MotoGP, accordo storico fino al 2031: confermati tutti gli 11 team

MotoGP e gli 11 team della griglia firmano un accordo fino al 2031. In arrivo nuove regole tecniche e l'addio agli holeshot device.

MotoGP, accordo storico fino al 2031: confermati tutti gli 11 team
M S
Massimo Schimperla
Pubblicato il 24 giu 2026

La MotoGP compie un passo fondamentale verso il proprio futuro. Dopo mesi di trattative e confronti tra organizzatori, costruttori e squadre, è stato raggiunto un accordo che garantirà la stabilità del campionato fino al termine della stagione 2031.

Le undici strutture attualmente presenti sulla griglia hanno infatti sottoscritto un nuovo contratto commerciale che entrerà in vigore dal 2027 e accompagnerà il Motomondiale per i successivi cinque anni. Una decisione che rappresenta una delle operazioni più importanti degli ultimi anni per la categoria regina del motociclismo e che arriva in un momento cruciale, alla vigilia di una profonda rivoluzione tecnica.

L’intesa permette a MotoGP di affrontare con maggiore serenità la transizione verso i nuovi regolamenti e garantisce alle squadre una prospettiva chiara sul lungo periodo.

Tutti gli 11 team confermano la presenza fino al 2031

L’accordo arriva pochi giorni dopo il rinnovo degli impegni sottoscritti dai principali costruttori coinvolti nel campionato. Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha avevano già definito la propria permanenza, completando così un quadro che ora appare decisamente più stabile.

Le trattative con le case ufficiali avevano richiesto più tempo del previsto e avevano inevitabilmente rallentato alcune operazioni di mercato, comprese diverse trattative tra piloti e team.

Con la situazione finalmente definita, il paddock ha ripreso rapidamente il proprio ritmo. Nelle ultime settimane non sono infatti mancati annunci importanti che hanno coinvolto alcuni dei protagonisti più attesi della MotoGP.

Il nuovo accordo conferma la presenza delle undici squadre che attualmente compongono la griglia del campionato:

  • Aprilia Racing
  • BK8 Gresini Racing MotoGP
  • Ducati Lenovo Team
  • Honda HRC Castrol
  • LCR Honda
  • Monster Energy Yamaha MotoGP
  • Pertamina Enduro VR46 Racing Team
  • Prima Pramac Yamaha MotoGP
  • Red Bull KTM Factory Racing
  • Red Bull KTM Tech3
  • Trackhouse MotoGP Team

La conferma di tutte le strutture rappresenta un segnale importante per la salute economica e sportiva del campionato, che continua a mantenere un equilibrio tra team ufficiali e squadre indipendenti.

Dal 2027 cambiano le regole: addio agli holeshot device

Oltre all’aspetto commerciale, il nuovo accordo è accompagnato da una significativa novità regolamentare.

A partire dal 2027 saranno infatti eliminati gli holeshot device, i sistemi meccanici utilizzati per modificare temporaneamente l’altezza della moto durante le partenze e in alcune fasi della gara.

Questi dispositivi, introdotti negli ultimi anni e rapidamente adottati dalla maggior parte delle squadre, hanno contribuito a migliorare accelerazione e stabilità nelle partenze, ma hanno anche aumentato la complessità tecnica delle moto moderne.

La loro abolizione rientra in una strategia più ampia volta a semplificare alcuni aspetti tecnici della categoria e a mantenere sotto controllo costi e sviluppo tecnologico.

Secondo gli organizzatori, la modifica contribuirà inoltre a migliorare la sicurezza e a rendere più omogenee le prestazioni tra i vari costruttori.

Il nuovo quadro normativo è stato accolto positivamente dalla maggior parte dei team, che vedono nella stabilità regolamentare uno strumento essenziale per pianificare investimenti e programmi tecnici sul lungo periodo.

Motori 850 cc e nuova era per la MotoGP

La ragione principale che ha spinto organizzatori e squadre a definire rapidamente questo accordo è legata alla profonda trasformazione tecnica che interesserà la MotoGP nei prossimi anni.

Dal 2027 gli attuali propulsori da 1.000 cc lasceranno infatti spazio a una nuova generazione di motori da 850 cc, una delle modifiche più significative degli ultimi decenni.

L’obiettivo della Federazione e dei promotori è duplice. Da una parte si punta a contenere le velocità massime raggiunte dalle moderne MotoGP, che negli ultimi anni hanno toccato valori sempre più elevati. Dall’altra si vuole migliorare ulteriormente la sicurezza dei piloti senza compromettere lo spettacolo in pista.

La riduzione della cilindrata rappresenta soltanto uno degli elementi della nuova era tecnica che attende il campionato.

Secondo Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato del gruppo che gestisce il Motomondiale, il nuovo accordo crea le basi per una fase di crescita destinata a rafforzare ulteriormente la MotoGP a livello globale.

Anche Lucio Cecchinello, presidente dell’IRTA e responsabile del team LCR Honda, ha sottolineato l’importanza dell’intesa, evidenziando come la stabilità economica e regolamentare sia fondamentale per consentire alle squadre di continuare a investire in progetti sportivi di alto livello.

La combinazione tra nuove regole tecniche, motori da 850 cc e accordi commerciali di lungo periodo permette quindi alla MotoGP di guardare al futuro con maggiore sicurezza.

Per gli appassionati significa una cosa sola: il campionato si prepara a entrare in una nuova fase della sua storia, mantenendo intatto il proprio livello competitivo ma con un quadro più stabile e sostenibile. Una base solida su cui costruire il prossimo capitolo della categoria regina del motociclismo mondiale.

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