Honda ammette la delusione in MotoGP: "Ci aspettavamo qualcosa in più"
Honda riconosce che la stagione MotoGP 2026 è sotto le aspettative. Alberto Puig analizza i risultati e spiega perché il 2027 è già una priorità.
La stagione MotoGP 2026 non sta rispettando le aspettative di Honda. Dopo un finale di 2025 che aveva lasciato intravedere segnali di ripresa, la Casa giapponese si trova oggi a fare i conti con una crescita più lenta del previsto. A confermarlo è Alberto Puig, team manager di HRC, che ha ammesso come i risultati ottenuti finora siano inferiori a quelli sperati, nonostante i progressi compiuti dalla RC213V.
Honda sotto le aspettative dopo undici Gran Premi
I numeri fotografano una situazione diversa rispetto a quella vissuta un anno fa. Dopo le prime undici gare della stagione, Honda ha raccolto 109 punti, mentre nello stesso momento del campionato 2025 ne aveva conquistati 141.
Il confronto evidenzia un calo significativo, soprattutto considerando che lo scorso anno la RC213V sembrava aver intrapreso un percorso di crescita. Nel 2025 Honda era riuscita anche a interrompere un lungo digiuno di vittorie conquistando il Gran Premio di Francia, oltre a salire altre tre volte sul podio in gare disputate sull’asciutto.
Nel 2026, invece, i risultati sono stati più complicati da ottenere. Joan Mir era riuscito a conquistare un podio nel Gran Premio di Catalogna, ma il risultato è stato successivamente cancellato a causa di una sanzione legata alla pressione degli pneumatici.
Al di là di quell’episodio, Honda continua a faticare nel trasformare i miglioramenti tecnici in piazzamenti costanti nelle posizioni di vertice.
Alberto Puig: “La moto è migliorata, ma non basta”
A fare il punto della situazione è stato Alberto Puig, che ha riconosciuto come all’interno di HRC ci fosse l’aspettativa di compiere un ulteriore salto di qualità durante questa stagione.
Secondo il manager spagnolo, la RC213V è cresciuta sotto alcuni aspetti tecnici e, mediamente, risulta più costante rispetto allo scorso anno. Tuttavia, questi progressi non si sono tradotti in risultati concreti.
Puig ha spiegato che Honda è riuscita a migliorare la moto, ma ha ammesso che probabilmente questo non è stato sufficiente per compiere quel secondo passo necessario a ridurre il distacco dai costruttori che oggi guidano la MotoGP.
L’obiettivo resta quindi quello di sfruttare al massimo ogni weekend di gara, lavorando soprattutto sull’assetto e sulla messa a punto della RC213V, aspetti che possono ancora fare la differenza in alcuni circuiti.
Il progetto 2027 è già al centro dello sviluppo
Uno dei motivi che rende complicata l’evoluzione della moto attuale è rappresentato dall’arrivo del nuovo regolamento tecnico previsto per il 2027.
Come accade per tutti i costruttori, anche Honda sta destinando una parte importante delle proprie risorse allo sviluppo del futuro prototipo che debutterà con le nuove regole.
Questo significa che gli aggiornamenti introdotti sulla RC213V nel corso del 2026 non servono soltanto a migliorare la stagione in corso, ma rappresentano anche un banco di prova per raccogliere dati e soluzioni utili per la moto del futuro.
Puig ha spiegato che alcune delle novità sviluppate quest’anno sono già pensate in funzione del progetto 2027 e potranno contribuire alla crescita del nuovo prototipo. Proprio per questo motivo sarà difficile assistere a una rivoluzione tecnica della RC213V nei prossimi mesi.
Honda continuerà comunque a lavorare per ottenere il massimo dalle gare rimanenti, cercando di migliorare la competitività attraverso piccoli affinamenti piuttosto che con aggiornamenti radicali.
La priorità sarà aumentare la costanza dei risultati e ridurre il distacco dai principali avversari, senza perdere di vista il progetto che potrebbe segnare una svolta per il marchio giapponese. Il 2027 rappresenta infatti il vero obiettivo strategico di HRC: costruire una MotoGP completamente nuova, capace di riportare Honda stabilmente nella lotta per vittorie e titoli mondiali.