Motomondiale, quando nei primi GP USA 1964 e 1965 a Daytona gli italiani erano… due

Il motociclismo USA aveva già prima dell’esordio del Motomondiale una lunga e gloriosa tradizione incentrata sulle 200 Miglia (sì, quella che poi Checco Costa porterà, impreziosita, a Imola…), disputatasi a Daytona sin dal 1937...

Motomondiale, quando nei primi GP USA 1964 e 1965 a Daytona gli italiani erano… due
Grassetti (Morini) lanciato sull’ovale...

Alzi la mano chi si ricorda che il Motomondiale sbarcò negli Stati Uniti d’America oltre mezzo secolo fa, nel lontano biennio 1964-1965, sul famoso circuito di Daytona, in Florida. In entrambe le edizioni si corse sul tracciato di 2 miglia (3,2 Km) del Daytona International Speedway, con il lungo ovale sopraelevato utilizzato per le famose gare automobilistiche NASCAR e con una parte interna più lenta con curve da terza, da seconda e da prima, dove si disputava anche la 24 Ore.

Non è questa la sede per fare la storia del circuito, ma va detto che il motociclismo USA aveva già prima dell’esordio del Motomondiale una lunga e gloriosa tradizione incentrata sulle 200 Miglia (sì, quella che poi Checco Costa porterà, impreziosita, a Imola…), disputatasi a Daytona sin dal 1937 (vinse Ed Kretz su Indian) sul tracciato di 3,2 miglia, 5,1 Km.

Il primo pilota “noto” anche agli europei a vincere la 200 Miglia è stato Jarno Saarinen (Yamaha) nel 1973. Sarà poi la volta di Giacomo Agostini (Yamaha) nel 1974, quindi Gene Romero, Johnny Cecotto, Steve Baker, Kenny Roberts, Dale Singleton, Patrick Pons, ancora Singleton (1981), poi Gree Crosby, ancora Kenny Roberts (‘83 e ‘84), Freddy Spencer, Eddie Lawson, Wayne Rainey, Kevin Schwantz (1988)… Niky Hayden (2002)… Chaz Davies (2008), Ben Bostrom (2009), il resto è cronaca.

Ma torniamo al “nostro” Motomondiale ricordando anche che gli americani, pubblico compreso, consideravano importanti solo le gare e i campionati nella loro terra, snobbando tutto il resto. All’opposto, il Motomondiale era stato sin dal 1949 un “fatto” Made in Europe e le rare tappe extra europee erano eccezioni.

Motomondiale, quando nei primi GP USA 1964 e 1965 a Daytona gli italiani erano… due
Grassetti prima della gara...

Purtroppo, non avere considerato l’importanza di gareggiare in America, soprattutto in funzione del grande mercato USA, è stato uno dei (tanti) pesanti errori commessi dal dopoguerra dall’industria europea, specie di quella italiana. Fatto sta che nel 1964 il Motomondiale si apre il 2 febbraio con la novità del primo round Oltre Oceano a Daytona (quell’anno ci saranno in totale 12 gare) davanti a “quattro gatti”, con Mike Hailwood (MV Agusta) vincitore nella 500 davanti a Read (Metchless) e Hartle (Norton); Alan Shepherd (MZ) vincitore nella 250 davanti a Grant (Parilla…) e a Gehring (Bultaco) entrambi doppiati; Hugh Anderson (Suzuki) vincitore nella 125 davanti a Itho (Suzuki) e a Schneider; ancora Hugh Anderson (Suzuki) nella 50 davanti a Morishita (Suzuki) e a Itho (Suzuki). Quanti italiani parteciparono? Uno! Tarquinio Provini, da due mesi passato dalla Morini (250 mono ) alla Benelli (250 4) qui al suo sfortunatissimo debutto: il piacentino rompe sabato in prova irrimediabilmente il motore della 4 cilindri pesarese ed è costretto a gareggiare con la vecchia monocilindrica che alla fine, dopo una encomiabile difesa, subirà lo stesso destino.

Tarquinio debutterà anche sulla Kreidler 50 ufficiale, appiedato per guai tecnici. Sullo stesso circuito, a metà settimana, Hailwood sulla MV 4 cilindri con la quale correrà nelle 500 la domenica, stabilirà due nuovi record mondiali di velocità: quello sui 100 Km (233,048 Kmh) e quello dell’ora (233,081) fatti nel 1957 a Monza da Bob McIntyre (Gilera 500 4 cilindri).

Motomondiale, quando nei primi GP USA 1964 e 1965 a Daytona gli italiani erano… due
Read e Duff su Yamaha...

Nel 1964 i piloti italiani che più o meno saltuariamente parteciperanno al mondiale sono: Provini (Benelli 250), Venturi (Bianchi 350 e 500), Agostini (Morini 250), Milani e Pasolini Aermacchi 250 e 350). Torniamo a Daytona 1965 con Hailwood (MV Agusta) primo nella 500 il secondo Parriot (Norton) a due giri, il terzo Beaumont (Norton) a tre giri! Nella 125 primo Andersson (Suzuki) in volata su Degner e Perris tutti su Suzuki; nella 50 primi quattro posti alla Suzuki con Degner, Andersson, Ichino, Koshino.

Nelle quattro categorie, un solo italiano presente, Silvio Grassetti sulla Morini ufficiale monocilindrica bialbero. Gara storica. Davide contro Golia. Nelle due foto pubblicate del GP USA a Daytona, prima gara del Motomondiale 1965 si vedono Silvio Grassetti sulla Morini factory 250 monocilindrica 4 tempi bialbero e Phil Read e Mike Duffsulle Yamaha factoryultimo grido RD56 250 bicilindriche 2 tempi a disco rotante, sette marce. Vinse Read su Duff con Grassetti sul podio davanti alle Suzuki 250 4 cilindri 2 tempi a disco rotante. La Morini, ex Provini (1982-1963) ed ex Agostini (1964), moto “perfetta” di grande guidabilità e stabilità e gran tiro “sotto”, disponeva di 37 CV superando i 230 Kmh.

Le Yamaha avevano oltre 55 CV (quasi 20 CV in più!!!) e volavano sui 250 Kmh! Il binomio italiano recuperava nel tratto misto quel che perdeva sul catino sopraelevato. Silvio salirà sul podio, terzo, bruciato in volata sul dritto dalla Yamaha di Duff! Che corsa! A fine gara Mike Hailwood (che poi dominerà con la MV Agusta la 500) si complimenterà con il pilota pesarese della Morini dicendogli: "Hai fatto un miracolo!”.

Per evitare guai, su ordine del Comm. Alfonso Morini, Grassetti e il meccanico (un solo meccanico) nelle quattro notti trascorse a Daytona portarono la Morini 250 nella camera d’albergo. Non si sa mai! La settimana dopo Grassetti trionferà sulla monocilindrica bolognese nella internazionale di Sebring. Poi volerà in Italia dove la Mototemporada si infiammerà per le battaglie memorabili Grassetti-Morini e Provini-Benelli. Ma questa è un’altra storia.

Motomondiale, quando nei primi GP USA 1964 e 1965 a Daytona gli italiani erano… due
Daytona 1964 classe 250 start: N°1 Tarquinio Provini (Benelli mono)...

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