Phillip Island, Moto3: pole-sberla di Binder. “Bruciati” Quartararo e Bulega. Migno e Bagnaia nella top ten

Il sudafricano neo iridato della Ktm non perdona

Moto3 Australia 2016 - Fra pioggia e sole e con folate di vento da sberle, nel festival delle cadute e con la danza delle gomme slick e rain, le qualifiche della classe cadetta alla fine portano in vetta il neo iridato Bradd Binder con una frustata sotto la bandiera (1’37.696) che toglie a Nicolò Bulega la pole provvisoria (+0.791) superato poi anche dall’arrembante Fabio Quartararo, secondo per 94 millesimi.

Per il rookie italiano quasi una beffa ma poco male perché Nicolò sa scaldare anche così - dominio prime prove, sempre in bagarre coi primi, caduta, ritorno in pista, pole provvisoria, infine prima fila - gli intirizziti appassionati sugli spalti del magnifico ventoso tracciato australiano di Phillip Island.

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Binder onora anche così il titolo appena conquistato a dimostrazione che i titoli vanno sempre al pilota più forte in sella alla moto più competitiva con il Team adeguato.
Detta così, per gli altri piloti è meno dura la … sconfitta (ma siamo ancora solo in qualifica) essendo battuti non da uno qualsiasi ma dal campione del Mondo.

Certo, due “leoncini” come Quartararo (in gran recupero in questa fase finale di stagione dopo le tribolazioni di inizio d’anno) e Bulega (protagonista di una caduta ma che conferma una dura scorza e una eccellente stabilità ai piani alti della classifica) graffiano forte e ruggiscono da ammutolire la foresta, piloti in grado domani in gara di giocarsi la vittoria, così come – specie se il meteo continua a fare le bizze – Rodrigo (+0.874), McPhee (+0.965), Loi (+1.080), in seconda fila rispettivamente con il quarto, quinto e sesto tempo anche se con distacchi già considerevoli.

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Distacchi ben oltre il secondo in terza fila, aperta dal compagno di squadra di Bulega, Andrea Migno (+1.285), settimo davanti a Danny Binder, a Martin e a Francesco Bagnaia (+1.651) che chiude la top ten. Dicevamo delle cadute: e chi se le ricorda più? A terra, come già detto Bulega, a terra Antonelli (poi appiedato da guai tecnici), poi Arenas, Guevara il time out con bandiera rossa, a terra quindi Locatelli, poi Canet, Ono e così via, che è meglio fermarsi qui.

E gli altri italiani? 15° Locatelli, 16° Bastianini, 19° Antonelli, 21° Di Giannantonio, 28° Dalla Porta (+2.716) posizione davvero preoccupante per un tale binomio. Chiudono, come solito, in coda Valtulini 30°, Spiranelli 32°, Petrarca 33°. Insomma, l’onore “tricolore” è, almeno oggi in qualifica, nella mani di un rookie, quel Nicolò Bulega che, su tracciati mai visti primi, impara dando battaglia. Domani? Siamo nelle mani del meteo. Sarà comunque una corsa da non perdere.

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