Moto3, Barcellona: Bastianini e Bezzecchi, grande Italia! Bulega super anche nella sfortuna

Ben-Hur e la sua corsa delle quadrighe fanno un baffo alla Moto3 di oggi al Montmelò dove in un corpo a corpo infinito e senza esclusione di colpi è successo di tutto.

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Ben-Hur e la sua corsa delle quadrighe fanno un baffo alla Moto3 di oggi al Montmelò dove in un corpo a corpo infinito e senza esclusione di colpi è successo di tutto, anzi di più. Una gara di grande spessore tecnico-agonistico e di altissima tensione, un vero e proprio bowling ad eliminazione con tanti (troppi!) “birilli” a terra per errori o perché falciati da avversari col diavolo in corpo, piloti (su tutti Arenas e Masia) le cui esagerazioni vanno però sanzionate non solo con richiami verbali, altrimenti il motociclismo rischia di oltrepassare i limiti dello sport debordando in corrida.

Una gara che alla fine lascia il segno anche in classifica generale, con vincitori e vinti non del tutto annunciati. C’è, innanzi tutto, una conferma: quella del poleman Enea Bastianini, volpone astuto e da combattimento con la zampata del leone, che dopo due anni trionfa in gran rimonta, spremendo la sua Honda super in un volatone infinito su Bezzecchi, Rodrigo, McPhee, Suzuki.

E c’è, soprattutto l’altra conferma, pesantissima in ottica mondiale, quella, appunto, di un Marco Bezzecchi di straordinaria levatura, ottimo nel dosare tattica e strategia, un secondo posto preso coi denti che gli consente di rafforzare la sua leadership in classifica generale (103 punti) anche grazie al nuovo ko per caduta (errore imperdonabile quando viaggiava in testa!) di Jorge Martin, grande sconfitto della giornata, nella polvere, addirittura adesso terzo (68 punti) dietro a Di Giannantonio (84), anche lui caduto all’inizio, poi autore di una gran rimonta, alla fine 8°.

Nell’ordine d’arrivo non compare Nicolò Bulega, oggi tornato a battersi nel gruppo di testa, addirittura in grado di puntare al podio, forse al colpaccio. Un sogno svanito a 6 giri dal termine quando il portacolori dello Sky VR46 Team veniva falciato dalla moto di Canet, a sua volta travolto da Arenas, palesemente fuori misura in staccata. Grande delusione, con qualche imprecazione (legittima) nel ghiaione, per Nicolò che però pare davvero aver superato il lungo periodo di magra, una crisi evidentemente dovuta a problemi di assetto della sua Ktm e non alla perdita di smalto del pilota.

Un altro dei “nostri” a terra senza colpa è Migno, anche lui splendido protagonista e in lotta per un grande risultato, mancato proprio alla fine a causa dell’arrembante Masia che tocca McPhee che a sua volta atterra l’italiano. All’inizio un contatto aveva tolto di scena Dalla Porta, comunque tornato in gara, e Binder.

Il mondiale è più che aperto, ma Bezzecchi passa da outsider a pilota da battere, con Di Giannantonio adesso con 16 lunghezze sul compagno di squadra dello spagnolo, troppe volte a terra o per eccesso di foga o, forse, per eccesso di... boria. Chi sbaglia paga.

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