Carburanti alle stelle: Gasolio +14% in dieci giorni, governo valuta accise mobili

Prezzi carburanti alle stelle: gasolio +14,3% in 10 giorni, benzina +7%. Governo attiva controlli e valuta accise mobili; Codacons chiede taglio di 15 cent/litto per calmierare i costi.

Carburanti alle stelle: Gasolio +14% in dieci giorni, governo valuta accise mobili
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 9 mar 2026

La crisi dei prezzi carburanti in Italia si fa sempre più pressante, mettendo a dura prova famiglie, imprese e l’intero sistema economico nazionale. In poco più di dieci giorni, il costo alla pompa ha subito un’impennata del 14,3%, con picchi che hanno superato la soglia dei 2 euro al litro in diverse regioni del Paese. Una stangata che, secondo le prime stime, si traduce in una spesa annua aggiuntiva di circa 296 euro per ogni automobilista. A peggiorare il quadro, sospetti di speculazioni e l’inefficacia percepita delle soluzioni istituzionali, mentre l’escalation internazionale, in particolare in Medio Oriente, continua a esercitare una pressione crescente sul mercato.

Il rincaro più marcato ha riguardato il gasolio, che nel servizio self-service è passato da 1,723 a 1,970 euro al litro in pochi giorni. Questo aumento non ha risparmiato nemmeno la benzina, salita del 7% nello stesso arco temporale. Alcune aree come Bolzano, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta sono diventate simbolo di questa emergenza, avendo già varcato la soglia psicologica dei 2 euro al litro per il diesel, generando così forti disparità territoriali e alimentando il malcontento degli automobilisti.

La situazione si è aggravata a seguito degli attacchi di febbraio contro obiettivi iraniani, che hanno fatto schizzare le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Nel dettaglio, si sono registrati aumenti di 10 centesimi al litro per la benzina e addirittura di 26 centesimi per il gasolio. Tuttavia, le indagini condotte dal governo hanno messo in luce un dato preoccupante: gli incrementi suggeriti dalle compagnie petrolifere non sembrano essere del tutto giustificati dalla reale disponibilità di prodotto sul mercato. Questo ha acceso i riflettori su possibili condotte speculative lungo la filiera distributiva.

A fronte di questo scenario, il ministro Adolfo Urso ha deciso di intervenire attivando la Commissione di allerta rapida e coinvolgendo il Garante della concorrenza per analizzare in profondità la catena di approvvigionamento e individuare eventuali anomalie. Tra le misure più discusse c’è quella delle accise mobili, uno strumento che consentirebbe di ridurre temporaneamente le accise fisse sui carburanti, compensando la perdita di gettito con un aumento dell’IVA. Secondo le prime simulazioni, tale intervento potrebbe garantire un taglio di 4-5 centesimi al litro, ma non mancano le polemiche sulla reale efficacia di questa soluzione.

Sul fronte dei consumatori, il Codacons ha assunto una posizione fortemente critica, sostenendo che la riduzione proposta dal governo sarebbe largamente insufficiente a mitigare l’impatto sui bilanci familiari. L’associazione chiede un taglio netto di almeno 15 centesimi al litro, oltre a una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e a controlli più stringenti su eventuali comportamenti scorretti da parte degli operatori del settore.

Particolarmente drammatica è la situazione per il comparto dell’autotrasporto. L’aumento dei prezzi del gasolio si traduce in un aggravio dei costi di circa 2.400 euro l’anno per ogni tir, con la possibilità che la cifra salga fino a 15.000 euro qualora la crisi geopolitica dovesse protrarsi nel tempo. Un effetto domino che non si limita alle aziende di trasporto, ma che rischia di riflettersi su tutta la filiera logistica, arrivando fino ai prezzi al dettaglio e contribuendo ad alimentare ulteriormente l’inflazione.

Il governo si trova così a operare su due fronti distinti ma complementari: da un lato quello investigativo, con controlli mirati a scoprire eventuali irregolarità lungo la filiera, dall’altro quello fiscale, puntando sull’utilizzo delle accise mobili come strumento di risposta rapida alle fluttuazioni dei prezzi. Tuttavia, numerosi esperti sottolineano come l’efficacia di tali misure dipenda in larga parte dalla durata e dall’intensità delle tensioni internazionali. Se la crisi dovesse rientrare rapidamente, gli interventi ponte potrebbero risultare sufficienti; in caso contrario, sarà necessario ricorrere a provvedimenti più strutturali e di ampia portata.

In questo clima di incertezza, consumatori e imprenditori attendono risposte concrete. Il Codacons continua a sollecitare trasparenza e controlli, mentre le associazioni di categoria chiedono sostegni mirati qualora gli aumenti dovessero consolidarsi nel tempo. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la pressione politica e i segnali economici riusciranno a produrre soluzioni efficaci o se il Paese dovrà continuare a convivere con uno stallo tra interventi parziali e aspettative sempre più disattese.

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