La Bimota SB3 dimenticata: 2 km e un’asta che sorprende

Una Bimota SB3 del 1979 con soli 2,1 km è stata venduta a 18.888€. Esemplare raro, monta motore Suzuki GS1000 e scarico Termignoni.

La Bimota SB3 dimenticata: 2 km e un’asta che sorprende
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 6 gen 2026

Un autentico pezzo di storia del motociclismo, capace di suscitare emozioni e dibattiti tra appassionati e collezionisti: stiamo parlando della Bimota SB3 del 1979, un modello che ha lasciato il segno per la sua esclusività e la raffinata ingegneria artigianale italiana. Solo 402 esemplari sono stati prodotti tra il 1979 e il 1982, di cui appena 50 distribuiti tramite i concessionari ufficiali Suzuki in Germania. Ancora più straordinario è il caso della SB3 numero 27, rimasta praticamente intonsa dopo quasi mezzo secolo, con un odometro che segna appena 2,1 chilometri. Questo esemplare è stato recentemente battuto all’asta su Car & Classic per la cifra di 18.888 euro, sorprendendo gli addetti ai lavori sia per la rarità che per lo stato di conservazione pressoché perfetto.

L’eccezionalità di questa moto risiede nella fusione magistrale tra la tradizione manifatturiera italiana e la meccanica giapponese. La ciclistica e la carrozzeria recano il prestigioso marchio Bimota, ma il cuore pulsante è rappresentato dal celebre quattro cilindri da 987 cc della Suzuki GS1000. Questo motore, dotato di carburatori Mikuni da 28 mm e di uno scarico Termignoni 4-1 realizzato appositamente per il mercato tedesco, garantiva all’epoca una potenza di circa 90 CV, un valore che collocava la SB3 tra le vere sportive stradali del periodo.

Dal punto di vista tecnico, la dotazione della Bimota SB3 non lascia spazio a compromessi: la moto è equipaggiata con una forcella telescopica Marzocchi da 38 mm e un monoammortizzatore posteriore della stessa marca, soluzioni di alto livello per l’epoca. L’impianto frenante si affida a dischi anteriori da 280 mm abbinati a pinze Brembo P08 Serie Oro, mentre le ruote in alluminio forgiato da 18 pollici conferiscono leggerezza e solidità. Un dettaglio particolarmente affascinante per i collezionisti è la presenza degli pneumatici originali Michelin M45/M48, ancora montati sulla moto dopo decenni.

L’esemplare numero 27 non ha mai subito restauri ed è stato conservato in condizioni climatiche controllate sin dalla sua uscita dalla fabbrica. A completare il quadro, una documentazione completa e ineccepibile: manuale del proprietario, doppie chiavi, cassetta attrezzi originale, cataloghi pubblicitari e listino ricambi. Questi elementi non solo aumentano il valore percepito della moto, ma rappresentano anche una testimonianza della sua autenticità e della tracciabilità storica, aspetti sempre più apprezzati dagli specialisti e dagli investitori del settore.

Nonostante queste caratteristiche uniche, il risultato dell’asta ha lasciato il mercato perplesso: la cifra di 18.888 euro è stata giudicata relativamente contenuta, soprattutto se si considera che un’altra SB3 del 1982, con ben 16.500 km percorsi, aveva raggiunto una quotazione superiore in un’asta del giugno 2022. Questo episodio conferma quanto il mercato delle moto d’epoca sia imprevedibile e soggetto a molteplici variabili, tra cui il canale di vendita, la localizzazione geografica e le dinamiche di gara.

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