Buell Leviathan, 400 CV non bastano: a Bonneville si ferma a 287 km/h
La Buell Leviathan da oltre 400 CV debutta a Bonneville ma si ferma a circa 287 km/h. L'obiettivo resta superare i 400 km/h.
Oltre 400 CV alla ruota e un obiettivo dichiarato superiore ai 402 km/h. Sulla carta la Buell Leviathan ha tutto quello che serve per trasformarsi in un missile. Poi arriva Bonneville, e la teoria deve fare i conti con il sale.
Il debutto della Buell Leviathan alla Speed Week 2026 si è chiuso con una velocità massima di circa 287,3 km/h, ben lontana dal traguardo che il progetto si era prefissato. Il numero, preso da solo, potrebbe sembrare una delusione. In realtà racconta solo una parte della storia.
Quella del 2026 era infatti la prima esperienza a Bonneville sia per la moto sia per il pilota Jacob Stark. E soprattutto ha mostrato il problema fondamentale di una moto con una potenza del genere: non basta produrre 400 CV, bisogna riuscire a trasferirli sulla superficie.
A quasi 300 km/h, nel caso della Leviathan, significava anche gestire una ruota posteriore che voleva girare molto più velocemente della moto stessa.
Buell Leviathan, l’obiettivo resta superare i 400 km/h
La Leviathan non è arrivata nello Utah semplicemente per vedere quanto potesse andare forte. Il progetto nasce con un obiettivo molto più ambizioso: superare le 250 miglia orarie, equivalenti a circa 402 km/h.
Bonneville, però, richiede un approccio particolare. La Speed Week 2026 si è svolta dall’1 al 7 agosto e, come da tradizione, ha riunito auto e moto costruite per la caccia ai record di velocità terrestre.
Per i nuovi piloti è inoltre previsto un percorso progressivo. Non si arriva sul sale e si spalanca immediatamente il gas fino alla velocità massima: bisogna ottenere le necessarie licenze avanzando attraverso differenti fasce di velocità.
La prima uscita di Stark è stata quindi volutamente prudente. L’obiettivo iniziale era superare le 125 mph, circa 201 km/h, per ottenere la licenza D. Poca gloria per una moto da 400 CV, ma un passaggio necessario prima di poter aumentare progressivamente il ritmo.
La Leviathan compare effettivamente nei risultati ufficiali della Speed Week 2026 nella categoria APS-BF 1350CC. È quando la velocità ha iniziato a crescere che sono arrivati i veri problemi.
A oltre 280 km/h la ruota posteriore pattinava
Il punto critico è stato mettere a terra la potenza. Superati i 240 km/h circa, il comportamento della moto ha iniziato a cambiare sensibilmente. Con l’inserimento della quarta marcia la situazione è diventata ancora più complicata: la velocità teorica della ruota posteriore superava i 322 km/h, mentre la velocità effettiva della moto rimaneva molto più bassa.
In parole semplici, la gomma posteriore stava pattinando sul sale. Non parliamo però del classico burnout effettuato da fermo. Stark si è trovato a dover gestire un pattinamento della ruota posteriore mentre viaggiava a velocità superiori ai 280 km/h. Ed è qui che i 400 CV smettono di essere automaticamente un vantaggio.
La superficie di Bonneville è molto diversa dall’asfalto di un circuito o di una pista per dragster. La quantità di aderenza disponibile è inferiore e può cambiare, quindi aprire completamente l’acceleratore non significa necessariamente accelerare più rapidamente. Se la ruota gira a vuoto, una parte della potenza viene semplicemente sprecata.
Il pilota deve quindi trovare un equilibrio tra acceleratore, stabilità e slittamento. E deve farlo a velocità alle quali ogni correzione assume un’importanza enorme.
Motore turbo 1.190 cc e oltre 400 CV alla ruota
Ed è proprio la potenza a rendere particolare la Buell Leviathan. Il progetto utilizza un motore 1.190 cc turbo che, secondo i dati dichiarati, è in grado di sviluppare più di 401 CV alla ruota posteriore, accompagnati da oltre 292 Nm di coppia.
Numeri enormi per una motocicletta. La Leviathan nasce inoltre mescolando componenti e idee provenienti da differenti modelli Buell. La base sfrutta il telaio della Super Cruiser, mentre alcune soluzioni derivano dalla Hammerhead e dalla 1190RS.
Non è quindi una normale Buell modificata con un turbocompressore e portata sul sale. È un progetto sviluppato espressamente per esplorare i limiti della piattaforma 1190.
Tra gli altri componenti figurano sospensioni FOX, cerchi in alluminio forgiato e mozzi progettati per sopportare velocità di rotazione estremamente elevate. Secondo le specifiche indicate per il progetto, alcuni elementi sono dimensionati per una velocità meccanica fino a circa 483 km/h. Il potenziale, almeno sulla carta, è quindi molto superiore al risultato ottenuto in questa prima esperienza.
I 287 km/h raccontano solo metà della storia
Dopo aver completato le varie fasi necessarie, Stark è riuscito a ottenere la licenza B, aprendo l’accesso al Long Course. A quel punto la Leviathan ha avuto a disposizione un percorso di cinque miglia per accelerare e ha raggiunto il miglior risultato della sua Speed Week: circa 287,3 km/h.
Siamo ancora lontanissimi dai 402 km/h indicati come obiettivo. Tra 287 e 402 km/h ci sono oltre 115 km/h di differenza, e alle velocità estreme colmare un divario del genere è enormemente più difficile di quanto possa suggerire una semplice sottrazione.
La resistenza aerodinamica cresce rapidamente con la velocità e, contemporaneamente, diventa sempre più complicato sfruttare la potenza disponibile.
Per questo il risultato non dimostra che la Leviathan sia già in grado di superare i 400 km/h. Dimostra piuttosto che il progetto ha completato una prima fase di test in un ambiente nuovo, facendo emergere problemi sui quali il team potrà lavorare.
Bonneville è diventata un enorme banco prova
La Speed Week 2026 si è quindi trasformata soprattutto in una sessione di sviluppo ad altissima velocità. Jacob Stark ha acquisito esperienza sul sale e ottenuto le licenze necessarie per accedere ai percorsi più veloci. Gli ingegneri, nel frattempo, hanno raccolto dati sul comportamento della moto, sulla trazione e sulla capacità di sfruttare i rapporti più lunghi. Ed è probabilmente questo il risultato più utile dell’intera trasferta.
Aumentare ulteriormente la potenza avrebbe poco senso se il vero limite è riuscire a scaricare quella già disponibile. Prima di inseguire altri cavalli bisognerà quindi lavorare sul modo in cui la Leviathan accelera, sulla gestione dello slittamento e sulla stabilità quando la velocità cresce.
Bonneville, del resto, ha già dimostrato in passato quanto sia particolare. Anche moto estremamente potenti possono ottenere risultati molto diversi da quelli raggiunti su asfalto: nel 2016, per esempio, una Kawasaki H2R impegnata sulla Speed Week raggiunse circa 354 km/h, nonostante l’obiettivo fosse ancora più elevato.
La Buell ha ora dati reali sui quali intervenire. I 287,3 km/h della prima uscita restano lontani dall’obiettivo finale, quindi parlare di un futuro risultato oltre i 400 km/h come se fosse già alla portata sarebbe prematuro. Ma il primo problema da risolvere è ormai molto chiaro.
La Buell Leviathan ha più di 400 CV. Adesso deve imparare a usarli tutti. E sul sale di Bonneville potrebbe essere proprio questa la parte più difficile.