Suzuki GSX-S 1000 F: la prova su strada [Video]

Suzuki GSX-S 1000 F, versione carenata della maxi naked con cui condivide tutto, ma con un setting più sportivo. L'abbiamo provata sulle strade del Tourist Trophy all'Isola di Man.

Voto 8.5 Prima impressione
Suzuki GSX-S 1000 F

- Non chiamatela Sport Tourer, semmai Street Sport. Dopo la maxi naked ecco la carenata - un gradino sotto alla GSX-R – perché qui la base è sempre la “S”, rivista e perfezionata in un’ottica sportiva ma pur sempre stradale.

Una stradale da paura, a suo agio anche sulle strade della corsa più pazza del mondo; il Tourist Trophy. E’ qui che ci siamo messi in carena e abbiamo avuto l’onore di scatenare il 4 cilindri 1.000 di derivazione K5 da 145 CV. Già, perché il “Mountain” è un po’ come la GSX-S 1000 F; l’Isola di Man, e la road race del TT sono per definizione il luogo, “where the race track meet the street”, ovvero “dove la pista incontra la strada” un po’ come la GSX-S 1000 F, una moto a metà, tra la strada e la pista.

Efficacissima sullo stretto, stabile, veloce e precisa, ma non per questo estrema o affaticante. L’abbinamento manubrio largo / posizione di guida “umana”, alla carena e alla solidità di una ciclistica da sportiva è una formula che in Nord Europa va per la maggiore da sempre. Una “furbata” pensata per chi ama viaggiare forte, senza rinunce in tema di praticità, comfort e prestazioni.

Blu, grigia o nera/rossa la GSX-S 1000 F è già in concessionaria a 12.890 f.c., ma se l’acquistate entro il 30 settembre il prezzo di lancio è di 12.590. Vediamo com’è dal vivo e come si comporta su un tracciato selettivo come quello del Tourist Trophy.

Suzuki GSX-S 1000 F: com'è



In controtendenza. La Suzuki GSX-S 1000 F non è la solita SBK svestita, semmai il contrario. E’ una naked “ricarenata” con tutti i pregi che un’operazione del genere comporta. Della nuda da cui deriva condivide tutto; stesso motore, stessa ciclistica, stessa elettronica con ABS e controllo di trazione su 3 livelli; ma il piacere di guida qui è ancora superiore. Cosa cambia allora?

Il design è specifico, con un fontale inedito caratterizzato da un doppio faro anteriore e luci diurne a Led, un becco affilato e aggressivo, carena avvolgente e un cupolino integrale, seppur striminzito. Stessa posizione di guida della nuda, 5 kg in più, e un settaggio delle sospensioni più sportivo che globalmente la rende comoda, facile ed efficace anche quando il ritmo inizia a diventare serrato.

Ritroviamo quindi anche la strumentazione LCD compatta, leggera - pesa solo 275 gr -, e completa con contagiri/contachilometri, consumo medio e istantaneo, autonomia residua, orologio, indicatore marcia, temperatura acqua, autonomia e livello carburante. A livello di ciclistica, il telaio è doppio trave in alluminio come il forcellone, derivato dalla “R”. Le sospensioni sono totalmente regolabili, mono e forcella Kayaba si possono, registrare nel precarico molla, in compressione ed estensione. Pinze freno Brembo a quattro pompanti con attacco radiale e dischi da 310 mm con ABS Bosch da 640 gr (non disinseribile).

Il motore è il quattro in linea 999 cc derivato dalla GSX-R1000 K5, rivisto e corretto in un’ottica più stradale che pistaiola. Un corsa lunga, 73,4 x 59 mm - alesaggio x corsa - al quale sono stati sostituiti i pistoni, ora più leggeri del 3% e rigidi, rivisti i profili degli alberi a camme e ridisegnato l'impianto di scarico, 4 in 2 in 1, con compensatori e valvola allo scarico. Nuovo air box, e sistema d'iniezione con doppi corpi farfallati da 44 mm e iniettori a dieci fori. La potenza massima è di 145 cv a 10.500 giri, con una coppia massima di 106 Nm a 9.500 giri. Il controllo di trazione a tre livelli, agisce sui tempi di accensione e sulla valvola secondaria del corpo farfallato. Il peso in ordine di marcia è di 214 kg con ABS.

Suzuki GSX-S 1000 F: come va



All'Isle of Man il tempo non ha per tutti lo stesso valore

. Ne esistono almeno due tipologie. Quello dell'isola e degli isolani “normali”, calmo e tranquillo, scandito dalle maree e dal richiamo dei gabbiani, dal lento scorrere della vita di ruotine e poi c'è un altro tempo, quello di chi sul Mountain sfida il cronometro.

Un contrasto fortissimo, come abbiamo avuto modo di constatare - in parte - spremendo a fondo la GSX-S 1000 F sulla leggendaria strada del Tourist Trophy, la corsa più antica e sconsiderata al mondo. Un tracciato di 37 miglia, 60,7 km, velocissimo, che in gara, a strada chiusa, viene percorso a una media di 240 km/h, un banco di prova unico per testare le qualità della GSX-S 1000 F.

Apripista d’eccezione Richard “Milky” Quayle, isolano 4 volte vincitore al TT, uno dei 3 Manxmen ad aver trionfato sulle strade di casa, e uno di quelli per cui il tempo (e la vita) ha un significato decisamente diverso da come lo intendiamo noi. “È tutta una questione di ritmo” ci dice, “bisogna essere fluidi e lasciar scorrere la moto”, il tempo qui non si fa sulle curve strette, ma sul veloce… è per questo che non parla mai di tempi, ma solo di velocità media. Vederlo su strada è impressionante, come la sua posizione di guida, gambe da pista e busto da strada, dritto e con spalle e casco verso l’interno per non agganciarsi ai muretti!

State lontano dal ciglio della strada”, le sue ultime raccomandazioni, “il fondo è sempre viscido dopo che ha piovuto”! Con lui in veste di tutor, l’asfalto del TT scorre veloce. In un baleno ci troviamo full gas a scoprire le caratteristiche della GSX-S F. E per fortuna la Street Sport di Hamamatsu è quanto di più facile e confidenziale si possa volere su un tracciato di questo genere.

Con il fondo umido partiamo con il Traction Control in posizione 3. Qualche chilometro per prendere confidenza e scoprire quanto la sua azione sia incisiva ma delicata. Anche sul bagnato, usando la testa, è più facile accorgersi del suo intervento vedendo lampeggiare la spia sul cruscotto LCD che sentendo la sua azione in sella. Fin dalle prime curve scopro una GSX-S F rotonda e fluida, intuitiva al massimo, facile da guidare anche sui fondi a bassa aderenza. La posizione di guida, condivisa con la naked, con sella a 810 mm manubrio alto e largo e padane “avanzate e ribassate”, almeno rispetto alla “R”, regala un ottimo controllo e una grande maneggevolezza, senza affaticare.

Il 4 cilindri corsalunga ex K5, è una vecchia conoscenza, ma qui svolge ancora meglio il suo mestiere. Il benvenuto a bordo è scandito da un sound di scarico esaltante già dai bassi regimi. Una tonalità cupa che ben si accorda al crescere dei giri con l’aspirazione che prende il sopravvento agli alti. La risposta è pronta e regolarissima già dai 2.000, man mano che si sale acquista consistenza e spinta in maniera graduale. Dai 4.000 è già corposo, ma è dai 7 che comincia a fare sul serio. Oltre questo regime ci si ritrova tra le mani una GSX-S che ha poco da invidiare alle R di qualche anno fa. L’allungo verso i 9.500 dove si trovano i 10,5 kgm di coppia massima è rapidissimo e da qui tutto diventa ancora più rapido quando si scalano i 145 Cv a 10.500 e ci si lancia verso i 12.000 del limitatore. Sulle strade del TT non è facile tenere d’occhio il contagiri, l’erogazione del 1.0 è tale per cui anche con una marcia più lunga si va veramente forte.

Sulle strade del Tourist Trophy non è facile tenere d’occhio il contagiri, ma il 1.0 ex K5 da 145 CV e 10,5 kgm è sempre presente



Milky guida a tutta manetta

e non sbaglia una marcia e per tenere il gruppo spremo senza remore i 145 Cv superando abbondantemente i 200 km/h in mezzo a case e muretti, nei tratti senza limiti di velocità. La GSX-S 1000 F è un’ottima compagna, anche in queste occasioni. La posizione di guida è perfetta e anche sul veloce si ha tutto sotto controllo. Merito delle sospensioni dalla corretta taratura, né troppo dure né troppo morbide, capaci di assorbire senza problemi i bump e le imperfezioni caratteristici del Tourist Trophy, road race per eccellenza.

Danzare ad alta velocità tra una curva e l’altra sul Mountain è adrenalina pura, e la GSX-S F non fa una piega. Stabile e precisa infonde sicurezza, grazie anche ad un ABS ben tarato, anche se non disinseribile, e un impianto frenante con pinze Brembo monoblocco e 4 pompanti dal grande feeling e sempre pronto a frenare gli istinti meno conservativi.

Sono sempre stato un amante dei semimanubri, ma la GSX-S 1000 F ha molte carte da giocare a suo favore. Agilissima sullo stretto e precisa, con un avantreno comunicativo e rigoroso che non lascia spazio a ripensamenti per l’utilizzo su strada, anzi. Carena attillata e una ciclistica sopraffina, motore potente ma ben gestibile, un bel manubrio largo e rialzato che permette di domarla nei tornanti più stretti come anche nei tratti più veloci. Il 1.0 k5 manifesta un leggero on-off alle basse andature, il cupolino protegge discretamente, anche se si poteva fare un pochino meglio. Ma basta salire in sella fare due curve e dimenticarsi di tutto. Se non siete dei pistaioli accaniti, la GSX-S F è un’opzione assolutamente da prendere in considerazione.





Suzuki GSX-S 1000 F: le caratteristiche tecniche



Motore: 4 cilindri in linea raffreddato a liquido
Distribuzione: 4 valvole per cilindro, bialbero in testa
Alesaggio x corsa: 73,4 mm x 59 mm
Cilindrata: 999 cm
Compressione: 12,2 : 1
Potenza: 146 CV @ 10.500 rpm
Coppia: 10,5 kgm @ 9.500 rpm
Alimentazione: iniezione
Trasmissione: 6 rapporti
Sospensione anteriore: forcella USD Kayaba con steli da 43 mm di diametro, completamente regolabile
Sospensione posteriore: monoammortizzatore Kayaba con leveraggio progressivo, regolazione precarico ed estensione
Inclinazione cannotto di sterzo/avancorsa: 25°/100 mm
Freno anteriore: doppio disco da 310 mm di diametro
Freno posteriore: disco
Pneumatico anteriore: 120/70ZR17M/C (58W) tubeless
Pneumatico posteriore: 190/50ZR17M/C (73W) tubeless
Dimensioni
Lunghezza: 2.115 mm
Larghezza: 795 mm
Altezza: 1.080 mm
Interasse: 1.460
Altezza da terra: 140 mm
Altezza sella: 815 mm
Peso in o.d.m.: 214 kg
Capacità serbatoio: 17 litri

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