SBK, per i media non esiste. C’è solo la MotoGP di Valentino Rossi

Ancora una volta i media ignorano completamente il mondiale Superbike

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Chaz Davies of Great Britain rides the #7 Aruba.it Racing-Ducati during race two of round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Campionato Mondiale Superbike 2017 - Inutile girarci attorno, per i “grandi” media italiani il motociclismo è la MotoGP, anzi è solo la MotoGP di Valentino Rossi. Tutto il resto non esiste, mondiale SBK compreso. Le (rarissime) eccezioni confermano la regola. L’Australia è lontana e il fuso orario non aiuta ma, specie per i giornaloni presenti in gran forze anche sul web, la distanza e gli orari alla rovescia non c’entrano nulla, come dimostrano tanti altri eventi di sport e non solo coperti con grande profusione di uomini e mezzi.

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Chaz Davies of Great Britain rides the #7 Aruba.it Racing-Ducati during race two of round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Perché tutto quello che non è MotoGP non tira? Mancanza di spettacolo nelle altre discipline fuori dalla premier class? A Phillip Island i primi due round del mondiale 2017 delle derivate hanno offerto uno spettacolo di alto livello sul piano agonistico (Gara1 e Gara2 combattute e finite con un volatone mozzafiato) e sul piano tecnico (tempi sul giro notevoli da far invidia alla MotoGP). Non solo. La Superbike ha visto tornare sul podio un pilota italiano chiacchierato (meglio! Dovrebbe far più notizia...) ma di spessore qual è il ravennate Marco Melandri, per altro in sella alla bolognese Ducati, Casa protagonista del GP d’Australia con due secondi posti da incorniciare con Chaz Davies, in Gara1 dietro al trionfatore Rea per 42 millesimi e dietro allo stesso nordirlandese in Gara 2 per 25 millesimi, con Melandri a ruota!

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Jonathan Rea of Great Britain rides the #1 Kawasaki Racing Team Kawasaki during race two of round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Uno show esaltante e da esaltare anche sui media incuranti che in questo campionato combattono cinque piloti italiani, siano presenti ufficialmente ben tre Case italiane (dicasi industrie con tutto l’ambaradan che muovono sul terreno dell’economia e non solo) quali Ducati, Aprilia, MV Agusta, diversi Team “tricolori” nonché Aziende di componentistica raffinatissima ricercate anche dalle Case colossal del Sol Levante: il tutto quali ambasciatori nel mondo del Made in Italy “combattente” e di qualità rispettato e apprezzato ovunque. A Phillip Island la ciliegina sulla torta è venuta nella gara del mondiale Supersport con il trionfo del torinese Roberto Rolfo in sella alla MV Agusta, la gloriosa Casa varesina super iridata e degli inarrivabili 15 titoli mondiali di Giacomo Agostini, un marchio che nel mondo ci invidiano ed è venerato come la... Gioconda!

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 25: Chaz Davies of Great Britain and ARUBA.IT RACING-DUCATI rounds the bend during round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 25, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Per molto meno sono stati riempiti paginoni e occupato il web, qui niente di niente. O quasi. La colpa principale sta nei media non del settore che spesso scambiano lucciole per lanterne, ingigantendo eventi poco seguiti e di scarso valore non solo agonistico e dimenticandosi totalmente di un mondiale come quello Sbk seguito ovunque nel mondo e amato dagli italiani. E’ così anche per altre discipline motociclistiche, ad esempio il mondiale Motocross. Ma è colpa anche “nostra”, di chi nel motociclismo show-business ha portato la personalizzazione all’estremo, scambiando di fatto il dito con la Luna. Sempre i grandi campioni hanno fatto il grande sport e sempre il grande motociclismo è vissuto grazie alle gesta dei piloti “mitici”, ultimo – in ordine di tempo – Valentino Rossi.

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Jonathan Rea of Great Britain and KAWASAKI RACING TEAM leads Marco Melandri of Italy and ARUBA.IT RACING-DUCATI during the race 2 during round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Altra cosa è, però, sbilanciare totalmente gli assi portanti di questo nostro sport, dando valore esclusivamente a un pilota e concentrando su di lui tutte le risorse (anche mediatiche), dimenticandosi di tutto il resto (altri piloti, moto, tecnica e tecnologie, Case, team, circuiti, pubblico, la storia passata ecc.) che invece sono – assieme alla star di turno e pro tempore - il “motociclismo”. Più volte su Motoblog noi abbiamo affrontato questi tempi, subendo anche le accuse di … “mosche cocchiere”. Ma i fatti sembrano darci ragione, come dimostra quel che è accaduto (anche) a Phillip island. E’ un limite “culturale” di cui paghiamo e pagheremo poi (nel dopo Rossi) ancor di più le conseguenze. Povero motociclismo! Sì. Forse anche povera Italia!

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