SBK, Brno: Gara2, festa Yamaha! Disastro Kawa. Melandri sbaglia e butta la vittoria

Yamaha gode per il primo e il secondo posto dopo la doppietta di Donington, Kawasaki va ko per la caduta prima di Rea e poi di Sykes.

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Se chi vince ha ragione e chi perde è costretto a fare mea culpa, in Gara 2 SBK tornata a Brno, Yamaha gode per il primo e il secondo posto dopo la doppietta di Donington, Kawasaki va ko per la caduta prima di Rea e poi di Sykes, Ducati torna a podio con Davies ma perde l’occasione del colpaccio con Melandri, dritto in staccata quando guidava la corsa. Tutto qui? No.

Intanto perché stavolta i due galletti del Team ufficiale della Casa dei tre diapason, Lowes e Van Der Mark, si sono limitati a una “boxe” dura ma non con colpi sotto la cintola, con l’inglese finalmente in grande giornata, imprendibile anche per il compagno di squadra olandese, trionfatore a Donington, qui alla fine pago della seconda piazza. Insomma, pare proprio che i due portabandiera della Yamaha siano maturati con una condotta di gara agguerrita quanto … misurata e cresciuti al pari della moto. E fra i due, Lowes, ritenuto il meno “affidabile”, ha invece dimostrato a Brno il proprio valore con un inequivocabile acuto (la sua prima vittoria iridata) che parla da sola e che forse gli conserva la sella per il 2019.

Poi perché Melandri, già più che buon secondo ieri in Gara 1 e in gran rimonta oggi, ha sprecato una grande occasione, con un errore al quarto giro da cartellino rosso, senza il quale la vittoria sarebbe stata il giusto coronamento di una corsa d’attacco e di gran ritmo, ritrovando punti d’oro per la classifica e una forte spinta per il morale per se stesso e per la squadra. Invece, il 15esimo posto finale e il misero punticino pur raggiunti dopo una rimonta a suon di giri veloci, lasciano ancora l’amaro in bocca al ravennate riproponendo interrogativi non tanto sul suo talento quanto sulla sua capacità di esprimerlo compiutamente non commettendo sbavature ed errori.

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Ducati si consola – diciamo ci mette una pezza – con il terzo gradino del podio di un ritrovato Davies, passato dalla demoralizzazione di Gara1 (“Così non si può nemmeno pensare lontanamente di giocarci il titolo. La moto non ha aderenza e mi sembrava di guidare sullo sterrato”) con gomme diverse, a una corsa dignitosa, pur se fin troppo lineare, per non dire arrendevole. Grazie allo “zero” di Rea, Chaz riduce il gap in classifica generale a 65 punti. Un bravo va al rookie della Rossa Casa Rinaldi che ha recuperato la botta di Gara 1 con un inseguimento in Gara 2 da illudere addirittura per un aggancio a Davies ma poi alla fine i suoi tempi si sono alzati e la sua cavalcata è calata, finendo dietro alle due Aprilia, sempre signore di gran rispetto, ben guidate da un Laverty e un Savadori entrambi finalmente a posto nel fisico e tornati a girar forte tutta la gara e ad annusare il podio.

E veniamo al disastro Kawasaki dovuta al ko di Rea in gran rimonta iniziale dopo la concitata partenza, a contatto in curva al terzo giro con il compagno di squadra Sykes, poi a sua volta scivolato al quinto giro, con ripartenza e 16esimo posto finale. Non c’è dubbio che il “casino” delle verdone è anche frutto dei regolamenti-bluff che in questo caso – come noto - retrocedono in terza fila i primi tre piloti di Gara 1 costringendoli a districarsi nella mischia iniziale del gruppone con numeri che, come stavolta, possono fare danni anche a gente dal calibro di Rea.

Ovvio che così, i risultati cambiano. Ma sono questi i reali valori in campo? Se questo è show, allora il risultato di questi regolamenti da gioco d’azzardo, almeno nelle sue componenti non tecniche, è stato raggiunto. Stando al viso buio di Rea tornato a piedi al box e ai “quattro gatti” sugli spalti (sulla stessa pista nel Motomondiale c’è sempre il pienone!) non pare proprio che questa sia la strada giusta per ravvivare una SBK che pare sopravviva con la bombola d’ossigeno. Il resto in cronaca.

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