Isla di Man: turista espulso dopo una folle corsa a 190 km/h

Un motociclista britannico è stato espulso dall’Isola di Man dopo essere stato fermato a quasi 190 km/h durante il TT 2026.

Isla di Man: turista espulso dopo una folle corsa a 190 km/h
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 27 mag 2026

Il Tourist Trophy dell’Isola di Man continua a essere uno degli eventi motociclistici più affascinanti e pericolosi al mondo. Ogni anno migliaia di appassionati raggiungono l’isola per respirare l’atmosfera unica delle road races e vedere da vicino le moto più veloci del pianeta.

Ma c’è anche chi finisce per confondere le strade pubbliche con il circuito. Ed è esattamente quello che è successo a un motociclista britannico di 36 anni, protagonista di una vicenda che sta facendo molto discutere durante il TT 2026.

L’uomo è stato infatti fermato dalla polizia mentre viaggiava a quasi 190 km/h su una strada dove il limite era fissato a 80 km/h. Risultato: patente sospesa, multa immediata ed espulsione dall’Isola di Man.

Fermato a quasi 190 km/h con la sua Honda Fireblade

Il protagonista della vicenda si chiama Oliver Charles Bolan, manager britannico arrivato sull’isola per seguire il Tourist Trophy. Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, tutto è successo nel pomeriggio di lunedì nella zona di Kirk Michael, uno dei tratti più famosi del percorso del TT.

A notare la Honda Fireblade è stato un agente della polizia che pattugliava la zona con una moto civetta priva di segni distintivi. L’agente ha iniziato a seguire il motociclista osservando una guida sempre più aggressiva e velocità molto elevate anche in aree trafficate. La situazione è peggiorata rapidamente quando il pilota ha iniziato a effettuare sorpassi invadendo la corsia opposta.

La velocità “shock” registrata dalla polizia

Il momento più grave è arrivato sul rettilineo di Cronk-y-Voddy. Qui il radar della polizia ha registrato la superbike a 118 miglia orarie, equivalenti a circa 190 km/h. Il problema è che in quel tratto il limite massimo consentito era di appena 50 mph, cioè circa 80 km/h.

Una velocità considerata estremamente pericolosa soprattutto durante le settimane del TT, quando le strade dell’isola sono piene di motociclisti, turisti e residenti.

Pochi chilometri più avanti un’altra pattuglia, già allertata via radio, ha bloccato il motociclista nei pressi del ponte di Ballig Bridge procedendo all’arresto immediato per guida pericolosa.

Processo immediato durante il Tourist Trophy

Durante il Tourist Trophy, l’Isola di Man adotta controlli particolarmente severi. Le autorità locali sanno bene che molti appassionati arrivano sull’isola con la tentazione di imitare i piloti del TT sulle strade aperte al traffico. Per questo motivo vengono organizzati anche processi rapidi straordinari per giudicare immediatamente i casi più gravi.

Il giorno successivo all’arresto, Bolan è quindi comparso davanti al tribunale di Douglas. La difesa ha provato a ridimensionare la situazione spiegando che il motociclista era pentito e che la patente fosse fondamentale per il suo lavoro quotidiano. L’uomo avrebbe inoltre chiesto scusa sia agli agenti sia ai cittadini presenti sulle strade dell’isola.

“Se la patente fosse importante non guiderebbe da lunatico”

Le scuse però non sono bastate. La giudice aggiunta Rachael Braidwood si è mostrata durissima nei confronti del motociclista britannico, criticando apertamente il rischio creato per residenti e turisti durante uno degli eventi più delicati dell’anno.

Secondo quanto riportato, la magistrata avrebbe definito “scioccante” la velocità raggiunta dalla Honda Fireblade su strada pubblica. E la frase più dura è arrivata proprio quando la difesa ha insistito sull’importanza della patente per il lavoro dell’imputato.

“Se la patente fosse davvero così importante per lei, non avrebbe guidato come un lunatico sulle nostre strade”, avrebbe dichiarato la giudice.

Vacanza finita: moto rispedita nel Regno Unito

La sentenza è stata pesante.

Il motociclista ha ricevuto:

  • una multa da 500 sterline
  • ulteriori spese processuali
  • sospensione della patente per tre mesi sull’isola

Non solo. Una volta terminato il periodo di sospensione, il pilota dovrà anche sostenere un nuovo esame di guida per riottenere i propri diritti di circolazione sul territorio manese. Ma il dettaglio più clamoroso riguarda la moto.

La giudice ha infatti ordinato che la Honda Fireblade venga rimossa immediatamente dall’isola, obbligando il proprietario a organizzare il rientro nel Regno Unito. Di fatto, le sue vacanze al Tourist Trophy sono terminate sul posto.

L’Isola di Man non è una pista aperta

Molti appassionati pensano ancora che durante il TT l’Isola di Man diventi una sorta di “zona franca” senza limiti. La realtà è molto diversa. È vero che alcuni tratti come la famosa A18 Mountain Road restano privi di limiti di velocità nelle zone rurali durante alcuni orari specifici, ma questo non significa che tutto sia permesso.

Nei centri abitati, nei villaggi e nelle aree trafficate continuano infatti a essere applicati limiti severi e controlli rigidissimi. Ed episodi come questo dimostrano quanto le autorità dell’isola siano sempre meno tolleranti verso chi trasforma il TT in una gara illegale su strada aperta.

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