MotoGP, pole incandescente di Vinales. Quel “pasticciaccio” fra Rossi e Marquez: sanzioni?

Vola Vinales, gode Yamaha con due M1 in prima fila. Ma che Ktm con Pol Espargaro!

Soffia ancora la bora bianca che spazza il cielo terso e tiene la temperatura poco sopra i 25 gradi ma in pista, a fine qualifiche della MotoGP, il clima in pista si fa rovente. Dopo l’ultima sessione di prove libere con lo schiaffo di Marquez (1’33.265) alle Yamaha, con lo spagnolo della Honda davanti a Vinales, Quartararo e Morbidelli, per poco finisce … a schiaffi alla fine delle qualifiche fra il leader del mondiale e Rossi forse per una incomprensione allo scadere del tempo ma più verosimilmente per eccesso di pretattica fra due che, detto papale papale, se le vanno a cercare. Che è successo? Che proprio sul finire i due si ostacolano a vicenda: Marquez soffia forte sul collo di Rossi, in tiro. Ma è solo un fuoco di paglia, con entrambi che mollano il gas e fanno melina procedendo con lo spagnolo che non vuole superare l’italiano che non gradisce la sua ombra.

Con la lancetta del cronometro in tilt, i due passano sul traguardo appena in tempo per evitare la bandiera lanciandosi a manetta in cerca del tempone. Ma Valentino, dopo il Tramonto, pare non più “impiccato” (era già sopra di sei decimi!) e Marquez gli è praticamente addosso e innervosito dall’atteggiamento del pesarese, lo passa al curvone finendo largo sul verde del cordolo abortendo il suo giro. Poco più avanti, Rossi lo supera al Carro, almeno ci prova ma le traiettorie si incrociano come lame, con le due moto che quasi si toccano e con i due piloti a gesticolare, non si capisce bene se per scusarsi o per minacciarsi. I due piloti sono convocati dalla Race direction e non si sa se ci saranno conseguenze, con sanzioni.

L’aria tersa sul cielo di Misano è così tesa che basta un niente perché una scintilla accenda la fiamma. Così Marquez (era anche caduto alla Quercia nelle FP4) deve accontentarsi della seconda fila, quinto tempo (1’32.742) con Rossi sprofondato in terza fila, settimo tempo (1’33.079) che tradotti significa per lo spagnolo un gap di 477 millesimi e per l’italiano un gap di 814 millesimi. Al termine gode Vinales, miglior tempo, seconda pole stagionale, con un ultimo giro da incorniciare (1’32.265), ma gode forse ancor di più Pol Espargaro (1’32.560) che migliora l’eccellente tempo fatto registrare già nelle FP3 in scia a Vinales con una Ktm-sorpresa che dire con le ali è dire niente. E’ comunque festa nei box della Casa dei tre diapason, con due M1 in prima fila (oltre a quella ufficiale di Maverik c’è quella satellite-bomba del sempre sorprendente piè veloce Quartararo: 1’32.571) e un’altra in testa alla seconda fila con Morbidelli-super (1’32.710) – che rischio per Morbido al T3 dopo due fulminanti caschi rossi !- davanti ai già citati Marquez (5°) e Rossi (7°) con nel mezzo il sesto Dovizioso (1’33.038) con gap di 773 millesimi, unica Rossa nella top ten, con quella di Pirro 12° (1’33.461) seguita da quella di Bagnaia (13°: 1.33.488), quella di Miller 16°: 1’33.571) e quella di Petrucci (17°: 1’33.630), prestazione che lascia basiti su un circuito dove il ternano due anni fa aveva sfiorato la vittoria. Tant’è. Ancora buio pesto per Jorge Lorenzo 18°: 1’33.777. Iannone ultimo 23° 1’34.381 dopo una nuova caduta in FP4. Il resto in cronaca. Domani corsa ad alta tensione.

  • shares
  • Mail