Due ruote, un mercato spaccato: chi sale e chi scende nel 2025
Il mercato delle due ruote in Italia nel 2025 vede scooter in crescita, moto in calo e una domanda elettrica debole. Analisi dei dati ANCMA.
Il mercato due ruote in Italia si presenta nel 2025 come uno scenario ricco di contrasti e in continua evoluzione, confermando la sua centralità all’interno della mobilità urbana e nazionale. Le dinamiche che caratterizzano l’inizio dell’anno riflettono una realtà frammentata, dove la crescita e la contrazione convivono tra segmenti diversi, evidenziando la necessità di un’analisi dettagliata per comprendere appieno le tendenze che plasmano il settore.
Secondo i dati forniti da Confindustria ANCMA, il 2025 si apre con 345.287 immatricolazioni totali, un valore che segna una flessione del 7,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, dietro questa cifra si celano andamenti molto differenti tra le varie categorie di veicoli. A brillare sono soprattutto gli scooter, che confermano il loro ruolo di protagonisti della mobilità sostenibile e urbana, con 197.043 unità vendute e una crescita significativa del 5,5%. Questa performance positiva testimonia come la domanda si stia spostando sempre più verso soluzioni pratiche, economiche e in linea con le esigenze delle grandi città, dove agilità e riduzione delle emissioni sono diventate priorità per molti utenti.
In netta contrapposizione, il segmento delle moto vive un momento di difficoltà, registrando una brusca contrazione del 19,2% e fermandosi a 134.480 veicoli venduti. Questo dato negativo solleva interrogativi sulle cause strutturali che stanno influenzando le scelte dei consumatori, imponendo una riflessione sulle strategie future per rilanciare un comparto che, storicamente, ha rappresentato un pilastro della passione e della mobilità italiana.
Il confronto con il 2023 offre tuttavia spunti di cauto ottimismo: il saldo complessivo del mercato è infatti positivo, con un incremento del 2,2% trainato dal balzo degli scooter (+13,53%), che riescono a compensare in parte il persistente calo delle moto (-7,5%). In questo contesto, i ciclomotori rappresentano l’anello debole della catena, con un crollo del 31,93% e sole 13.764 unità immatricolate. La tendenza segnala una crescente preferenza dei consumatori per soluzioni più performanti o, in alternativa, per il mercato dell’usato, che mostra segni di vivacità e una crescente attrattiva per chi cerca opzioni economicamente vantaggiose.
Il mese di dicembre 2025 si distingue per l’effetto distorsivo causato dall’entrata in vigore dello standard Euro 5+, che aveva generato un vero e proprio boom di immatricolazioni nell’ultimo mese del 2024, con ben 373.344 veicoli venduti, il risultato migliore dal 2011. Il confronto con questo picco straordinario penalizza inevitabilmente il dato mensile di fine 2025, che registra un crollo del 62,10% e si attesta a sole 11.213 unità. Tutti i segmenti risultano colpiti: i ciclomotori subiscono una flessione del 74,21%, gli scooter del 39,91% e le moto del 72,95%. Questi numeri riflettono le conseguenze di una regolamentazione stringente e di un mercato che fatica a ritrovare equilibrio dopo un periodo di forti oscillazioni.
Sul fronte della mobilità sostenibile, il bilancio resta critico. Il 2025 si chiude con un calo del 15,82% per i veicoli elettrici, che raggiungono appena 8.561 immatricolazioni. In particolare, i ciclomotori a batteria soffrono maggiormente, con una contrazione del 27,22%, seguiti dagli scooter elettrici che perdono il 13,95% e si fermano a 4.850 unità. Questi dati confermano come il percorso verso una mobilità più green sia ancora irto di ostacoli, nonostante la presenza di incentivi e una crescente attenzione alla sostenibilità. Le principali barriere restano il costo elevato dei veicoli e la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica, elementi che continuano a frenare una piena espansione del segmento elettrico.
Nel panorama dei quadricicli elettrici si evidenzia una forte polarizzazione. I modelli con motore termico subiscono un vero e proprio tracollo, perdendo il 46% delle immatricolazioni e fermandosi a 3.854 unità, complice la fine delle serie e la transizione verso soluzioni più sostenibili. Al contrario, i quadricicli elettrici riescono a limitare i danni, con una flessione contenuta dell’1,32% e 13.110 unità vendute, grazie anche al supporto degli incentivi primaverili. Nel complesso, il segmento chiude l’anno con un calo del 16,93% e 16.964 veicoli immatricolati, confermando una fase di transizione che potrebbe riservare sviluppi interessanti nei prossimi anni.
Il presidente di ANCMA, Mariano Roman, sottolinea come, nonostante le distorsioni normative e i fattori macroeconomici che hanno eroso la fiducia dei consumatori, le due ruote mantengano una posizione strategica nella mobilità ricreativa, turistica e sportiva italiana. La vitalità del comparto scooter è la prova tangibile di una domanda in costante evoluzione, sempre più orientata verso soluzioni urbane e sostenibili. Al tempo stesso, la flessione delle moto invita a ripensare le strategie di settore, puntando su innovazione, accessibilità e nuove formule di mobilità per intercettare le esigenze di un pubblico sempre più esigente e attento ai cambiamenti sociali ed economici.