Honda torna al 1966: la RC213V veste i colori di Hailwood per il GP del Giappone

Honda celebra 60 anni nella classe regina con una RC213V speciale a Motegi, ispirata alla RC181 portata al successo da Mike Hailwood nel 1966.

Honda torna al 1966: la RC213V veste i colori di Hailwood per il GP del Giappone
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 1 ott 2026

Sessant’anni separano due moto che tecnicamente appartengono quasi a mondi diversi, ma per un weekend avranno gli stessi colori. In occasione del Gran Premio del Giappone 2026, Honda vestirà le RC213V ufficiali con una livrea celebrativa ispirata alla RC181 del 1966, la motocicletta con cui la Casa giapponese iniziò la propria avventura nella classe regina del Motomondiale.

A portarla in pista a Motegi saranno Luca Marini e Somkiat Chantra, chiamato a sostituire Joan Mir. Un omaggio particolarmente significativo proprio nella gara di casa di Honda, a sessant’anni esatti dall’esordio nella vecchia classe 500.

Tutto cominciò con la RC181

Era il 1966 quando Honda decise di affrontare per la prima volta la categoria di maggiore cilindrata del Mondiale. La RC181 si presentò con un quattro cilindri in linea di 489,9 cc, distribuzione bialbero e quattro valvole per cilindro.

Il debutto si trasformò immediatamente in qualcosa di più di un semplice apprendistato. Honda conquistò cinque vittorie in nove gare: due arrivarono con Jim Redman e altre tre con Mike Hailwood.

Il britannico concluse il Mondiale al secondo posto dietro a Giacomo Agostini e alla MV Agusta, ma Honda riuscì comunque a conquistare il titolo costruttori. Un risultato che trasformò la RC181 nella prima pietra di una storia destinata a diventare molto più grande.

Hailwood contro Agostini

La RC181 rimase in gara soltanto per due stagioni. Nel 1967 Hailwood terminò nuovamente secondo alle spalle di Agostini, prima che Honda decidesse di lasciare la 500 al termine del campionato.

La carriera della moto fu breve ma intensa: dieci successi in 19 gare disputate tra il 1966 e il 1967. Dopo il ritiro iniziò invece una lunga parentesi lontano dalla categoria principale.

Honda sarebbe tornata nella classe regina soltanto nel 1979, mentre per ritrovare il titolo piloti avrebbe dovuto attendere il 1983, quando Freddie Spencer conquistò il Mondiale 500.

Sessant’anni dopo arriva la RC213V

Da allora il palmarès della Casa giapponese è cresciuto enormemente. Honda conta 21 titoli piloti nella classe regina, anche se l’ultimo risale al 2019, stagione dominata da Marc Márquez con la squadra ufficiale.

La RC213V attuale rappresenta inevitabilmente un universo tecnologico lontanissimo dalla RC181, ma a Motegi sarà proprio l’estetica a ricongiungere le due epoche. La livrea riprenderà infatti quella utilizzata sessant’anni fa dalla moto di Hailwood e Redman.

Il richiamo storico arriva inoltre in una fase particolare per Honda, impegnata da diverse stagioni nel percorso necessario per tornare stabilmente ai vertici della MotoGP.

Cinque Honda al via a Motegi

Anche la formazione del weekend giapponese sarà particolare. Joan Mir non prenderà parte alla gara mentre prosegue il proprio recupero e al fianco di Marini sulla seconda moto ufficiale ci sarà Somkiat Chantra.

La presenza Honda sulla griglia sarà ulteriormente rafforzata da Takaaki Nakagami, schierato come wild card. A Motegi saranno quindi complessivamente cinque le RC213V al via.

Ma gli occhi saranno inevitabilmente attratti soprattutto dalle due moto ufficiali. In un campionato nel quale aerodinamica, elettronica e tecnologia hanno trasformato profondamente l’aspetto delle MotoGP, Honda riporterà per qualche giorno sulla propria carena un’immagine nata nel 1966. Un modo per ricordare che, molto prima della RC213V e dei 21 titoli piloti, la storia nella classe regina cominciò dalla RC181.

 

 

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