: il grip posteriore. Questa condizione tecnica si è rivelata determinante nel limitare il suo potenziale, costringendolo a una gara tutta in salita e senza punti.

La seconda tappa del mondiale delle moto per Razgatlioglu si è aperta con una nota di speranza: il sabato lo ha visto protagonista di una prestazione convincente che gli ha permesso di accedere alla Q2 e di conquistare la dodicesima posizione in griglia. Tuttavia, la domenica ha presentato un copione molto diverso. Sin dalle prime fasi della gara, il pilota turco ha dovuto lottare con una trazione precaria, in particolare in uscita dalle curve, dove la Yamaha ha palesato tutti i suoi limiti rispetto alla concorrenza. Il grip posteriore insufficiente si è tradotto in una progressiva perdita di posizioni, fino a concludere in diciassettesima e penultima piazza, staccato di oltre 30 secondi dal vincitore.

Nel post-gara, Razgatlioglu ha analizzato senza filtri la situazione: “Il grip al posteriore è strano. Gli altri costruttori hanno più grip della Yamaha”. Queste parole racchiudono il senso di disagio vissuto dal pilota, che si trova a dover domare una moto poco competitiva sul piano della trazione. Il confronto diretto con il compagno di squadra Quartararo è stato illuminante: “Quando ero dietro a Fabio riuscivo a recuperare in curva, ma appena apriva il gas aveva sempre un vantaggio enorme. Forse ha gestito meglio la gomma o aveva un setup superiore”. La differenza tra i due piloti, dunque, non è solo tecnica ma anche strategica, legata alla gestione degli pneumatici e all’assetto della moto.

Un momento chiave della gara è arrivato nell’ultimo terzo, quando un errore in curva 1 ha interrotto il duello tra Razgatlioglu e Quartararo. Da quel momento, il pilota turco si è ritrovato isolato in pista, senza riferimenti, incapace di ritrovare il ritmo e di ricucire il distacco. “Ho perso il contatto e da quel momento non avevo più riferimenti”, ha ammesso, sottolineando come l’aspetto psicologico e la mancanza di stimoli possano pesare tanto quanto i limiti tecnici.

Nonostante le criticità, il week-end brasiliano ha offerto anche spunti positivi per il futuro. Razgatlioglu ha infatti evidenziato progressi nella comprensione del freno motore e della fase di frenata, aspetti cruciali per il suo processo di adattamento alla MotoGP. “Adesso sono più soddisfatto della frenata. Vedremo in Texas, non ho mai corso lì”, ha dichiarato, mostrando una mentalità proiettata verso la crescita e il miglioramento. Questi piccoli passi avanti potrebbero rivelarsi fondamentali nella costruzione di una stagione più solida.

Va sottolineato che le difficoltà non hanno riguardato solo Razgatlioglu: il circuito di Goiania si è dimostrato insidioso per tutti i piloti, con un asfalto complicato che ha messo a dura prova la gestione delle gomme e la stabilità delle moto. Tuttavia, questo dato non basta a giustificare il gap tecnico che separa la Yamaha dalla concorrenza. La sfida vera, infatti, resta quella di colmare questo divario, attraverso un lavoro di sviluppo che coinvolga sia il team che il pilota.

Il percorso di Toprak Razgatlioglu in MotoGP si sta quindi rivelando una vera e propria prova di maturità. Le difficoltà di adattamento, le differenze con la Superbike e le carenze tecniche della Yamaha sono ostacoli reali, ma rappresentano anche stimoli per migliorare e trovare nuove soluzioni. Il prossimo appuntamento in Texas sarà un banco di prova decisivo: lì, su una pista mai affrontata prima, si vedrà se il lavoro fatto su freno motore e gestione della gara porterà i frutti sperati, o se la ricerca del grip posteriore continuerà a essere il tema dominante della stagione.

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