Bajaj Auto prende il controllo di KTM: nasce Bajaj Mobility AG

Bajaj Auto completa l'acquisizione di KTM, rinomina la holding in Bajaj Mobility AG e annuncia un investimento di 800 milioni.

Bajaj Auto prende il controllo di KTM: nasce Bajaj Mobility AG
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 14 gen 2026

Il mondo delle due ruote assiste a una svolta storica: la casa motociclistica austriaca KTM passa sotto il pieno controllo della holding indiana Bajaj Auto, grazie a una delle più rilevanti operazioni finanziarie degli ultimi anni nel settore. Un investimento monstre di 800 milioni di euro segna l’avvio di una nuova era, con la nascita di una strategia globale e una riorganizzazione societaria destinata a ridefinire gli equilibri del mercato motociclistico internazionale. L’operazione, ufficializzata il 18 novembre 2025, culminerà nella ridenominazione della holding in Bajaj Mobility AG a partire dal 13 gennaio 2026, sancendo così la definitiva leadership indiana sulla storica azienda europea.

Una acquisizione KTM che riscrive le regole del gioco

Il cuore dell’operazione risiede nella crescita della partecipazione di Bajaj Auto in KTM: la quota detenuta nella ex Pierer Bajaj AG sale dal 49,9% al 100%, garantendo così al gruppo indiano il controllo operativo totale sulla casa austriaca. Il tutto è avvenuto attraverso l’acquisizione di 50.100 azioni precedentemente in mano a Pierer Industrie AG, trasformando la struttura societaria e dando vita alla nuova Bajaj Auto International Holdings AG. Questa manovra, oltre a rappresentare un vero e proprio riassetto societario, ha portato a una revisione profonda dei vertici aziendali di PBAG, PMAG e KTM stessa, con consigli di amministrazione e sorveglianza in fase di ristrutturazione.

La strategia di Bajaj Mobility AG: solidità finanziaria e visione globale

Il piano industriale messo a punto dalla holding indiana si articola su tre pilastri fondamentali: rafforzamento della liquidità, ricambio generazionale della leadership e razionalizzazione dei costi operativi. Tra le mosse più significative spicca la possibilità di trasferire parte della produzione India, soprattutto per i modelli di cilindrata inferiore. Questa scelta mira a ottimizzare i margini di profitto e a rendere più competitiva l’offerta globale di KTM, sfruttando le economie di scala e la capacità produttiva indiana. Gli analisti vedono nella riconfigurazione della supply chain un’opportunità concreta e realistica per consolidare la posizione di Bajaj Auto tra i big del settore.

Tra opportunità e timori: le reazioni del mercato

L’acquisizione rappresenta un punto di svolta per entrambe le realtà: da una parte, Bajaj Auto si afferma come protagonista indiscusso del panorama motociclistico mondiale, con la possibilità di accelerare la penetrazione di KTM nei mercati emergenti. Dall’altra, però, emergono preoccupazioni tra i sindacati e i lavoratori europei, che temono ripercussioni occupazionali e una possibile perdita dell’identità del marchio austriaco. Il taglio dei costi, infatti, potrebbe tradursi in una riduzione della base produttiva europea, sollevando interrogativi sulla futura natura del brand.

L’importanza dell’investimento 800 milioni per il rilancio

Il massiccio apporto di capitale da 800 milioni di euro si configura come il perno finanziario dell’intera operazione. Questa iniezione di liquidità non solo garantirà la stabilità necessaria per affrontare la fase di transizione, ma consentirà anche di mettere in atto una strategia di turnaround mirata a riportare KTM su livelli di redditività elevati. Secondo i principali osservatori finanziari, l’investimento servirà sia per la ristrutturazione del passivo che per sostenere le iniziative operative, favorendo una crescita solida e sostenibile nel medio-lungo termine.

Sinergie industriali e futuro del marchio KTM

La nuova governance punta a sfruttare al massimo le sinergie tra i due gruppi: integrazione delle piattaforme tecniche, acquisti coordinati di componenti e utilizzo della capacità produttiva indiana per i modelli meno potenti. Il vero nodo resta il delicato equilibrio tra efficienza industriale e tutela del valore immateriale del brand KTM, la cui reputazione nel segmento delle moto sportive è un asset fondamentale. Il successo della strategia dipenderà dalla capacità di preservare il DNA austriaco, pur beneficiando delle nuove risorse e competenze portate dalla holding indiana.

Prospettive e prossimi passi nel riassetto societario

Nei prossimi mesi, l’attenzione sarà rivolta alla nomina dei nuovi organi direttivi e all’implementazione delle prime misure di ristrutturazione. Il settore resta in attesa di conoscere i dettagli sui futuri assetti produttivi, i piani industriali e le eventuali novità nella dirigenza KTM. In questo scenario in rapida evoluzione, tutti gli occhi sono puntati sulla capacità di Bajaj Auto di guidare la trasformazione senza sacrificare l’eredità e il prestigio della casa motociclistica austriaca, ora protagonista di una delle più significative metamorfosi dell’industria delle due ruote.

Ti potrebbe interessare: