SBK test Jerez, pioggia e freddo. Tempi “inutili”. Tante cadute

A Jerez prima giornata di test 2020. Sbk bagnata, Sbk fortunata?

Sbk bagnata, Sbk fortunata? Bagnata, nel senso che la prima giornata dei test Sbk 2020 di ieri a Jerez ha visto protagonista unica la pioggia. E anche il gran freddo. Fortunata, sperando che questa stagione sia più interessante e combattuta di quelle degli ultimi 4-5 anni e che riporti il grande pubblico sui circuiti e davanti alla tv. Pioggia o no (maltempo previsto anche oggi per la seconda giornata di prove), questi test non pare abbiano destato fin qui grande attenzione, al di là del solito giro degli addetti ai lavori e dintorni. Eppure non mancano novità rispetto alle nuove moto in pista e ai nuovi abbinamenti pilota-moto, a cominciare da Redding-Ducati e da Bautista-Honda i più accreditati avversari per cercare di fermare Rea-Kawasaki, da cinque anni dominatori del WSBK. Tornando alle prove di ieri a Jerez c’è da dire che i tempi fatti segnare sono assolutamente… “inutili” e la classifica finale che comunque è stata stilata ha solo valore di … cronaca. Tant’è. Davanti a tutti c’è comunque l’inedito binomio Leon Haslam-Honda (1’52.149) – la nuova moto della Casa dell’Ala dorata finalmente impegnata a fare sul serio nel WSBK, subito “in testa”! - primi per soli 31 millesimi a Michael Van Der Mark-Yamaha (1’52.180) e alla sorpresa americana Garret Gerloff: 1’52.213.

Una lieta sorpresa l’americano sostituto di Marco Melandri in GRT Yamaha Junior Team nonché adesso compagno di squadra dell’altro debuttante Federico Caricasulo. Non sarà facile per Garloff, in evidenza nella poco attendibile MotoAmerica SBK, ripetere le gesta passate degli altri americani quali Merkel, Poulen, Kocinski, Edwards, Spies per non parlare di quelli della classe regina nel Motomondiale come Nicky Hayden e prima Roberts, Lawson, Schwantz, Mamola. Come definire questo ingresso nel WSBK di Gerloff? Una scommessa da seguire con attenzione ma da prendere con le pinze. Si vedrà. Haslam, si sa, è pilota da acqua e dopo un 2029 “chiuso” dal suo compagno di squadra, il cannibale Rea, ha davvero bisogno di rifarsi vedere davanti e questa con Honda impegnata con la nuova interessante Fireblade è una buona occasione, di fatto l’ultima per lui. Tre Yamaha nei primi cinque (Baz 5° tempo a mezzo secondo dalla vetta: 1’52.660) conferma quel che già si sapeva rispetto alla guidabilità delle moto della Casa dei tre diapason. E Ducati? 47 giri con Redding “manetta-show-man” (4° tempo: 1’52.508), con Davies, in pista solo per otto giri eprotagonista di una caduta, indietro: 16° con 1’58.684. Scivolate a non finire: oltre al pilota della Ducati, sono finiti nel fango anche Bautista (l’ex ducatista ora Honda subito a terra sempre in difficoltà sul bagnato, decimo tempo dopo solo 14 giri) Razgatlioglu, Van der Marc e i nostri due unici rappresentati Rinaldi (18°: 2.04.148) e Caricasulo (9° tempo: 1’53.676) dietro all’altra Yamaha del pilota turco, confermando quanto sopra detto sulle Yam, cinque moto nei primi dieci. Sykes (Bmw) sesto: 1’53.097 e Lowes (Kawasaki) settimo: 1’53.246. Aspettando Rea, oggi spettatore tranquillo nel suo box. Confidando (poco) nella clemenza di Giove Pluvio, oggi giovedì 23 gennaio, tutti in pista (si spera) dalle 11 alle 18.

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