Metzeler Days - Vallelunga 2016: Kawasaki Ninja ZX-10 R 2016 e Racetec RR K1

Tra i cordoli del Pietro Taruffi di Vallelunga, abbiamo testato il comportamento delle Metzeler Racetec RR K1 installate sulla nuovissima Kawasaki Ninja ZX-10 R 2016 durante i Metzeler Days 2016.

Caldo, cordoli e moto. Combinazione perfetta per anticipare l'estate, indossare la tuta in pelle e lanciarsi in pista insieme a centinaia di altri appassionati durante le due giornate dei Metzeler Days 2016 organizzate presso il circuito Pietro Taruffi di Vallelunga.

L'autodromo romano ha ospitato questa edizione che ha registrato una notevole affluenza sia il sabato che la domenica, nonostante qualche anomala nuvola a far capolino sulle campagne laziali. I turni disponibili erano suddivisi per amatori, esperti e veloci, proprio per consentire a chiunque di dare sfogo alla propria passione in tutta sicurezza e ad un costo davvero vantaggioso.

Nel paddock, lo staff Metzeler ha allestito un'area vendite e un'area officina proprio per offrire un servizio completo a tutti i partecipanti. Infatti, oltre a poter acquistare un treno di gomme usufruendo degli sconti applicati per l'occasione, i tecnici Metzeler erano lì presenti con la propria attrezzatura per "gommare" immediatamente le moto dei clienti con le nuove coperture.

E, a proposito di nuove coperture, noi di Motoblog eravamo presenti per testare le Metzeler Racetec RR K1 sulla nuovissima punta di diamante della casa di Akashi, ovvero la Kawasaki Ninja ZX-10 R 2016. La "verdona" ha letteralmente danzato tra i cordoli di Vallelunga, risultando sempre sincera ed efficace anche dove l'asfalto è più usurato e offre poco grip.

La nuova Ninja ZX-10 R 2016 è una millona ancora più vicina alle moto di Rea e Sykes che attualmente occupano il primo e terzo posto in classifica. Ancora una volta, il risultato della collaborazione tra KRT e la casa madre giapponese ha dato alla luce una vera belva da pista con targa, frecce e specchietti.

La parte estetica è stata rinnovata con un cupolino maggiorato che protegge di più il pilota quando è “in carena” e un codino più largo con nuovo fanale di coda. Ciclisticamente, l’impianto frenante marchiato Brembo sfoggia pinze monoblocco M50 e pompa freno radiale, gestite da un ABS di ultima generazione.

Sempre all’anteriore, la nuova forcella Showa BFF a doppia camera pressurizzata direttamente derivata dalla WSBK con doppio serbatoio rosso sgargiante. Il propulsore è sempre il 4 cilindri in linea da 200 Cv Euro 4, dotato adesso di un nuovo albero motore che giova di un’inerzia inferiore del 20% rispetto al 2015, testata e aspirazione riviste per un migliore raffreddamento delle componenti interne, nuovo cambio con rapporti accorciati, frizione alleggerita e scarico in titanio.

Se fino allo scorso anno, per quanto riguarda la parte elettronica, la “Ninjona” era tra le mille non proprio al passo coi tempi, per il 2016 gli ingegneri trasferiscono tutto il sapere appreso in pista dai top-rider sulla moto di serie. Migliorato dunque il ride-by-wire con tre mappe (Low-Mid-Full), arriva il KQS (cambio elettronico), il Launch Control su tre livelli, Traction Control regolabile su ben 11 livelli con wheelie control integrato e cornering ABS di ultima generazione.

Tutto ciò è contenuto all’interno della prima piattaforma inerziale IMU applicata su una Kawasaki. E’ una piattaforma a 6 assi, cinque gestiti da sistemi Bosch e uno sviluppato da Kawasaki. Il prezzo base è di 17.790 euro, mentre per la versione in prova per i Metzeler Days 2016 di Vallelunga (la KRT) sale a 18.090 euro.

Prossimamente, parleremo meglio della Ninja ZX-10 R 2016 in un test completo qui sulle pagine di Motoblog. Vediamo invece come si comportano le Racetec RR K1 su questa mille di Akashi!

Questo nuovo pneumatico è disponibile in tre diversi tipi di mescola, denominati K1, K2 e K3. La mescola K1 è la più morbida, e la si distingue per la presenza dell’etichetta sul fianco con la scritta K1 in blu e una striscia blu sulla fascia battistrada. La K2 è la mescola di media durezza, con un’etichetta posta sul fianco con la scritta K2 in verde e una striscia verde sulla fascia battistrada. La K3 è il tipo di mescola più dura, la più indicata per l'utilizzo in qualsiasi condizione di fondo, e presenta l’etichetta sul fianco con la scritta K3 in giallo e una striscia gialla sulla fascia battistrada.

La K1 è la più indicata per la pista, poiché la mescola morbida consente allo pneumatico di raggiungere rapidamente l'ottimale temperatura d'esercizio, garantendo un ottimo grip fin da subito. Il disegno del battistrada è caratterizzato da una disposizione degli intagli longitudinali centrali volta alla massimizzazione della compattezza della fascia battistrada, ottimizzando la stabilità della moto in rettilineo. Massima aderenza in curva in tutte le condizioni grazie alla posizione degli intagli trasversali.

La carcassa è stata realizzata con un innovativo materiale che ottimizza la rigidità laterale del pneumatico, evitando fastidiose oscillazioni durante i lunghi rettilinei ad alta velocità. Cappello e fianco presentano profili studiati per assorbire le asperità e per smorzarne le deformazioni dell’impatto, senza gravare sulla stabilità del mezzo.

Dopo il giro di ricognizione e un secondo giro per scaldare bene entrambi i lati, questo pneumatico dona immediata confidenza sin dai primi giri di ruota, in funzione di tempi di ottimizzazione della performance rapidissimi. Se il nostro intento non è esagerare fin da subito, l'utilizzo di termocoperte risulta superfluo.

Quando parliamo di ottimizzazione delle performances, ci riferiamo non solo al grip disponibile in tempi rapidi e in range di temperature d'esercizio piuttosto ampie, ma anche e sopratutto dell'immediata sintonia del pneumatico a lavorare in totale sinergia con i sistemi di controllo di trazione e di frenata assistita di moto del calibro della "nostra" Ninja ZX-10 R 2016.

Una risposta agli inserimenti in frenata assolutamente neutra, con variazioni di linea, per ottimizzare la scelta della traiettoria ideale, sorprendenti. Anteriore e posteriore lavorano in perfetta simbiosi, la moto è stabile sul veloce come sul misto più lento. Anche se non ci sentiamo ancora padroni nell'affrontare bene una staccata o un'inserimento, la moto reagisce eseguendo traiettorie pulite e una trazione efficace in uscita.

L'aderenza sugli angoli estremi e la spinta garantita da strutture e profili calibrati al millesimo consentono pieghe da gomito a terra, con una ripresa del gas pronta e decisa in ogni condizione e priva di incertezze elettroniche.

Anche sullo sconnesso e in accelerazione, situazione che si riscontra sulla curva "Roma" prima del rettilineo di Vallelunga, il controllo di sterzo è molto elevato, a conferma di come in Metzeler siano riusciti a coniugare prestazioni di riferimento e facilità di impiego al limite elavate. La guida ne risente in maniera più che positiva, il pilota avverte meno stress durante la guida è può concentrarsi nella ricerca di migliori performances tra i cordoli.

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