Honda CB750 Hornet 2026, tutte le novità della naked con E-Clutch

La Honda CB750 Hornet 2026 introduce il sistema E-Clutch per cambi senza leva, mantiene il motore 755cc e aggiunge TFT, HSTC.

Honda CB750 Hornet 2026, tutte le novità della naked con E-Clutch
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 14 gen 2026

Nel panorama delle naked di media cilindrata, il 2026 segna una svolta importante per la CB750 Hornet, che si presenta al pubblico con una serie di innovazioni tecniche e stilistiche destinate a ridefinire il concetto di guida urbana e sportiva. L’ultimo aggiornamento della celebre naked giapponese punta a conquistare motociclisti di ogni esperienza grazie a una tecnologia che semplifica la vita nel traffico, senza però sacrificare il piacere della guida tradizionale.

Il cuore pulsante di questa evoluzione è la nuovissima E Clutch, una frizione elettronica intelligente che rappresenta una vera rivoluzione per il segmento. Il sistema, sviluppato da Honda, sfrutta attuatori elettronici in grado di gestire in autonomia innesto, slittamento e cambi di rapporto. Ciò significa che il pilota può arrestarsi anche durante la marcia senza la necessità di scalare in folle, un vantaggio notevole nelle continue fermate e ripartenze del traffico cittadino. Tuttavia, chi desidera mantenere un approccio più tradizionale può ancora contare sulla leva della frizione, scegliendo liberamente se affidarsi all’automazione o mantenere il controllo manuale.

La meccanica della CB750 Hornet resta fedele alla tradizione, ma non rinuncia alle prestazioni: il motore parallel twin da 755cc offre una potenza di 90 cavalli a 9.500 giri/min e una coppia di 75 Nm a 7.250 giri/min. Questo propulsore, già apprezzato per la sua erogazione fluida e la spinta generosa ai medi regimi, garantisce una risposta pronta sia nel traffico urbano che nelle uscite extraurbane più dinamiche. Il tutto è supportato da una ciclistica di livello, che vede all’anteriore una forcella Showa SFF BP rovesciata e al posteriore un monobraccio collegato a un monoammortizzatore, per offrire comfort e precisione di guida anche nelle condizioni più impegnative.

Sul fronte della sicurezza, la nuova Hornet non lascia nulla al caso: l’impianto frenante si affida a doppi dischi anteriori da 296 mm e a un disco posteriore da 240 mm, entrambi gestiti da un sistema ABS a doppio canale. Queste soluzioni garantiscono spazi di arresto ridotti e un controllo ottimale anche in situazioni di emergenza, aumentando la fiducia del pilota su ogni fondo stradale.

L’evoluzione della Honda CB750 Hornet si riflette anche nell’elettronica di bordo. Il nuovo TFT display a colori da cinque pollici offre una visibilità eccellente e una grafica intuitiva, oltre a integrare la connettività Bluetooth e la navigazione turn-by-turn. L’interfaccia utente è stata progettata per essere semplice e immediata, permettendo di accedere rapidamente a tutte le informazioni e alle impostazioni della moto. Gli aiuti elettronici includono il sistema di controllo di trazione HSTC (Honda Selectable Torque Control), quattro modalità di guida selezionabili (Sport, Standard, Rain e User) e una funzione di segnalazione d’emergenza automatica in caso di frenata brusca.

Dal punto di vista estetico, la CB750 Hornet 2026 si distingue per una gamma di quattro nuove livree dual-tone, pensate per soddisfare le esigenze di chi cerca una moto che sappia unire prestazioni e stile personale. Le combinazioni disponibili sono: Graphite Black con Matt Ballistic Black e telaio rosso, Wolf Silver con Iridium Gray, Goldfinch Yellow con Wolf Silver e Matt Jeans Blue con Matt Ballistic Black. Questa varietà cromatica risponde a una crescente attenzione per il design e la personalizzazione, rendendo la naked di Honda ancora più accattivante agli occhi di un pubblico giovane e dinamico.

La commercializzazione della nuova CB750 Hornet è prevista a partire da febbraio, con un prezzo di lancio fissato a 7.999 dollari. Un valore competitivo, considerando il livello tecnologico e le dotazioni offerte. Tuttavia, l’introduzione della sofisticata E Clutch apre anche interrogativi sulla manutenzione a lungo termine: la presenza di componenti elettronici avanzati sulla frizione comporta infatti una maggiore complessità, e resta da verificare la reale affidabilità e i costi di riparazione nel corso degli anni. Solo l’esperienza degli utenti e il tempo potranno dare risposte definitive su questi aspetti, ma la scommessa di Honda appare solida e ben calibrata sulle esigenze della mobilità moderna.

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