Moto3, partita a quattro?

Sachsenring, l'ora della verità per i "giovani leoni" della Moto3?

Si arriva al nono round Moto3 del GP di Germania al Sachsenring con sette piloti vincitori nelle prime otto gare, con il solo Tony Arbolino capace del bis con i trionfi in volata del Mugello e di Assen. Sul gradino più alto del podio, fin ora, sono saliti Toba (Losail), Masia (Argentina), Canet (Austin), Antonelli (Jerez), McPhee (Le Mans), Ramirez (Barcellona), oltre il già citato Arbolino nei GP d’Italia e d’Olanda. Una situazione diversa dal 2018, quando già prima del GP di Germania, l’allora leader della classifica Jorge Martin aveva centrato la vittoria ben quattro volte (Qatar, Texas, Mugello, Assen) – trionferà poi anche al Sachsenring e in Malesia - oltre i due secondi posti a Misano e a Valencia. Insomma, non a caso a Martin fu affibbiato l’appellativo di “cannibale” in un campionato dove fu validamente contrastato dall’outsider Marco Bezzecchi (tre vittorie e cinque secondi ma anche tanti “zero”), alla fine superato nell’ultima di Valencia dal compagno del Team di Martin, Fabio Di Giannantonio, finito alla bersagliera vice mondiale pur con due sole vittorie e un secondo e tre zeri. Gli altri vincitori di gare non entrarono nel podio della classifica generale: Arenes (due vittorie) giunse 9° (con la zavorra di 9 zeri), Bastianini giunse 4° (un primo e due secondi), Dalla Porta giunse 5° (un primo e tre secondi e Oettl giunse 16esimo con una vittoria.

Ciò a dimostrazione che anche una o due vittorie, senza la continuità e il sostegno di podi e di piazzamenti, non garantiscono una elevata posizione nella classifica finale. Avremo modo di riprendere il discorso. E al Sachsenring che succederà? Di certo tornerà a battersi per il podio e forse di più il leader della classifica Aron Canet. Non tragga in inganno il 12esimo posto di Assen, dove comunque i quattro punti conquistati nella bagarre del centro gruppo hanno consentito al portacolori del Team Sterilgarda di Max Biaggi di mantenere la leadership del campionato: Canet (107 punti), Dalla Porta (100), Antonelli (83), Arbolino (76), Vietti (68), Masia (65), Ramirez e MpPhee (58), Toba 51, Rodrigo (50). Solo il manico, la tigna, l’esperienza ha consentito a Canet di non perdere il trenino di testa. Infatti, Sul misto veloce olandese la Ktm ha dimostrato tutti i suoi limiti velocistici con Canet ultimo su 30 partecipanti (questo il dato fornito dal proprio Team) mentre il “Top Speed & Average” ufficiale pone Canet al 18esimo posto (216,1 Kmh) contro il più veloce di tutti Dalla Porta-Honda (220,5 Kmh) e il vincitore della gara Arbolino ancora più… “lento” con la sua Honda: 21esimo posto (215, 2 Kmh). A parte il gap con la Honda-missile di Dalla Porta, tutti gli altri piloti non marcano differenze significative anche perché nel caso di Assen – come in altre gare precedenti – le scie dei trenini tendono ad appiattire le prestazioni velocistiche consentendo anche alle moto meno veloci di tenere il passo.

Nel toboga tedesco, pista assai complicata, stretta e tortuosa, più della velocità della moto conta il manico del pilota e la sua capacità tattica, l’assetto e la guidabilità del mezzo. Difficile, in una categoria dove l’errore è sempre possibile e stare in piedi è già un miracolo, fare pronostici. Ci sarà il gran ritorno in zona podio di super- Canet col dente avvelenato? O, finalmente, la “prima” 2019 di Dalla Porta, gran passista ma privo della sberla finale vincente? O la nuova fiocinata travolgente della bomba H-Arbolino, un tris “ammazzatutti” con assalto finale alla baionetta tipo quella di Assen nell’ultima curva 14 a danno di Dalla Porta? O il bis del taciturno piè veloce Antonelli dopo la gran pole di Assen, poi “solo” 8° per aver scontato un long lap penality causa taglio di variante? Insomma, sarà una partita a quattro? O s’infilerà l’outsider di turno? Di sicuro, corsa infuocata, non priva di colpi di scena, passaggio importante per il Mondiale. Il titolo, va ripetuto, si vince non pensando ossessivamente al Mondiale ma dando tutto ogni volta in ogni gara, possibilmente arrivando sul podio, meglio primi. Niente fa meglio - anche al morale del pilota e della squadra – di una vittoria: mette le ali a chi vince demoralizzando chi perde. Dunque, Sachsenring appuntamento cruciale. Vietato sbagliare.

Moto3 Catalunya: Dalla Porta il più veloce nelle FP2

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