Ducati cresce nei test di Jerez: Bagnaia vede segnali positivi

Test MotoGP 2026 a Jerez: Bagnaia parla di miglioramenti Ducati tra aerodinamica ed elettronica. Scopri cosa aspettarsi nelle prossime gare.

Ducati cresce nei test di Jerez: Bagnaia vede segnali positivi
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 29 apr 2026

Segnali positivi, ma senza facili entusiasmi. Dopo i test di Jerez, Francesco Bagnaia traccia un bilancio lucido della giornata di lavoro con Ducati, parlando di miglioramenti concreti, soprattutto sul fronte aerodinamico, ma anche di aspetti ancora da risolvere.

Sul circuito di Circuito di Jerez, il lavoro si è concentrato su due aree chiave: aerodinamica ed elettronica, fondamentali per ritrovare competitività dopo un avvio di stagione non semplice.

Test Jerez: Ducati cerca il passo avanti

Il test spagnolo era considerato un momento cruciale per Ducati, e secondo Bagnaia qualcosa si è mosso. Il pilota italiano ha confermato che il lavoro fatto ha portato indicazioni utili, con alcune novità che potrebbero arrivare già nelle prossime gare.

In particolare, l’aerodinamica ha dato risposte incoraggianti. Le nuove soluzioni provate sembrano migliorare la capacità della moto di mantenere velocità in curva senza compromettere la traiettoria. Un dettaglio tutt’altro che secondario in MotoGP, dove la fluidità è spesso la chiave per essere veloci sul giro.

Diverso il discorso sull’elettronica, che resta più complessa da ottimizzare. Bagnaia ha parlato di una situazione ancora in evoluzione, con diverse prove che non sempre hanno portato risultati chiari. Tuttavia, un test specifico avrebbe indicato una possibile direzione di sviluppo.

Aerodinamica: il vero punto di svolta?

Il lavoro sull’aerodinamica è stato intenso e articolato. Ducati ha portato in pista diverse configurazioni, anche provenienti da evoluzioni precedenti, con l’obiettivo di trovare il miglior equilibrio possibile.

Secondo Bagnaia, il limite non è tanto sperimentare, quanto migliorare una base già molto competitiva come quella della moto precedente. La GP24, infatti, era considerata estremamente completa, con buona stabilità, velocità sul rettilineo e agilità.

Proprio per questo motivo, fare un passo avanti richiede interventi mirati. A Jerez sembra essere emersa una combinazione più efficace, anche se serviranno ulteriori verifiche prima di considerarla definitiva.

Obiettivo Le Mans: arrivare più pronti

Lo sguardo è già rivolto alla prossima gara, sul circuito di Circuito Bugatti di Le Mans. Bagnaia spera di poter utilizzare alcune delle soluzioni testate, soprattutto quelle aerodinamiche che hanno dato i segnali più positivi.

Le Mans, per caratteristiche, potrebbe adattarsi meglio alla Ducati attuale. È una pista dove conta molto la velocità in percorrenza di curva, e una moto capace di “girare” bene può fare la differenza. Resta però il nodo della disponibilità tecnica: portare aggiornamenti in tempi rapidi non è mai semplice, anche se Bagnaia ha lasciato intendere fiducia nella capacità del team di accelerare lo sviluppo.

Consumo gomme e limiti ancora presenti

Tra gli aspetti da monitorare c’è anche il consumo degli pneumatici, uno dei punti critici emersi nelle prime gare della stagione. Il comportamento della moto, soprattutto quando diventa più efficace in curva, può influenzare direttamente l’usura delle gomme.

Nei test di Jerez non sono emerse criticità evidenti, ma il vero banco di prova resta la gara. Solo in condizioni di gara si possono valutare davvero durata e prestazioni degli pneumatici. Questo significa che, nonostante i segnali positivi, alcune incognite restano aperte.

Bilancio: segnali positivi, ma lavoro ancora lungo

Il giudizio finale di Bagnaia è sintetico ma significativo: “più sì che no”. Un modo per dire che i progressi ci sono stati, ma non sono ancora sufficienti per parlare di svolta definitiva. Ducati sembra aver trovato una direzione, soprattutto sul piano aerodinamico, ma serve continuità. Il lavoro su elettronica e gestione gara sarà decisivo per trasformare questi miglioramenti in risultati concreti. Le prossime gare, a partire da Le Mans, diranno se questo test rappresenta davvero un punto di svolta o solo un passo intermedio in un percorso ancora lungo.

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