MotoGP, c'è il calendario (provvisorio): si parte il 15 luglio

La MotoGP partirebbe, come anticipato, da Jerez de la Frontera, con dei test dal 15 luglio, mentre i primi GP avranno luogo, sempre a Jerez, la settimana successiva

La stravolta stagione della MotoGP comincia a vedere la luce con un calendario provvisorio, reso noto da Dorna, che, la settimana prossima, potrebbe diventare ufficiale: si tratterebbe di 13 Gran Premi, alcuni anche doppi, sullo stesso tracciato e a distanza di una settimana l'uno dall'altro.

Già nelle scorse settimane, sia Jerez che Misano avevano dato disponibilità per il doppio GP, anche se gli organizzatori di Misano lamentavano l'impossibilità di sostenere le spese con due gare a porte chiuse. Non conosciamo, per il momento, l'evolversi della vicenda pubblico, ma un calendario provvisorio è stato stilato e la pista dedicata a Marco Simoncelli è inclusa.

Sicuramente saranno quattro le nazioni europee coinvolte nella stagione 2020, con il dubbio della quinta, la Francia, e il suo GP di Le Mans. Si partirebbe, come anticipato, da Jerez de la Frontera, con dei test dal 15 luglio, mentre i primi GP avranno luogo, sempre a Jerez, la settimana successiva. Ecco il calendario provvisorio diffuso nella serata di ieri, da Sky Sport:


  • 15 luglio: Jerez (Test)

  • 19 e 26 luglio: GP di Jerez

  • 9 agosto: Repubblica Ceca

  • 16 e 23 agosto: Austria

  • 6 e 13 settembre: Misano Adriatico

  • 27 settembre e 4 ottobre: Aragon (in dubbio Le Mans)

  • 11 o 18 ottobre: Barcellona

  • 25 ottobre e 1° novembre: Valencia


Facile notare che sono stati coinvolti solamente i tracciati europei. In America la pandemia da Coronavirus continua a fare paura e inserire in calendario una tappa americana sarebbe stato veramente troppo rischioso. Per quanto riguarda le tappe asiatiche, il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha spiegato che, a causa dei costi elevati, le gare in Asia dovrebbero svolgersi a porte aperte.

Il tutto, ovviamente, è da prendere con le pinze, perchè molto dipenderà dall'evoluzione dell'emergenza sanitaria in atto a livello mondiale. I circuiti dovranno attrezzarsi per gestire al meglio la situazione, non saranno permessi gli hospitality e saranno ammessi solo 40 membri per i team ufficiali e 25 per i team satellite, che, per le categorie di Moto2 e Moto3, diventano 12.

Ogni membro, quattro giorni prima della partenza, sarà sottoposto a tampone e il personale dovrà indossare tutti i presidi medici necessari.

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