SBK, il flop della nuova griglia “salva spettacolo”

Ma questo è il mondiale Sbk, non un reality show televisivo!

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Alex Lowes of Great Britain rides the #22 Pata Yamaha Official WORLDSBK Team Yamaha during round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Al suo atteso debutto, la nuova griglia di partenza della Superbike voluta dal promoter Dorna quale “salva spettacolo”, non ha modificato di un acca il risultato di Gara 2 a Phillip Island.

I nuovi regolamenti imposti da Dorna col mugugno di piloti e Team sparigliano i “bussolotti” retrocedendo i vincitori di Gara 1 sullo start di Gara 2, ma poi in corsa i protagonisti rimangono gli stessi, addirittura un replay del round d’apertura 2016.

Le nuove regole – come noto – prevedono la retrocessione nella terza fila della gara di domenica dei piloti sul podio della gara di sabato. Così Rea il vincitore di Gara 1 è partito in Gara2 in nona casella, Davies (secondo) in ottava, Sykes (terzo) in settima. Davanti a tutti, primo della prima fila, è salito il quarto (Lowes) con accanto il quinto (Camier) e il sesto (Fores). In seconda fila Torres (settimo), Laverty (ottavo), Van der Mark (nono). Ancor peggio i ritirati di Gara 2 che sono partiti nella gara successiva dietro ai piloti del podio: quindi Melandri decima casella e Savadori undicesima.

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Jonathan Rea of Great Britain and rider of the #1 Kawasaki Racing Team Kawasaki celebrates after winning race two of  round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Un rompicapo. Una tempesta in un bicchier d’acqua. Una scorciatoia bislacca, quella della Dorna, che cerca così di sopperire alla mancanza di (vere) idee per “rivoluzionare” e rilanciare una Sbk in cerca di identità e di una autonoma collocazione rispetto a una MotoGP “mangiatutto”.

La società spagnola, in questo caso, cerca di superare con nuovi regolamenti pasticciati e malandrini le difficoltà del mondiale delle derivate di serie, un test che può anche servire alla MotoGP del dopo Rossi, un altro disastro annunciato.

Bastava valutare i tempi sul giro di Phillip Island per capire che dopo pochissimi giri la corsa avrebbe ripreso la sua “reale” fisionomia con i protagonisti davanti e gli altri dietro. Dopo soli quattro giri Rea e compagni, pur senza strafare, erano di nuovo in testa: se avessero “tirato” al limite, sarebbero stati davanti anche prima. La nuova griglia alza un po’ di… polverone allo start e nelle prime due-tre tornate, poi i migliori piombano sui fuggitivi pro tempore e se ne vanno.

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  (L-R) Chaz Davies of Great Britain and ARUBA.IT RACING-DUCATI, Jonathan Rea of Great Britain and KAWASAKI RACING TEAM and Marco Melandri of Italy and ARUBA.IT RACING-DUCATI celebrate on the podium at the end of the race 2 during round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Se questo è show è un finto show con l’aggiunto di inutili rischi per chi davvero lotta per il podio e per il campionato. Rischi che aumenteranno sui circuiti lenti e in condizioni di bagnato e pioggia. Qui si confonde un reality show televisivo con una gara di campionato del Mondo penalizzando i migliori e premiando gli altri. Insomma, rimedi pasticciati. Qual è la motivazione di fondo per cui Dorna ha deciso i nuovi regolamenti?

Ribadiamo quanto abbiamo scritto di recente su Motoblog: “Movimentare con una manipolazione “truffaldina” i reali valori in campo espressi in qualifica, mettendo di fatto handicap a chi vince (in questo caso Gara1) e a chi conquista il podio in Gara 1. “Frenando” i migliori, siamo alla negazione stessa del concetto primario delle corse dove vince chi va più forte e taglia per primo il traguardo. Invece di intervenire alla radice dei problemi della Sbk si prova la scorciatoia delle “trovate” sperando che il pubblico (televisivo) sia come quello del Circo Massimo della corsa delle bighe e delle quadrighe di 2000 anni fa interessato solo allo show per lo show con i “concorrenti” liberi di usare qualsiasi stratagemma, pur di rendere la corsa sempre più arroventata e più appetibile per gli spettatori. In questo caso, di passo in passo, si travalica il concetto dello sport-spettacolo, rompendone l’equilibrio, puntando tutto sullo show: oggi “punendo” i primi di Gara1 relegandoli in terza fila sulla griglia di partenza di Gara2, domani chissà, forse facendoli partire mezzo minuto dopo o con il… piombo in tasca come zavorra”.

Qui siamo. Se proprio si vuole intervenire con l’accetta la proposta “sana” è quella fatta da Max Biaggi: la griglia di Gara2 viene fatta sulla base della classifica di Gara1. Perché no? Il rischio, in questo caso, non manca. Un esempio. In caso di ko in Gara1 per problemi tecnici o per caduta si è out dalla corsa di domenica. Il rischio vale la candela?

PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - FEBRUARY 26:  Jonathan Rea of Great Britain and KAWASAKI RACING TEAM leads the field during the race 2 during round one of the FIM World Superbike Championship at Phillip Island Grand Prix Circuit on February 26, 2017 in Phillip Island, Australia.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

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