Honda Transalp 600 diventa una enduro: pesa 12 kg in meno
Una Honda Transalp XL600V del 1992 diventa una enduro da circa 190 kg con forcella WP, componenti Africa Twin e numerosi pezzi su misura.
La Honda Transalp 600 è nata per viaggiare, affrontare strade dissestate e permettere di macinare chilometri senza troppi pensieri. Ma cosa succede eliminando buona parte delle sovrastrutture originali e aggiungendo sospensioni più specialistiche? Il risultato può essere una sorta di maxi enduro vecchia scuola, ed è proprio quello che ha realizzato il tedesco Marc Pfaffl partendo da una XL600V del 1992.
La moto originale è stata completamente smontata e ricostruita con un obiettivo preciso: renderla più semplice, leggera ed efficace lontano dall’asfalto, senza perdere le qualità da viaggiatrice della Transalp.
Il motore V2 da 583 cc è rimasto sostanzialmente originale e sviluppa circa 50 CV. A cambiare profondamente sono invece ciclistica e carrozzeria. Davanti troviamo una forcella rovesciata WP da 48 mm, dietro componenti provenienti dall’Africa Twin RD04 e un ammortizzatore Wilbers. Il peso stimato è sceso dai circa 202 kg della moto originale a 190 kg in ordine di marcia.
Honda Transalp 600, da adventure a enduro
La base utilizzata per il progetto è una Honda Transalp XL600V PD06 del 1992, acquistata direttamente dal primo proprietario con appena 18.000 km percorsi.
Meccanicamente la moto si presentava in buone condizioni ed era ancora sostanzialmente originale. Alcune plastiche laterali erano però danneggiate. Invece di iniziare un normale restauro, Pfaffl ha scelto di trasformarla.
Un dettaglio curioso riguarda il luogo in cui è avvenuta buona parte del lavoro: il seminterrato di casa. Dopo un primo smontaggio, la Transalp è stata portata al piano inferiore e trasformata in quella che sarebbe diventata l’officina del progetto. Una volta completata la parte principale della preparazione, moto e componenti sono stati riportati all’esterno con l’aiuto del padre e del fratello, per terminare il montaggio in garage.
L’ispirazione arriva dalle vecchie moto da rally, dalle Honda XL600 e dalle preparazioni in stile Baja. L’obiettivo non era creare una special particolarmente sofisticata dal punto di vista estetico, ma ottenere una moto essenziale e utilizzabile.
Via quindi la grande carenatura anteriore che caratterizza la Transalp originale. Al suo posto è comparsa una mascherina minimalista con faro LED, decisamente più vicina al mondo enduro.
Forcella WP e forcellone dell’Africa Twin
È soprattutto sotto la carrozzeria che questa Transalp 600 custom si allontana dal modello di serie.
L’avantreno originale è stato sostituito con una forcella WP rovesciata da 48 mm, abbinata alle piastre provenienti da una KTM 640 Adventure. Una modifica importante per una moto progettata alla fine degli anni Ottanta, soprattutto considerando l’obiettivo di aumentarne le capacità in fuoristrada.
Anche il retrotreno è stato profondamente modificato. Il progetto utilizza forcellone e leveraggi di una Honda Africa Twin RD04, abbinati a un ammortizzatore Wilbers.
Secondo il suo creatore, la nuova configurazione delle sospensioni rende la moto più stabile e composta, tanto da restituire sensazioni più moderne rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da una Transalp di questa età.
Il lavoro ha interessato anche lo scarico, con un terminale Laser e collettori realizzati in acciaio inox.
Molti componenti sono stati realizzati con la stampa 3D
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la quantità di componenti progettati direttamente dal proprietario.
La stampa 3D è stata utilizzata per produrre il supporto della nuova mascherina anteriore, nel quale sono integrati anche gli attacchi degli indicatori di direzione Motogadget. Con lo stesso procedimento sono stati realizzati il copripignone, il supporto dei fusibili, quello della strumentazione e altri piccoli elementi.
La carrozzeria posteriore non è invece completamente nuova. I pannelli laterali e le plastiche originali sono stati conservati, ma progressivamente tagliati e modificati per ottenere un profilo più snello.
La parte posteriore è stata poi rinforzata con elementi in alluminio, mentre la sella è stata modificata introducendo un sistema di sgancio rapido. Completa il tutto un portatarga minimalista.
Il risultato conserva quindi alcuni elementi riconoscibili della vecchia Transalp, ma elimina buona parte di quella carrozzeria abbondante che caratterizzava il modello originale.
Una frizione che si aziona con un solo dito
C’è poi una modifica molto meno evidente, ma particolarmente importante per chi utilizza una moto in fuoristrada: il comando della frizione.
Non trovando sul mercato una soluzione specifica per la Transalp, Pfaffl ha progettato autonomamente un sistema pensato per consentire di azionare la frizione con un solo dito.
L’obiettivo è ridurre lo sforzo quando il comando viene utilizzato continuamente, come può accadere nei passaggi tecnici in fuoristrada o durante le lunghe giornate in moto.
È proprio questa una delle modifiche di cui il costruttore va maggiormente fiero, perché non consiste nell’adattamento di un semplice componente aftermarket, ma in una soluzione sviluppata appositamente durante il progetto.
Il V2 resta originale, ma il peso scende a circa 190 kg
Il motore non aveva bisogno di grandi rivoluzioni. Il bicilindrico a V da 583 cc è rimasto infatti sostanzialmente nella configurazione originale e sviluppa circa 50 CV.
La priorità non era aumentare le prestazioni in accelerazione o la velocità massima, quanto migliorare il comportamento generale della moto.
Il lavoro di alleggerimento ha portato risultati concreti. La Transalp originale pesava circa 202 kg pronta a marciare, mentre questa preparazione viene stimata intorno ai 190 kg. Parliamo quindi di una riduzione nell’ordine dei 12 kg.
Non diventa certamente una leggera enduro monocilindrica, ma questo non era l’obiettivo. Il progetto cerca piuttosto di combinare il carattere e la versatilità del vecchio V2 Honda con sospensioni più moderne, meno sovrastrutture e una configurazione maggiormente orientata allo sterrato.
Quasi quarant’anni dopo la nascita della prima Transalp, questa XL600V trasformata in enduro mostra così un lato diverso della storica adventure Honda: meno protezione aerodinamica e plastica, più semplicità e componenti da fuoristrada. E soprattutto un progetto realizzato quasi interamente in casa, partendo da una moto che per il suo proprietario è stata anche la prima vera due ruote.