Nuovo Motore Yamaha 3 cilindri, che moto potrebbe equipaggiare?

Dopo aver visto dal vero il nuovo motore Yamaha a tre cilindri con albero a croce, prima all'Intermot di Colonia e poi al Salone EICMA di Milano, cerchiamo di ipotizzare qualche idea sul suo possibile impiego. Su questo tre cilindri infatti fino ad ora in Yamaha mantengono la massima riservatezza, non ne viene svelata per questo ne la cilindrata, ne tanto meno la potenza o il campo di applicazione, abbiamo per questo provato a supporre un suo possibile impiego insieme al tipo di moto potrebbe ospitarlo.

Osservando ad esempio il blocco frizione, posto sulla destra del monoblocco, questo appare piuttosto voluminoso, capace quindi di gestire una coppia importante oltre ad equilibrare le eventuali vibrazioni del tre cilindri, che (unica concessione di Casa Yamaha) utilizzerà al suo interno un albero motore a Croce, o qualcosa di simile, dal momento che con soli tre perni di banco sarebbe impossibile realizzare la famosa "croce" disegnata dai quattro perni del motore della R1 osservandoli da una vista trasversale.

Il tre cilindri quindi riprenderà probabilmente il "concetto di croce" vale a dire lo sfasamento dei perni di banco posizionati in modo asimmetrico rispetto al solito e ordinati in modo tale da ridurre le variazioni di coppia durante la singola rotazione dell'albero motore. Anche l'alesaggio appare importante, questo fa ipotizzare a una cilindrata unitaria di circa 200-300cc e continuando con le supposizioni arriviamo ad una cilindrata totale di circa 800-900cc. Potrebbe quindi rappresentare una ottima base di partenza per un motore stradale ricco di coppia e rappresentare così la base di partenza per un modello storico di Yamaha come la TDM900, nata nel 1992 nella cilindrata di 850cc e ormai in listino da circa 20 anni.

Yamaha nuovo motore 3 cilindri
Yamaha nuovo motore 3 cilindri
Yamaha nuovo motore 3 cilindri
Yamaha nuovo motore 3 cilindri

Non sembra fuorviante infine pensare ad una applicazione di questo motore su una enduro stradale, una Super Ténéré più piccola insomma più adatta all'uso urbano e più leggera in off road. Insomma un propulsore alla base di una nuova piattaforma da cui possano partire diversi modelli di moto, dalla turistica alla sport tourer. Del resto questa ipotesi non sembra lontana da quanto proposto in passato proprio da Yamaha e proprio in questa cilindrata, ricordiamo infatti che il bicilindrico in linea da 850 aveva già equipaggiato in passato non solo la turistica TDM, ma anche la prima e indimenticata SuperTénéré da 850cc, oltre che alla validissima (seppur incompresa) TRX 850.

Yamaha. Ingegneria e filosofia.


Yamaha nuovo motore 3 cilindri

L’albero motore a croce, elemento base del successo di YZR-M1 ed YZF-R1, ha ispirato la progettazione di un nuovo motore a tre cilindri, che equipaggerà le Yamaha del futuro. La casa di Iwata è convinta che questo nuovo concept aprirà nuovi orizzonti al piacere di guidare. Entrambi i modelli sono diventati famosi per l’erogazione lineare, conseguenza diretta della coppia “pulita” ottenuta riducendo quasi a zero la coppia inerziale. E proprio questo concetto, e cioè l’eliminazione dell’indesiderata coppia inerziale, è alla base dello sviluppo del nuovo motore Yamaha a 3 cilindri. Ispirata dal carattere lineare e progressivo dell’erogazione dei motori con albero a croce di M1 ed R1, ha sviluppato un nuovo propulsore a 3 cilindri.

Il futuro prossimo è la rappresentazione concreta di tre concetti filosofici che per Yamaha sono fondamentali nello sviluppo di modelli: innanzitutto, la moto è molto di più di un mezzo di trasporto, è un mezzo per ottenere un senso di appagamento e pienezza. Yamaha chiama questa filosofia “Jinki Kanno”, un pensiero che ha permesso, negli ultimi cinquant’anni, lo studio e la realizzazione di moto altamente innovative, come XT500 negli anni ’70, FZ750 negli anni ’80, R1 negli anni ’90 e la primadonna della MotoGP, YZR-M1, ai giorni nostri.

Il secondo concetto che ha contribuito a rendere unico ogni modello Yamaha è la filosofia GENESIS, che considera la moto come un organismo vivente, in continua evoluzione. Yamaha considera ogni singolo componente come parte di un tutto, e lo progetta pensandolo in relazione a tutti gli altri elementi, in una relazione di tipo organico. In questo modo Yamaha è riuscire a creare un senso di unione tra il pilota e la sua moto. La filosofia Genesis ha permesso la realizzazione di modelli che parlano direttamente al cuore e alla mente dei piloti.

L’ultimo concetto, dopo Jinki Kanno e Genesis, è l’applicazione delle innovative tecnologie di gestione elettronica, pensate per esaltare l’esperienza di guida sotto tutti i punti di vista. Le tecnologie elettroniche sono state sviluppate pensando alla percezione ed alla sensibilità umane, per accentuare il legame tra pilota e moto, che formano così un copro unico.

Salone di Colonia 2012 live - Yamaha Stand
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