Cagiva Elefant 350 by XTR Pepo: “Chico Malo”, il ragazzo cattivo

Chico Malo, il “ragazzo cattivo”: una Cagiva Elefant che è l’ennesima, fantastica special di Pepo Rosell!

E’ stata la prima, mitica, endurona italiana, nell’epoca della febbre per le moto ispirate dalla Parigi-Dakar: è la Cagiva Elefant, una moto talmente leggendaria che Walt Siegl -non proprio un customizer qualunque- vi si è ispirato nella trasformazione della sua Hypermotard Dakar Rally.

Ma per un Walt Siegl che la Elefant la replica, c’è un Pepo Rosell che invece ha deciso di usare una di queste bicilindriche da fuoristrada per la sua ultima realizzazione: la Chico Malo, un nome che in spagnolo significa “bad boy”, “ragazzo cattivo”.

Dopo aver provato qualcosa di diverso con la Spitfire motorizzata Honda Shadow, Pepo è tornato alle sue amate bicilindriche italiane, anzi, al suo V-Twin preferito: il Desmodue made in Bologna.

La gamma Elefant (se escludiamo le piccole 125 e 200 a 2 tempi) era infatti equipaggiata con il propulsore a due cilindri raffreddato ad aria della serie Pantah: un’unità motrice usata su molti modelli del marchio di Borgo Panigale e anche della casa di Schiranna, che allora era proprietaria della Ducati.

Quella è trasformata da XTR è una Elefant 350, cioè dotata del più piccolo dei 2V Ducati che venne montato anche sulla sportiva 350 Super Sport e sulla Cagiva Alazzurra della medesima cilindrata.

In questo caso, però, il piccolo Desmodue è stato elaborato in maniera piuttosto significativa: i 350 cc originali sono solo un ricordo, visto che la cubatura è stata aumentata sino a 750 cc, con tanto di flussaggio delle teste e lavorazione dei condotti.

Ora il bicilindrico è alimentato da una coppia di carburatori Keihin FCR 38 a valvola piatta, e respira attraverso nuovi filtri racing DNA: per quanto riguarda lo scarico, invece, abbiamo di fronte un due-in-uno Supermario con silenziatore Spark. Infine, il volano è stato alleggerito ed è stata adottata un’accensione elettronica Silent Hetkit.

La Elefant di Pepo -un’esemplare del 1986– non più la off-road di un tempo: non si può dire però che abbia perso del tutto la sua anima fuoristradistica. Più che altro, l’ha trasformata: da endurona per le dune è diventata una flat-tracker per piste in terra battuta, con tanto di pneumatici semi-tassellati, tabelle portanumero e parafanghi ridotti ai minimi termini.

Il telaio è stato modificato, per adattarsi alle nuove forme e sovrastrutture: la parte posteriore sella-codino è stata realizzata ad hoc da XTR così come altri componenti (telaietto posteriore, portatarga, parafangho anteriore…), mentre il serbatoio è quello di una Mash 125 con il tappo proveniente da una Yamaha SR250.

A proposito della ciclistica, l’avantreno è quello di una BMW R100, cerchio compreso, mentre al posteriore troviamo un mono Ohlins che fa coppia con il forcellone originale lucidato.

Per quanto riguarda i freni, Chico Malo rallenta grazie a un impianto Brembo con tubi Frentubo, mentre leve e pompa arrivano da una vecchia CBR 900. Il manubrio è VicmaConical, e vi sono montati un gas rapido Domino con manopole della stessa marca. Il comando della frizione è stato riciclato da una GSX-R 600.

L’ennesima, fantastica, special di XTR!

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